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Davos - clima - Greta - Trump
January 22, 2019 - Copenhagen, Denmark - 16-year-old Greta Thunberg became world famous when she manifestad against climate change outside the Swedish parliament. Now she is off for the World Economic Forum 2019 in Davos, Switzerland. Of course she took the train, a 30 hour journey, instead of a 2,5 hour flight from Stockholm 2019-01-22..(c) HANSSON KRISTER / Aftonbladet / IBL....* * * EXPRESSEN OUT * * *....AFTONBLADET / 3950 (Credit Image: © Hansson Krister/Aftonbladet/IBL via ZUMA Wire)

Meglio Greta che Nancy. E così Donald Trump vola a Davos nel giorno in cui a Washington si apre il dibattimento del processo d’impeachment: preferisce affrontare l’adolescente che anima la rivolta dei giovani contro il riscaldamento globale, piuttosto che la quasi ottuagenaria che gli orchestra contro la guerra in Congresso.

Al Forum economico mondiale, il magnate presidente non trova il clima ideale – e non è un gioco di parole -: le preoccupazioni per le disuguaglianze crescenti, in un pianeta dove poco più di 2000  ‘paperoni’ detengono la stessa ricchezza di quattro miliardi di ‘paperini’, travalicano le spacconate di Trump sui successi delle sue politiche economiche e commerciali.

Greta Thunberg, che a Davos è influenzata e che ha sempre un’aria da fanciulla, anche se è imbronciata, dice: “La nostra casa è ancora in fiamme e la vostra inazione le alimenta … Mi chiedo come spiegherete ai vostri figli di averli costretti a fronteggiare il caos climatico che voi avete provocato … La mia generazione non vi lascerà fare senza lottare. Chiediamo a tutti i partecipanti del Forum, società, banche, istituzioni, governi, di fermare subito la metà degli investimenti nell’esplorazione ed estrazione di combustibili fossili e di disinvestire subito dai carburanti fossili”.

Da ostinato negazionista, Trump la tratta da “profeta di sventure”, sostenendo che “non è l’ora del pessimismo sul clima“. Con estro buonista, ha tuttavia annunciato che gli Stati Uniti partecipano  all’iniziativa ‘un miliardo di alberi contro il cambiamento climatico’, ‘Plant-for-the-Planet’. A dargli man forte, c’è il Brasile del suo sodale Jair Messias Bolsonaro, secondo cui “la povertà è il nemico dell’ambiente” – dunque, sacrificare l’Amazzonia per arricchire gli speculatori è la ricetta giusta -.

Trump è duro con gli europei sul fronte commerciale – ha un bilaterale con Ursula von der Leyen -, esalta l’intesa con la Cina, promette grandi cose post Brexit alla Gran Bretagna. Il vero pericolo, per gli Usa e per il Mondo? Viene dalla politica, non dall’economia o dall’ambiente: è che lui non sia rieletto.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+