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venerdì, Ottobre 7, 2022
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Usa 2020: Sanders e il peso degli anni (che sono tanti)

Caro Direttore, sono un po’ stupito e altrettanto dubbioso rispetto alla notizia di Bernie Sanders candidato alle presidenziali Usa: la sua parabola mi ha colpito ed entusiasmato, ma credevo fosse una miccia, una traccia per altri più giovani di lui. Per carità, l’età non può essere una limitazione soggettiva (e in Italia lo sappiamo), ma gli 80 anni temo diventino oggettivi per il politico più importante del mondo.

Gentile Lettore, mi permetta una battuta a mo’ di constatazione: se l’età non s’è rivelata – purtroppo – un ostacolo insormontabile per un populista conservatore (e spocchioso) come Donald Trump, che è stato eletto a 70 anni compiuti, divenendo il più anziano presidente a entrare per la prima volta alla Casa Bianca (Donald Reagan nel 1984 di anni ne aveva 73, ma era al secondo mandato), perché lo dovrebbe essere per un populista di sinistra (e dall’ottimismo contagioso) come Bernie Sanders?

Certo, il Nonno batterebbe il record appena stabilito da Trump di una decina di anni, ‘esordendo’ alla Casa Bianca a quasi 80 anni. E dieci anni in più d’un colpo non sono pochi, nonostante l’invecchiamento globale del nostro Pianeta (e specialmente dell’Occidente).

Però, un po’ temo e un po’ penso che siano chiacchiere. Perché Nonno Bernie ha quest’anno meno chances che nel 2016: Trump non c’entra, è il campo democratico che è profondamente diverso. Nel 2016, lui, nonostante l’età e la lunghissima militanza parlamentare, oltre un quarto di secolo, era il nuovo che avanza, rispetto all’establishment di partito e istituzionale rappresentato da Hillary Rodham Clinton.

Quest’anno, anzi il prossimo, perché le primarie cominceranno solo a fine gennaio 2020, Sanders è un cavallo di ritorno, meno usurato di Joe Biden, ma più logoro, ad esempio, di Elizabeth Warren. E nella pattuglia dei quarantenni e cinquantenni aspiranti alla ‘nomination’ democratica è possibile che emerga almeno un cavallo di razza, magari un ‘sanderista’ della campagna 2016, cui il Nonno possa passare le consegne della sua ‘rivoluzione politica’, sentendosi vincitore e non sconfitto.

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