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Usa 2020: autorità, le elezioni più sicure nella storia degli Stati Uniti

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ il 13/11/2020 e pubblicato anche da https://www.affarinternazionali.it/ https://www.affarinternazionali.it/blogpost/autorita-le-elezioni-piu-sicure-nella-storia-degli-stati-uniti/ e da https://formiche.net/ https://formiche.net/2020/11/usa-ricorsi-inutili-se-il-ritorno-di-trump-e-una-chimera/

“Le elezioni più sicure nella storia degli Stati Uniti”: così, diverse autorità elettorali federali, statali e locali affermano, in un comunicato congiunto, di non avere trovato, a oltre una settimana dal voto, “alcuna prova” di schede perse o alterate o di sistemi di voto violati. L’affermazione contrasta con la tesi di elezioni fraudolente di Donald Trump e della sua campagna.

Intanto, Joe Biden viene proclamato vincitore in Arizona dalla Cnn e da altri media, dopo che lo era già stato dall’Ap e dalla Fox. Gli Stati non ancora assegnati restano la Georgia e la North Carolina.

Il presidente eletto ha ieri parlato con Papa Francesco e lo ha ringraziato per la sua “benedizione” e le sue “congratulazioni”, sottolineando l’apprezzamento per la “leadership del Papa nel promuovere la pace, la riconciliazione e i comuni legami di umanità nel mondo”.

Nel loro comunicato, le autorità incaricate della sicurezza del voto firmatarie affermano: “Sappiamo che il nostro processo elettorale è oggetto di campagne di disinformazione e affermazioni infondate, ma … noi abbiamo una fiducia assoluta nella sicurezza e nell’integrità delle nostre elezioni”.

Tra i firmatari, c’è l’Agenzia della cyber sicurezza e della sicurezza delle infrastrutture (Cisa), che risponde al ministero della Sicurezza interna. A dirigerla è Christopher Krebs, che avrebbe riferito ai suoi collaboratori – scrive The Guardian – di aspettarsi di essere licenziato dalla Casa Bianca.

Anche senza gli 11 Grandi Elettori dell’Arizona, Biden era già al di là della soglia di 270 necessaria per essere eletto. L’ultimo candidato presidenziale democratico a vincere in Arizona, che è lo Stato del defunto senatore repubblicano John McCain, il più carismatico oppositore interno di Trump, era stato Bill Clinton nel 1996 (e, prima di lui, Harry Truman nel 1948). Nel 2016, Trump aveva vinto lo Stato con un vantaggio del 3,5% su Hillary Clinton; adesso, ha perso per decimi di punto.

Karl Rove, lo stratega politico delle elezioni di George W. Bush, consigliere informale di Trump, scrive sul Wall Street Journal che i risultati delle elezioni non saranno ribaltati e che i riconteggi occasionalmente cambiano i margini nell’ordine di centinaia di voti, ma non di decine di migliaia. Una volta esauriti ricorsi e riconteggi, “il presidente dovrebbe fare la sua parte per unire il Paese guidando una transizione pacifica e lasciando da parte le recriminazioni”.

Mark Zuckerberg, in un incontro con i suoi dipendenti, ha detto che “l’esito delle elezioni è chiaro” e che “Biden sarà il nostro prossimo presidente”. Secondo quanto riportato dal BuzzFeed News e confermato dal social network, il fondatore di Facebook ha osservato: “È importante che la gente abbia fiducia che le elezioni sono state fondamentalmente oneste e questo vale anche per le decine di milioni di persone che hanno votato per Trump”.

Il capo dei democratici al Senato Chuck Schumer accusa i repubblicani di avvelenare la democrazia continuando a rifiutare di riconoscere la vittoria di Biden. “Abbiamo avuto un’elezione presidenziale divisiva e molto combattuta, ma invece di lavorare a riunificare il Paese …, i repubblicani stanno diffondendo teorie cospirative, negando la realtà e avvelenando il bene della nostra democrazia”.

Con i suoi ricorsi legali, Trump “sta semplicemente tentando di sopravvivere da un Tg a un altro, … assicurandosi il supporto permanente della sua base repubblicana”. Lo scrive il New York Times, secondo cui, però, “come prossimo passo, Trump sta seriamente discutendo se annunciare che intende nuovamente correre nel 2024, consapevole che, lo faccia o meno, congelerà un campo già affollato di possibili candidati repubblicani”. Così, il magnate presidente “manterrà il largo sostegno che ha mostrato anche nella sconfitta e potrebbe garantirsi un redditizio contratto per un libro o onorari per conferenze”.

Trump, inoltre, vuole chiudere in bellezza, o almeno in forza: che sia il suo primo mandato, come dice lui, o la sua esperienza alla Casa Bianca, si vedrà. E s’appresta a varare, nelle prossime dieci settimane, una raffica di misure su immigrazione, commercio, sanità, Cina e scuola. Un segno che continua a governare ma anche un’ammissione di sconfitta: i presidenti uscenti hanno sempre usato gli ultimi giorni per portare avanti la loro agenda e creare problemi ai loro successori. Politico ricorda che nel 2008 George W. Bush varò in extremis 105 provvedimenti e nel 2016 Obama 127.

Mark Meadow, capo dello staff della Casa Bianca, ha chiesto ai suoi consiglieri di individuare obiettivi raggiungibili entro il 20 gennaio: sarebbe già stata messa a punto una lista di 15 mosse, strette sull’immigrazione (anche di lavoratori qualificati), fondi per le scuole al tempo dell’epidemia e azionianti-cinesi..

Più che sulla gestione degli affari correnti e la lotta contro il coronavirus, Trump resta concentrato sul rivendicare la vittoria nelle elezioni e sul ‘tagliare le teste’ dei collaboratori da cui si sente ‘tradito’. Intanto, l’’epidemia di coronavirus continua a stabilire giorno dopo giorno nuovi record: giovedì, oltre 150 mila casi in 24 ore. Secondo la John’s Hopkins University, il numero dei contagi, alla mezzanotte di ieri sulla East Coast, superava i 10.552.000 e quello dei decessi i 242.400.

E il virus colpisce ancora fra i collaboratori del presidente: contagiato pure Corey Lewandowski, che gestì la campagna del 2016. Sonno attualmente almeno 14 i casi in atto alla Casa Bianca.

Trump s’interroga sui ritardi della North Carolina nel contare i voti (“Perché ci mette così tanto?”, twitta, dimenticando che lì le schede potevano arrivare fino a ieri); palesa certezza che “vinceremo pure la Georgia, con il riconteggio”; e ribadisce le accuse di brogli in Michigan e Pennsylvania.

E se il Dipartimento di Stato non trasmette al presidente eletto Joe Biden i messaggi d’augurio arrivati dai leader del Mondo intero, un senatore repubblicano dell’Oklahoma, James Lankford, spezza una lancia a favore della transizione, chiedendo che il candidato democratico abbia accesso al briefing dell’intelligence per il presidente: “E’ necessario che, a prescindere dall’esito del voto, chi vince sia pronto per il suo compito”, spiega Lankford, che siede nella commissione di vigilanza. L’esempio di Lankford è imitato da altri deputati e senatori.

Il vice-governatore del Texas, ultra-conservatore, offre un milione di dollari a chi fornisca le prove di brogli elettorali, anche se lì Trump ha battuto Biden di circa 650.000 voti. Dan Patrick suscitò polemiche a marzo dicendo che gli anziani preferivano morire di Covid piuttosto che permettere alla pandemia di danneggiare l’economia. Un deputato dell’Ohio, Jim Jordan, invita a non fidarsi dei risultati elettorali – anche in Ohio ha vinto Trump -.

La campagna di Trump punterebbe, secondo il Wall Street Journal, a impedire di ricorso in ricorso che gli Stati in cui ha vinto Biden possano certificare i risultati delle elezioni, dando così ai governi statali repubblicani la possibilità di spostare i grandi elettori a favore del presidente.

Ma non c’è da aspettarsi, riferisce la Nbc, che cita consiglieri del presidente, che Trump ammetta d’avere perso. L’incertezza alimenta una crescente frustrazione nella Casa Bianca, dove una parte dello staff ritiene la situazione “insostenibile”. E persino i collaboratori più stretti del magnate ammettono, in privato, che la vittoria di Biden è una questione di ‘quando’ più che di ‘se’.

Nel mirino del magnate, c’è soprattutto la Fox News, che era la sua tv preferita, ma che si sarebbe “dimenticata la gallina dalle uova d’oro”: “La più grande differenza tra le elezioni 2016 e 2020 è stata Fox News”. Trump penserebbe a un nuovo canale digitale online per sostituire Fox News, irritato dai sondaggi (a lui sfavorevoli) e specialmente dall’assegnazione dell’Arizona a Biden, nella notte elettorale.

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