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Usa 2020: – 156, altri morti dopo Minneapolis, rinvio G7

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ il 31/05/2020 e pubblicato anche da https://www.affarinternazionali.it/ https://www.affarinternazionali.it/blogpost/156-fra-le-tensioni-razziali-trump-rinvia-il-g7/ e da https://formiche.net/ https://formiche.net/2020/05/hong-kong-floyd-fronti-trump-gramaglia/

Ancora morti – una donna, a Indianapolis -, violenze, proteste, nella notte americana, nella scia delle tensioni razziali innescate dalla morte a Minneapolis di un nero che era stato arrestato e preso in custodia da un poliziotto bianco. Il coprifuoco è stato imposto in alcune delle maggiori città Usa fra cui Los Angeles, Denver, Miami, Atlanta, Chicago e Filadelfia.

La mappa delle vittime delle proteste e delle violenze che punteggiano l’America s’infittisce. L’altra notte, un agente era stato ucciso de un altro era stato ferito da spari a Oakland, California; e, a Detroit, Michigan, un ragazzo di 19 anni era stato ucciso da spari provenienti da un Suv e diretti contro una folla di persone che manifestavano.

A Washington, i manifestanti si sono ammassati davanti alla Casa Bianca e ci sono stati tafferugli. A New York, migliaia di persone sono scese in piazza dalla Trump Tower a Manhattan al Queens, da Harlem a Brooklyn. A San Francisco, il municipio è stato assediato. A Las Vegas, ci sono stati 12 agenti feriti e 80 arresti. A Miami, il traffico è stato bloccato. Ad Atlanta, la città di MLK, il capo della polizia, una bianca, Erika Shields, ha arginato la protesta, dialogando con la folla.

Afro-americani e non solo protestano sciorinando rabbia e cordoglio a livello nazionale per la morte di George Floyd, lunedì scorso a Minneapolis. Il governatore del Minnesota, Tim Walz, democratico, mobilita migliaia di uomini della guardia nazionale, ma declina l’offerta del presidente Donald Trump e del Pentagono di inviare unità dell’esercito di polizia militare.

Nella scia della morte di Floyd, il video della cui agonia ha indignato tutto il Mondo, non brucia solo il Minnesota, ma tutta l’America: può essere l’annuncio di un’altra ‘estate calda’ razziale, verso il voto presidenziale del 3 novembre. Lo slogan resta #Blacklivesmatter, ‘le vite dei neri contano’

Trump, parlando a Cape Canaveral, dove segue il lancio riuscito di Crew Dragon, definisce la morte di Floyd “una grande tragedia” e afferma “il diritto a manifestare pacificamente”, ma condanna violenze e caos, attribuendoli al movimento Antifa e alla sinistra radicale – altri vi vedono l’opera dell’estrema destra -. “La mia Amministrazione fermerà la violenza di massa”, dice. “La memoria di Floyd è stata disonorata da rivoltosi, saccheggiatori e anarchici”, aggiunge, lanciando un appello per la “riconciliazione, non l’odio, per la giustizia, non il caos”.

Il segretario alla Giustizia William Barr denuncia che “gruppi di radicali e agitatori da fuori stanno approfittando della situazione per perseguire la loro agenda violenta”; e ricorda che “è un crimine federale attraversare i confini tra Stati o usare infrastrutture inter-statali per suscitare rivolte violente o parteciparvi”.

Anche per placare gli animi, Derek Chauvin, 44 anni, l’‘agente killer’, quello che nel video tiene il ginocchio premuto sul collo di Floyd, 46 anni, è stato arrestato – con i tre suoi colleghi, era stato già licenziato -. L’Fbi indaga: l’autopsia ha escluso che George sia morto per asfissia o strangolamento. Chauvin rischia una condanna a 30 anni e la sua cauzione è stata fissata a 500 mila dollari.

Trump, però, alimenta la tensione con tweet incendiari: “Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey non sarà mai scambiato per i generali McArthur o Patton… Come mai tutti questi posti che si difendono così male sono governati da democratici liberal? Siate duri e combattete (e arrestate i cattivi). Forza!”.

Patton combattè i nazisti in Europa, McArthur i giapponesi nel Pacifico. Qui ci sono cittadini afro-americani furiosi perché uno di loro è stato ucciso. Neri della cultura, dello spettacolo, dello sport, si mobilitano: la popstar Taylor Swift dice a Trump “Ti manderemo a casa a novembre”; la tennista Coci Gauff posta “Sono io il prossimo?”. James McKennie, giocatore di colore dello Schalke04, scende in campo in Bundesliga con una la scritta al braccio “Giustizia per George Floyd”.

Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres scrive: “Il razzismo continua ad essere prevalente nelle nostre società. Dobbiamo alzare la voce contro tutte le espressioni e i comportamenti razzisti, smantellare urgentemente le strutture e le istituzioni razziste”. E aggiunge: “Quando i giornalisti vengono attaccati, le società vengono attaccate”. Messaggi senza riferimenti diretti agli Usa e all’arresto di un giornalista della Cnn e della sua troupe a Minneapolis, ma espliciti.

Trump, intanto, rinvia il vertice del G7 dopo il forfait causa pandemia della cancelliera tedesca Angela Merkel: non si farà a fine giugno, ma a settembre. Trump vuole invitarvi anche la Russia – sospesa dal 2014, per l’annessione della Crimea – e altri Paesi come Corea del Sud, Australia e India. L’idea – scrive il New York Times, citando un consigliere del presidente – è di discutervi della Cina, diventata un rivale strategico degli Stati Uniti.

Secondo i dati della Johns Hopkins University, i decessi per coronavirus negli Usa erano 103.781 alla mezzanotte di sabato sulla East Coast – quasi mille quelli registrati venerdì – e i contagi oltre 1.770.000.

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