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Trump - bullo - Corral
April 2, 2018 - Washington, District of Columbia, U.S - President Donald Trump, son Barron (C) and First Lady Melania Trump attend the White House Easter Egg Roll. (Credit Image: © via ZUMA Wire)

C’è una persona alla Casa Bianca che, da genitore responsabile, s’impegna contro il bullismo. Ma non è il presidente, che, invece, del bullismo in tutte le sue svariate forme, dal cyber al ‘machismo’, è una sorta d’infaticabile testimonial. E’ Melania, la first lady, che difende il suo Barron, 12 anni, sulla soglia dell’adolescenza, dai cattivi esempi che gli stanno intorno, specie in famiglia, col padre che si ritrova, un bullo da O.K. Corral.

Melania avverte e ammette un certo scetticismo nei suoi confronti su questo tema, ma si dice decisa a fare “quel che ritengo giusto”.

Anche se Donald, il marito, non l’aiuta di sicuro. Lo scorso week-end, era in grande forma: ha bruscamente smentito i suoi avvocati sulla vicenda Stormy Daniels, che gli crea fastidi in famiglia, e sul Russiagate, che gli dà grattacapi politici; ha smentito se stesso, senza vergogna, sul controllo delle armi, anteponendo la fedeltà alla Nra, la lobby delle armi, alla lealtà ai ragazzi del movimento Never Again; e ha riproposto, mimando una sparatoria, la sua visione da O.K. Corral della sicurezza e della giustizia, colpevolizzando le vittime del Bataclan a Parigi e degli attacchi col coltello a Londra come imbelli ignavi.

Il problema non è che Trump dica certe cose. Il problema è che le dica il presidente degli Stati Uniti e che continui a suscitare consenso in America. E il problema per noi europei e per il Mondo intero è che Trump applichi il metodo dell’ O.K. Corral anche alle questioni internazionali, i dazi, la Siria, l’Iran, fino a qualche tempo fa la Corea.

Sfida all’O.K. Corral è un western del 1957: il regista è John Sturges, i protagonisti Burt Lancaster e Kirk Douglas. Il film è liberamente ispirato a un episodio avvenuto il 26 ottobre 1881 a Tombstone, in Arizona, ormai tappa culto di ogni percorso nel Far West – la sparatoria nel film dura 11 minuti, quella reale si esaurì in 27 secondi-.

La trama propone caratteri divenuti miti western: lo sceriffo Wyatt Earp e Doc Holliday, i buoni, contro la banda dei Clanton, i cattivi. Nel sommario ‘giudizio finale’ affidato alle pistole, i Clanton restano tutti  uccisi. Subito dopo, Wyatt si toglie la stella da sceriffo e abbandona la città.

L’America di Trump è ancora affascinata da questo modello di giustizia ‘fai-da-te’, con bidelli e professori armati per affrontare i cattivi nelle scuole. Ma semplicemente impedire loro di armarsi, no?

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+