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Usa 2020: – 139, troppe ‘vice’ per Joe Biden, Trump vs Bolton

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ il 17/06/2020 e pubblicato anche da https://www.affarinternazionali.it/ https://www.affarinternazionali.it/blogpost/139-troppe-aspiranti-vice-per-joe-biden/ e da https://formiche.net/ https://formiche.net/2020/06/biden-cerca-vice-warren-harris-totonomi/

Invece di restringersi, la lista delle aspiranti ‘vice’ di Joe Biden si allarga con il passare del tempo. E le tensioni razziali che percorrono gli Stati Uniti offrono, quasi ogni giorno, nuove ‘eroine’, subito promosse a favorite per completare il ticket democratico. Salvo loro rovinose cadute, come, ad esempio, accaduto a Erika Shields, capo della polizia di Atlanta, un giorno simbolo della polizia che dialoga e il giorno dopo dimissionaria perché un suo agente ha ucciso un nero in un parcheggio di un Wendy’s, sparandogli alle spalle.

La novità di questa campagna è che molte ‘papabili’ fanno propaganda per se stesse, si propongono e/o si promuovono, mentre tradizionalmente la scelta del ‘vice’ avveniva nella massima discrezione – uscire allo scoperto significava bruciarsi -.

Ogni media americano ha una rosa di ‘vice’, in cui sono costanti le senatrici – in ordine alfabetico – Kamara Harris, Amy Klobuchar ed Elizabeth Warren, tutte reduci della corsa alla nomination, e Stacey Abrams, un’attivista della Georgia, ‘rilanciata’ dai fatti di Atlanta (come pure il sindaco della città di Martin Luther King Keisha Lance Bottoms).

Pure citate Susan Rice, l’ex consigliere alla Sicurezza nazionale e rappresentante degli Usa all’Onu di Barack Obama, la deputata della Florida Val Demings, il sindaco di Washington Muriel Bowser e le governatrici del New Mexico Michelle Lujan Grisham e del Michigan Gretchen Whitmer e pure la senatrice del Wisconsin Tammy Baldwin.

Biden, molto discreto negli ultimi giorni, s’è impegnato a scegliere una donna come ‘vice’. Secondo alcuni osservatori, episodi come quelli di Minneapolis e di Atlanta rendono più probabile la scelta di una afro-americana, il che porterebbe a escludere le senatrici Baldwin, Klobuchar e Warren e le governatrici Grisham e Whitmer. Alcune di esse hanno però forti atouts: la Warren ad esempio ‘porta in dote’ la sinistra, la Whitmer è stata una anti-Trump decisa quando il presidente voleva accelerare la riapertura del suo Stato.

E mentre la Casa Bianca risponde alle uccisioni di neri da parte di agenti e alle proteste presentando un piano di riforma della polizia, i dati sulla diffusione del coronavirus tornano a salire in almeno venti Stati, nella scia dell’accelerazione delle riaperture e anche delle manifestazioni anti-razzismo. Secondo il database del New York Times, Florida, Texas e Arizona registrano oltre duemila nuovi casi al giorno. I dati della Johns Hopkins University indicano che i decessi restano da una settimana sotto i mille al giorno – ieri, sono stati oltre 800, il doppio dei giorni immediatamente precedenti -, per un totale di 116.962. I contagi continuano a essere circa 20 mila al giorno, per un totale di oltre 2.137.000 – cifre alla mezzanotte sulla East Coast -.

Trump ha intanto ingaggiato una battaglia legale con John Bolton e la sua casa editrice Simon & Schuster per evitare l’uscita, prevista il 23 giugno, dell’atteso libro ‘The Room Where It Happened: a White House memoir’. La tesi è che la pubblicazione comprometterebbe la sicurezza nazionale. Bolton, cui la Casa Bianca vietò di deporre nell’istruttoria del processo per impeachment a Trump, vi racconta la sua verità sul Kievgate, la vicenda che costò al presidente l’incriminazione.

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