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domenica, Giugno 13, 2021
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Usa: Trump, le procure di NY lo braccano, inchieste vanno avanti


Si mette male a New York per Donald Trump e la sua Trump Organization, la holding che controlla le proprietà e gli investimenti della famiglia dell’ex presidente degli Stati Uniti: le due inchieste aperte, una civile e una penale, sono state unificate e potrebbero sfociare nel rinvio a giudizio dell’ex presidente. Trump è indagato anche in Georgia, per il tentativo di rovesciare l’esito del voto in quello Stato.

Lasciata controvoglia la Casa Bianca, il magnate e la sua famiglia non sono tornati a New York, città che sentono ormai ostile, e si sono trasferiti a Mar-a-lago, in Florida, dove l’ex presidente ha ormai insediato il quartier generale della sua attività politica e mediatica, ufficialmente finalizzata alla riconquista del potere nel 2024.

Non per questo la magistratura di New York ha mollato la presa. Martedì, il procuratore dello Stato, Letitia James, ha informato la Trump Organization che l’indagine da civile era divenuta penale: l’ufficio della James, ora collabora con quello del procuratore di Manhattan, Cyrus R. Vance jr. Era oltre un anno che le due procure stavano conducendo indagini parallele.

La cattiva notizia per Trump in sede giudiziaria s’interseca con una politica: la Camera sta varando una commissione d’inchiesta sull’assalto al Campidoglio del 6 gennaio – vi furono cinque vittime -, istigato dal presidente, per costringere il Congresso a non ratificare il risultato delle elezioni. Si va verso la creazione di un panel congressuale indipendente e bipartisan, sul modello di quello creato dopo gli attacchi terroristici dell’11 Settembre, per indagare sulle modalità dell’attacco e impedire che un’azione del genere si ripeta.

La Trump Organization è la holding di famiglia che raccoglie centinaia di disparate attività economiche, prevalentemente immobiliari, dagli hotel ai campi da golf, ma anche finanziarie. L’indagine del procuratore distrettuale si era inizialmente concentrata sui pagamenti in nero fatti, per comprarne il silenzio a due donne che affermano di aver avuto relazioni con l’ex presidente, quando questi non era ancora in politica, ma era già sposato con Melania e ne attendeva un figlio.

Si tratta della pornostar Stephanie Clifford, alias Stormy Daniels, e di una coniglietta di Playboy. L’ex avvocato personale di Trump Michael Cohen, che diede in nero 130 mila dollari alla Clifford, è già stato condannato e radiato dall’albo.

L’inchiesta s’è poi allargata ad accuse di evasione fiscale e frodi assicurative e bancarie, innescando una lunga battaglia legale, persa da Trump, per l’acquisizione di otto anni di dichiarazioni fiscali, che il magnate s’è sempre rifiutato di rendere pubbliche durante la presidenza. Il caso è in corso davanti a un gran giurì a porte chiuse davanti a un gran giurì e la fusione delle inchieste potrebbe ora accelerarne l’esito.

L’ex presidente ha sempre negato ogni illecito, riferendosi alle inchieste di New York come al seguito “della più grande caccia alle streghe politica nella storia del nostro Paese”: lui, dunque, ne sarebbe la vittima, non il cattivo.

La reazione di Trump: “Vogliono ridurmi al silenzio e cancellare i milioni di voti che ho ricevuto, perché non vogliono che Donald Trump corra di nuovo”.

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