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Usa 2020: – 59, i caduti dei “perdenti”, è tempesta su Trump

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ lo 05/09/2020 e pubblicato anche da https://www.affarinternazionali.it/ https://www.affarinternazionali.it/blogpost/60-via-voto-per-posta-trump-crea-putiferio-biden-a-kenosha/ e da https://formiche.net/ https://formiche.net/2020/09/gramaglia-grande-guerra-atlantic/

Una giornata di ordinarie straordinarie polemiche per Donald Trump, sulla sicurezza interna e i dati dell’economia. Quella che rischia d’essere elettoralmente più scomoda nasce da illazioni di stampa: avrebbe definito i caduti Usa nella Prima Guerra Mondiale dei “perdenti” e dei “cretini“. Persino Melania, la di solito silente first lady, percepisce il pericolo: “La storia di The Atlantic non è vera – twitta -. E’ pericoloso quando si crede a fonti anonime … Questo non è giornalismo, è attivismo. Ed è un disservizio alla gente di questo Paese”.

Anche il segretario di Stato Mike Pompeo cerca di tamponare la falla: “Non gliel’ho mai sentito dire, perdenti”. Il candidato democratico Joe Biden, invece, denuncia parole “disgustose”, che, se vere, mostrerebbero come Trump non sia adatto a fare il “comandante in capo”. A renderle credibili, altri conclamati episodi precedenti.

Più scomposta la reazione del magnate, che prima twitta: “Il magazine The Atlantic sta morendo, così come molti altri, e quindi inventa storie per cercare di tornare rilevante … Alla fine la gente realizza che è tutta una truffa … Fake news per cercare di influenzare le elezioni”. E poi solleva un velo sulla possibile talpa, “uno come John Kelly“, l’ex capo dello staff della Casa Bianca: Kelly – scrive Trump – non funzionava e non reggeva la pressione, “sapete, alcuni si lasciano andare alla gelosia”. La smentita ufficiale della Casa Bianca suona così: “Nessuno è abbastanza coraggioso da mettere il suo nome su queste accuse perché sono false”.

Secondo The Atlantic, rivista liberal, il presidente non volle visitare un cimitero di guerra nei pressi di Parigi nel novembre 2018, quando si celebravano i 100 anni della fine del conflitto. Trump nega di avere mai detto mai detto che i caduti fossero dei “perdenti” e degli “idioti”: la visita fu annullata per le cattive condizioni meteo (la pioggia battente rendeva problematico il volo dell’elicottero e inquietava il Secret Service).

Ma, secondo The Atlantic, il magnate non era per nulla interessato a recarsi ad Aise-Marne, dove riposano i 1.541 statunitensi caduti nella battaglia del Bois Belleau: “Perché dovrei andarci? E’ pieno di perdenti e cretini”, avrebbe detto al suo entourage, stando alle fonti anonime della rivista. Sempre secondo The Atlantic, il presidente, che temeva che la pioggia gli scompigliasse i capelli, avrebbe pure detto di non capire perché gli americani intervennero nella Grande Guerra.

Quattro anni or sono, Trump definì “un perdente” il senatore John McCain, un eroe di guerra, prigioniero in Vietnam per cinque anni e mezzo e torturato dai vietcong: “A me piacciono quelli che non vengono catturati”. Adesso dice: “Non ero un suo fan, non andavamo d’accordo su molte cose, ma le bandiere a mezz’asta e il funerale di prima classe che ha avuto sono stati approvati da me senza esitazione” – ma McCain non lo volle al suo funerale -.

Le polemiche sui caduti della Grande Guerra offuscano quella del giorno prima sul doppio voto, proprio mentre le presidenziali 2020 iniziano in North Carolina, con l’invio delle schede ai 618 mila elettori che vogliono votare per posta. E non impediscono al presidente di incassare l’endorsement del maggiore sindacato di polizia americano, il Fraternal Order of Police, che conta oltre 350 mila iscritti: “Siamo orgogliosi di sostenere un candidato che invoca legge e ordine nella Nazione”, dichiara il suo presidente Patrick Yoes.

L’endorsement coincide con la notizia che un militante di Antifa, Michael Reinoehl, 48 anni, è stato ucciso a Lacey, vicino a Seattle, in una sparatoria con agenti che dovevano arrestarlo per l’omicidio il 29 agosto a Portland di un estremista di destra, Aaron ‘Jay’ Danielson, un fan di Trump. Antifa è la coalizione anti-fascista che Trump equipara a terroristi.

Poche ore prima della letale sparatoria, Trump s’era chiesto su Twitter “perché la polizia di Portland non arresta il killer a sangue freddo di Danielson”: “Fate il vostro lavoro e fatelo velocemente. Tutti sanno chi è questo delinquente. Nessuno stupore se Portland sta andando all’inferno!”. Il mandato d’arresto per Reinoehl era scattato dopo che Vice News ne aveva pubblicato un’intervista in cui l’uomo ammetteva l’assassinio di Danielson.

Un rapporto ancora inedito del Dipartimento per la Sicurezza interna, le cui bozze sono state viste da Politico, indica i suprematisti bianchi come maggiore minaccia terroristica negli Stati Uniti – peggiore dei gruppi terroristici stranieri – e non cita neppure Antifa.

Oltre che per l’endorsement del Fraternal Order of Police, il presidente gioisce per i dati di agosto sull’occupazione e l’economia: “grandi numeri”, 1.37 milioni di posti di lavoro creati, con il tasso di disoccupazione calato all’8,4%; e l’economia statunitense che “sta recuperando più velocemente di qualsiasi altra”, anche se Wall Street, che s’aspettava meglio, è tiepida. Biden, invece, la vede all’opposto: la ripresa – dice – “riflette l’agenda di Trump fatta di tagli delle tasse per i ricchi ignorando la classe media”.

Fronte coronavirusi dati della Johns Hopkins University indicano che i contagi negli Stati Uniti superano i 6.202.000 – oltre 50 mila, ieri – e che i decessi – un migliaio, ieri – sfiorano i 187.800.

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