2.3 C
Washington
domenica, Ottobre 25, 2020
Home USA Usa 2020: - 176, ‘Repubblicani per Biden’, serpe in seno a Trump

Usa 2020: – 176, ‘Repubblicani per Biden’, serpe in seno a Trump

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ l'11/05/2020 e pubblicato anche da https://www.affarinternazionali.it/ https://www.affarinternazionali.it/blogpost/176-si-fanno-avanti-i-repubblicani-per-biden/ e da https://formiche.net/ https://formiche.net/2020/05/repubblicani-per-biden-trump/

I nemici in casa non li ha solo Joe Biden, con brigate #Metoo foraggiate dai conservatori in azione. Anche Donald Trump deve guardarsi, secondo il Daily Beast, dalle serpi in seno, i ‘Repubblicani per Biden’. A mettere sulla pista il magazine, è stato il candidato democratico che, ‘chattando’ con Megan Rapinoe, capitano della nazionale Usa di calcio femminile campione del Mondo e già sostenitrice di Elizabeth Warren, ha detto: “Ci sono alcuni importanti repubblicani che stanno formando una iniziativa ‘Repubblicani per Biden'”.

Allertato, Daily Beast ha sentito alcuni dei principali ‘Never Trump’ del Grand Old Party, il Gop. L’iniziativa è solo abbozzata: si sta ancora discutendo che forma darle. L’obiettivo, più ancora che sostenere Biden, è impedire un secondo mandato del magnate presidente. Fra i personaggi coinvolti, il pezzo più grosso è l’ex governatore dell’Ohio John Kasich, che, nel 2016, fu l’ultimo aspirante alla nomination repubblicana ad arrendersi a Trump. Sono pure citati l’ ex senatore Jeff Flake, l’ex deputato David Jolly,  l’ex presidente del partito Michael Steele, il commentatore Bill Kristol, l’analista Charlie Sykes e l’editorialista Mona Charen.

Fondamentalmente, si lavora a due ipotesi: la creazione di un Pac (un comitato di azione politica), che possa accogliere altri repubblicani frustrati; o la partecipazione alla campagna di Biden, se vi saranno figure repubblicane significative disposte a ‘metterci la faccia’.

La domenica che preludeva a una riapertura semi-totale negli Stati Uniti, con almeno 47 dei 50 Stati coinvolti, ha visto solo 776 decessi per coronavirus, la cifra più bassa da marzo: secondo i dati della Johns Hopkins University, il totale dei morti supera i 79.500, i contagi registrati sono 1.330.000.

L’impatto economico dell’epidemia continua a essere l’incubo maggiore per la Casa Bianca, che pure deve fare i conti con il virus  al suo interno. Kevin Hassett, ex presidente del Council of Economic Advisers e ora collaboratore del presidente nella risposta alla pandemia, dice alla Cbs che l’Amministrazione si aspetta una disoccupazione al 20% a metà estate, ma confida di poter invertire il trend negativo; il segretario al Tesoro Steven Mnuchin prevede sulla Fox che la disoccupazione, ora al 14,7%, possa avvicinarsi al 25%. Non riaprire le attività produttive, avverte, potrebbe causare un danno economico “permanente”.

In questo contesto, tra i 25 e i 43 milioni di americani potrebbero perdere l’assicurazione sanitaria, che è legata al lavoro, non esistendo di fatto un Sistema sanitario nazionale. Sono previsioni fatte dalla Robert Wood Johnson Foundation e dell’Urban Institute. La rete di sicurezza del Medicaid vale solo per le persone a basso reddito, con criteri di ammissione che variano da Stato a Stato.

Piccato dalle critiche di Barack Obama alla sua gestione dell’emergenza coronavisur, Trump replica in un tweet, si attribuisce meriti ed evoca di nuovo l’influenza suina H1N1, che colpì durante l’Amministrazione Obama: “Stiamo avendo grandi riconoscimenti per la gestione della pandemia, specialmente per il precoce divieto di entrare in Usa dalla Cina … Confrontate questo con il disastro fatto da Obama e da ‘Sleepy’ Joe (Biden, ndr) con la H1N1. Scarso apprezzamento, cattivi sondaggi. Non avevano un’idea!”.

Alla Casa Bianca, è ieri circolata la voce, poi smentita, la voce che il vice di Trump Mike Pence avesse deciso di auto-isolarsi dopo che la sua portavoce Katie Miller è risultata positiva. Pence – è stato precisato – “è risultato negativo tutti i giorni e intende essere presente alla Casa Bianca”.

Per contro, il capo delle operazioni navali Usa, l’ammiraglio Michael Gilday, è in auto-isolamento dopo essere venuto in contatto con un membro della sua famiglia positivo. Per questo, sabato, Gilday non aveva partecipato a un incontro alla Casa Bianca fra il presidente ed alcuni alti ufficiali.

Secondo il NYT, anche se la Casa Bianca ha rafforzato le misure preventive, dopo avere registrato alcuni contagi fra il proprio personale, non c’è alcun piano per tenere separati Trump e Pence, così da ridurre il rischio che entrambi possano essere bloccati dal virus.

ULTIMI ARTICOLI