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martedì, Ottobre 20, 2020
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Usa 2020: – 44, è scontro sulla Corte Suprema tra Trump e democratici

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ il 20/09/2020 e pubblicato anche da https://www.affarinternazionali.it/ https://www.affarinternazionali.it/blogpost/44-e-scontro-sulla-corte-suprema-tra-trump-e-democratici/ e da https://formiche.net/ https://formiche.net/2020/09/corte-suprema-trump-democratici/

“Fill that seat”, cioè “Sostituisci Ruth Bader Ginsburg alla Corte Suprema”, “riempi il suo posto”: è il coro intonato dai sostenitori di Donald Trump durante un comizio in North Carolina. Al magnate è piaciuto: “E’ una buona idea. E’ quello che faremo. Facciamone una maglietta”. Per il presidente, sostituire al più presto la giudice liberal, morta di tumore venerdì sera, con un giudice conservatore è “un obbligo morale”.

Trump ha già detto che intende scegliere una donna e annunciare la scelta la prossima settimana, prima del primo dibattito in tv con il suo rivale per la Casa Bianca, Joe Biden, il 29 settembre.

Nei prossimi giorni il presidente incontrerà alcune candidate. Secondo varie fonti mediatiche, Trump avrebbe in evidenza in particolare, nella lista di venti nomi da lui già stilata e pubblicata, Amy Coney Barrett e Barbara Lagoa, entrambe ‘giovani’ e quindi potenzialmente destinate a sedere alla Corte per decenni.

Cattolica e madre di sette figli, la Coney Barrett partirebbe favorita, ma le quotazioni della Lagoa starebbero aumentando, perché è di origine ispaniche e questo potrebbe giocare a favore di Trump in quella ‘constituency’. Al presidente sarebbe pure piaciuto Amul Thapar, vicino a Mitch McConnell e che viene dal Michigan, uno Stato in bilico, ma la decisione di puntare su una donna lo esclude.

Fatta la scelta, sarà più problematico ottenere poi l’avallo alla nomina in Senato nell’imminenza delle elezioni: i repubblicani hanno la maggioranza e McConnell, il loro leader, è acquisito alla causa. Ma il timing della conferma del nuovo giudice resta controverso: molti ritengono che una decisione destinata a determinare per molti anni l’orientamento della Corte Suprema, dove verrebbero a esserci sei giudici conservatori su nove, tutti nominati a vita, non possa essere affidata a un presidente e a un Congresso in fine mandato, ma pienamente legittimati da un voto popolare.

Nella morte della Ginsburg, Trump vede una doppia opportunità: diventare il primo presidente dopo Ronald Reagan a nominare tre giudici della Corte Suprema in un solo mandato; e soprattutto rilanciare una campagna in affanno nei sondaggi. Il reiterato annuncio d’un vaccino anti-coronavirus imminente non prevale nell’opinione pubblica sull’impatto delle 200 mila vittime. Secondo i dati della Johns Hopkins University, alla mezzanotte sulla East Coast, i contagi nell’Unione erano quasi 6.765.000 e i decessi oltre 199.250.

I democratici premono perché tutto slitti a dopo le elezioni. “Il giudice Ginsburg è stata un gigante, una paladina della giustizia”, dice Kamala Harris, candidata vice-presidenza, che ha reso omaggio alla Ginsburg recandosi alla Corte Suprema, meta di pellegrinaggio di migliaia di persone. “La posta in gioco nel voto non potrebbe essere maggiore – nota la Harris -. Milioni d’americani contano su di noi per vincere e proteggere la Corte Suprema per la loro salute, le loro famiglie e i loro diritti”.

La senatrice della California Dianne Feinstein, numero uno dei democratici nella Commissione Giustizia, denuncia “l’ipocrisia repubblicana”: quando morì improvvisamente il giudice conservatore – e italo-americano – Antonin Scalia, nell’inverno 2016, i repubblicani tennero bloccata la nomina del giudice scelto da Barack Obama, un moderato, Merrick Garland, nonostante mancassero 200 giorni alle elezioni.

Fra i senatori repubblicani, sono subito emerse resistenze a ‘fill that seat’ subito: da parte ad esempio di Lisa Murkowski (Alaska) e di Susan Collins (Maine), che rischia di perdere a novembre il seggio (e che lo perderebbe di sicuro, se si prestasse al gioco del presidente). Poi c’è Mitt Romney, che è sempre all’opposizione interna. E, infine, c’è l’incognita dell’Arizona: a novembre, lì ci sarà un’elezione suppletiva; e il democratico Mark Kelly è favorito sulla repubblicana Martha McSally. Se Kelly vince, si insedia immediatamente, senza attendere gennaio, e la maggioranza repubblicana in Senato s’assottiglia da tre a due seggi.

Intanto, slittano di una settimana, al 27 settembre, le restrizioni su TikTok – e potrebbero pure non essere mai attuate -. Lo afferma il Dipartimento del Commercio, sottolineando che lo slittamento del divieto di download dell’app, che doveva scattare tra oggi e domani, è stato voluto da Trump.

Il fatto nuovo è l’intesa del social con Oracle e Walmart, che ne acquisiscono le attività negli Usa, un’intesa ‘benedetta’ dal magnate – “un accordo fantastico” -. TikTok conferma l’accordo con Oracle e Walmart: una nota indica che l’intesa prevede che Oracle sia ‘partner tecnologico’ e che possa rilevare insieme a Walmart una quota del 20% nella società.

Ieri, infine, un pacco indirizzato alla Casa Bianca e contenente ricina, una sostanza letale, è stato intercettato prima che giungesse a destinazione. Il pacco sospetto, che doveva finire sulla scrivania del presidente, arrivava, secondo quanto riferiscono i media, dal Canada. L’Fbi ha in corso indagini: si cerca di appurare se vi siano altri pacchi simili in circolazione nel sistema postale.

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