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mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Medio Oriente: Biden comincia da bombe in Siria, come Trump


Sta’ a vedere che Joe Biden non è poi così diverso da Donald Trump: batte il primo pugno sul tavolo della sua presidenza bombardando, in Siria, postazioni filo-iraniane, come fece il suo predecessore la notte tra il 6 e il 7 aprile 2017, mentre aveva ospite a cena a Mar-a-lago in Florida il presidente cinese Xi Jinping. L’azione di Biden è più articolata e meno unidirezionale: le bombe anti-iraniane in Siria sembrano quasi bilanciare le prime mosse anti-saudite della sua Amministrazione. Un modo per dire a Teheran che lui non è una ‘pappamolla’: che l’Iran non s’illuda che la strada del ripristino dell’accordo sul nucleare e dell’abolizione delle sanzioni sia in discesa.

Il bombardamento, la scorsa notte, d’installazioni utilizzate in Siria da milizie filo-iraniane risponde ad attacchi con missili condotti in Iraq contro postazioni militari americane, sull’aeroporto di Erbil, nel nord del Paese, nei quali rimase ucciso un ‘mercenario’ filippino e furono feriti un militare Usa e altri quattro ‘contractors’.

Il portavoce del Pentagono John Kirby dice che Biden ha autorizzato l’azione per le perdite subite e “per le continue e persistenti minacce al personale Usa e della coalizione di stanza in Iraq”, attribuite alle varie milizie filo-iraniane che operano in Iraq e in Siria.

L’iniziativa di Biden reitera una tradizione ben salda nelle Amministrazioni statunitensi: da Reagan in poi, tutti i presidenti hanno ordinato bombardamenti su Paesi del Medio Oriente. Libia, Iraq, Siria e Yemen ne hanno subito volta a volta e in misura diversa le sanguinose conseguenze.

Secondo fonti locali, il bombardamento ha fatto 22 vittime e numerosi feriti. Sono state sganciate sette bombe, ciascuna da 227 kg, che hanno anche distrutto degli edifici e tre camion di munizioni. L’attacco, diretto contro due milizie aderenti alla coalizione paramilitare irachena Hashd al-Shaabi, che raggruppa molti piccoli gruppi armati filo-iraniani, ha toccato l’area di frontiera tra Abu Qamal in Siria e Qaim in Iraq.

La decisione di Biden di ordinare l’attacco la scorsa notte non pare tuttavia preludere all’intenzione di ampliare la presenza di truppe nella Regione, che Trump ha drasticamente ridotto, fino alla fine della sua presidenza, sia in Iraq che in Afghanistan, dopo averlo fatto in Siria.

L’articolo Medio Oriente: Biden comincia da bombe in Siria, come Trump sembra essere il primo su Giampiero Gramaglia – Gp News.



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