L’attacco all’Europa di Vienna stinge sulle ultime ore della campagna elettorale degli Stati Uniti, dove, nell’Election Day, si stanno aprendo i seggi delle elezioni presidenziali e per il rinnovo della Camera (435 seggi) e di un terzo del Senato, oltre che di numerosi governatori e assemblee statali.
“Dopo l’orribile attacco terroristico di questa notte a Vienna, in Austria, Io e Jill preghiamo per le vittime e le loro famiglie. Dobbiamo stare uniti contro l’odio e la violenza”, ha twittato Joe Biden. Poco dopo, il presidente Donald Trump ha pubblicato una dichiarazione: “Gli attacchi terroristici contro persone innocenti devono terminare … Le nostre preghiere sono per i viennesi … Gli Usa sono a fianco di Austria, Francia e di tutta Europa nella lotta contro i terroristi, compresi i radicali islamici”.
Come al solito, è stato il villaggio di Dixville Notch, in New Hampshire, una dozzina di abitanti, vicino al confine con il Canada, il primo ad annunciare i suoi risultati, battendo, come sempre, Hart’s Location, località vicina, che quest’anno ha dato addirittura forfait causa coronavirus. E’ tradizione che tutti gli aventi diritto al voto di Dixville Notch si riuniscano nella ‘Ballot Room’ del The Balsam Resort e depongano la loro scheda subito dopo l’apertura del seggio alla mezzanotte e un minuto (le sei del mattino in Italia).
Quest’anno, tutti i suffragi sono stati per Biden: un plebiscito. Ma il risultato non è di per sé premonitore: nel 2016, Dixville Notch preferì Hillary Clinton, ma poi a vincere il New Hampshire (e la Casa Bianca) fu Trump.
Un presidente “superstizioso”, come ha lui stesso ammesso, ha voluto concludere la sua campagna dove l’aveva chiusa nel 2016, a Grand Rapids, Michigan. “Abbiamo finito lì quattro anni fa. Facciamo allo stesso modo”, ha detto, poco prima di partire per l’ultimo comizio.
Biden, con la sua vice Kamala Harris, l’ha invece conclusa in Pennsylvania, con una frecciata: “Trump ha detto che licenzierà il dottor Fauci – il virologo consulente della Casa Bianca e critico sulla gestione della pandemia, ndr -. Io ho un’idea migliore: teniamoci il dottor Fauci e licenziamo Trump”. Il candidato democratico, che ha fatto un comizio pure in Ohio, ha attaccato il presidente per aver “alzato bandiera bianca” contro la pandemia.
Secondo i dati della John’s Hopkins University, alla mezzanotte sulla East Coast, il coronavirus aveva complessivamente contagiato nell’Unione oltre 9.252.500 persone e ne aveva uccise oltre 231.500.
Barack Obama ha fatto campagna Biden e la Harris a Miami in Florida, contestando a sua volta Trump per avere suggerito che potrebbe “dichiarare vittoria prima che tutti i voti siano contati”: “E’ ciò che fa un dittatore da quattro soldi, se credi nella democrazia, vuoi che ogni voto sia contato”.
Allo scoccare dell’Election day, la media dei sondaggi di RealClearPolitics segnala, all’apertura delle urne, un’ulteriore erosione del vantaggio di Biden a livello nazionale (6,7%) e negli Stati in bilico (2,8%). Il sito 270towin continua, tuttavia, ad attribuire a Biden 290 Grandi Elettori – ce ne vogliono 270 per vincere – contro 163 a Trump, lasciandone 85 non assegnati.
L’attesa dei risultati – “Mi raccomando, portatevi il sacco a pelo”: la battuta dell’anchorman rivolta ai colleghi che seguiranno la notte elettorale la dice lunga su come gli Stati Uniti vivano l’Election Day. Mentre in tutto il Paese aprono i seggi, partendo dalla East Coast, l’incertezza continua a regnare sovrana: se ci sarà un vincitore ufficiale già questa notte, o se bisognerà andare avanti per giorni, o addirittura settimane, per conoscerlo.
C’è anche lo spettro di disordini e violenze, con una Casa Bianca blindata e tensioni un po’ ovunque tra i militanti pro-Trump e chi contesta il presidente.
Vagliate varie ipotesi, Trump ha finalmente deciso di attendere l’esito del voto alla Casa Bianca, dove ha organizzato una ‘festa’ per seguire in diretta lo spoglio con 400 persone nella East Room. Pare che tutti gli ospiti saranno sottoposti al test per il coronavirus prima di entrare.
La festa era inizialmente in programma al Trump International Hotel di Washington, a pochi passi dalla Casa Bianca, ma il presidente ha dovuto rinunciare – sembra – per le restrizioni anti-Covid vigenti in città che vietano assembramenti di più di 50 persone.
Biden intende trascorrere la notte elettorale a Wilmington, nel Delaware, dove abita, e, se del caso, parlare al Paese dal Chase Center, il centro congressi dove accettò la nomination democratica, nella convention di agosto.
Alla vigilia dell’Election Day, Twitter ha bollato come “controverso” e “fuorviante” un post in cui Trump definisce “molto pericolosa” la decisione della Corte Suprema di ‘validare’ i voti per posta che, in Pennsylvania e in altri Stati, non giungeranno entro oggi – le scadenze variano da Stato a Stato -. “La decisione consentirà un imbroglio sfrenato e incontrollato e minerà l’intero apparato legislativo. Inoltre, causerà anche violenze nelle strade. Dev’essere fatto qualcosa!”, scrive il presidente, il cui post su Twitter non è più visibile immediatamente – bisogna cliccare per leggerlo -.
Sulla pagina Facebook di Trump, il post invece resta invece visibile, ma vi compare una leggenda: “Il voto di persona e per corrispondenza danno prova da molto tempo di una grande affidabilità negli Usa. La frode elettorale è estremamente rara, poco importa il tipo di voto”.
Trump ufficializza “l’educazione patriottica” – Trump ha ieri istituito, con un ordine esecutivo, la “Commissione del 1776” per promuovere “l’educazione patriottica” nelle scuole e contrastare quelle lezioni che, secondo lui, dividono gli americani sui temi della razza e della schiavitù e insegnano agli studenti a “odiare il proprio Paese”. Il presidente l’ha twittato: “Ho appena firmato un ordine esecutivo per insegnare ai nostri studenti i valori pro-americani!”.
La Casa Bianca ha poi spiegato: “Trump sta lavorando per permettere a una generazione in crescita di comprendere meglio la storia e i principi della fondazione degli Stati Uniti nel 1776 e di sforzarsi di formare un’Unione più perfetta”. L’ordine è in antitesi al “Progetto 1619”, dell New York Times Magazine, che rivisita la storia americana, con particolare attenzione alla schiavitù e ai contributi dei neri americani.





