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Usa 2020: – 131, fuga Biden + 14%, avanti fra neri, latinos, donne, giovani

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ il 25/06/2020 e pubblicato anche da https://www.affarinternazionali.it/ https://www.affarinternazionali.it/blogpost/131-joe-biden-in-fuga-e-a-14-da-trump/ e da https://formiche.net/ https://formiche.net/2020/06/usa2020-biden-paura-volata-sondaggi-raccontata-gramaglia/

La fuga silenziosa di Joe Biden nei sondaggi assume proporzioni allarmanti per Donald Trump: nella rilevazione del Siena College commissionata dal New York Times, il candidato democratico alla Casa Bianca ha 14 punti di vantaggio sul magnate presidente, 50 a 36%.

L’ex vice di Barack Obama, osserva l’analista politica Lisa Lerer, è davanti praticamente in tutti i gruppi demografici, soprattutto nell’elettorato femminile (+ 22%), fra i giovani (+ 34%) e nelle comunita’ afro-americana (+ 74%) e ispanica (+ 39%), anche là dove nel 2016, quando la candidata democratica era Hillary Clinton, più divisiva di Biden, c’era una netta spaccatura: gli indipendenti e le donne bianche con una istruzione universitaria.

Nel primo sondaggio nazionale chiesto dal New York Times per le elezioni presidenziali del 3 novembre, colpisce, osserva la Lerer, che Biden ottenga il suo risultato continuando a tenere un basso profilo, mentre Trump occupa la scena. Ma le gestioni della pandemia e della conseguente crisi economica e occupazionale e delle proteste anti-razziste hanno alienato al magnate presidente molte simpatie. E’ Trump a scendere più che Biden a salire.

Nelle ultime ore, la polizia di Tucson in Arizona ha diffuso un ennesimo ‘video shock’, vecchio di oltre due mesi: la vittima, questa volta, è un ispanico, Carlos Ingram Lopez, 27 anni. Nel video ripreso da una body camera, si vedono gli agenti inseguire l’uomo dentro una casa, ammanettarlo e tenerlo con la faccia a terra per 12 minuti mentre chiede dell’acqua e mormora “non posso respirare” (come Floyd), prima di morire.

Poco prima della diffusione del video, l’ex presidente Barack Obama aveva indirizzato un appello alla comunità ispanica – 32 milioni di potenziali elettori – perché si registri e vada a votare in quella che ha definito “l’elezione più importante della nostra vita”: “Nelle prossime elezioni sono in gioco la buona scuola, la fine della crudeltà al confine, un’economia più giusta, l’anima della nostra nazione”: “Oltre 120 mila americani – ricorda Obama – hanno perso la vita nella pandemia, uno su quattro ha chiesto il sussidio di disoccupazione negli ultimi mesi ma chi governa agisce come se non fosse successo”; “Ma in novembre – ammonisce – abbiamo l’occasione di cambiare, di ricostruire un’economia che lavori per tutti, di coprire tutti con l’assicurazione sanitaria, di dichiarare che essere americano non è un pezzo di carta ma la fedeltà ad alcune idee: che tutti siamo stati creati uguali, che tutti abbiamo le opportunità di fare ciò che sogniamo. Ma abbiamo bisogno di leader a tutti i livelli che credano in questo”.

Ci sono intanto novità nello staff della campagna di Trump: il vice-portavoce della Casa Bianca Hogan Gidley sarà dal primo luglio il portavoce della campagna. Trump su Twitter lo presenta così: “un elemento forte, leale e affidabile che farà un lavoro straordinario”. Gidley prende il posto che, nel 2016, fu di Kayleigh McEnany, diventata da poco portavoce della Casa Bianca. Secondo fonti dell’Amministrazione citate da Fox News, la nomina di Gidley non è conseguenza dell’insuccesso del comizio di Tulsa sabato scorso. Nel 2012, Gidley, che ha 44 anni, fu capo della comunicazione della campagna per la nomination del senatore repubblicano Rick Santorum.

Dopo il comizio di Tulsa, decine di agenti del Secret Service che vi erano di servizio stanno facendo la quarantena anti-coronavirus come misura precauzionale. Secondo il Washington Post, la misura è stata decisa dall’agenzia che si occupa della sicurezza del presidente dopo che due agenti presenti al comizio sono risultati positivi.

Nella giornata di mercoledì, negli Stati Uniti sono stati registrati oltre 35.900 nuovi contagi: mai così tanti da fine aprile e uno dei numeri più alti dall’inizio della pandemia – le vittime sono state circa 750 -. Segnali che il virus resta attivo e letale. Secondo i dati della Johns Hopkins University, alla mezzanotte sulla East Coast i decessi sfioravano complessivamente i 122.000 e i contagi erano suoperiori ai 2.381.000.

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