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Usa 2020: – 252, Trump in attivo di popolarità per prima volta

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ il 25/02/2020 e pubblicato anche da https://www.affarinternazionali.it/ e https://formiche.net/

Donald Trump incassa, in termini di popolarità, il dividendo dell’impeachment, da cui è uscito assolto: un sondaggio Gallup gli attribuisce un 49% di approvazione e un 48% di disapprovazione fra i cittadini statunitensi. È la prima volta che il presidente ha un indice di approvazione superiore a quello di disapprovazione dall’inizio della sua presidenza, il che – osservano i sondaggisti – gli consente di sperare di potersi assicurare, nell’Election Day, il 3 novembre, un secondo mandato.

La popolarità di Trump cresce, pur restando bassa in termini assoluti e se confrontata con quella d’alcuni suoi predecessori, mentre i democratici faticano a esprimere il candidato da contrapporgli: il senatore del Vermont Bernie Sanders è in testa alla corsa alla nomination dopo i voti in tre Stati e in attesa di quello in South Carolina sabato prossimo, ma solo il Super-Martedì, il 3 marzo, darà indicazioni attendibili sulla forza, ad esempio, di Mike Bloomberg e potrebbe ulteriormente sfoltire il lotto degli aspiranti.

Stasera, nel dibattito in South Carolina, il decimo della serie, sul palco ci sarà pure il miliardario Tom Steyer, qui molto forte nei sondaggi, accanto ai ‘soliti’ Sanders, Bloomberg, Joe Biden, Pete Buttigieg, Elizabeth Warren e Amy Klobuchar.

La media degli indici di popolarità del sito The FiveThirtyEight mostra che quella di Trump è andata costantemente crescendo da settembre, cioè dall’inizio della procedura d’impeachment: attualmente, la media è al 43,3% di approvazione contro il 52,2% di disapprovazione. Gli analisti osservano che quando un presidente, a 250 giorni dall’Election Day, ha tra il 46 e il 54% di tasso d’approvazione deve affrontare un’elezione serrata, mentre se è sotto il 45% di solito perde.

Domenica, un sondaggio Cbs indicava che due americani su tre ritengono che Donald Trump possa essere rieletto – e, fra questi, un terzo di elettori democratici e nove repubblicani su 10 -. C’è invece incertezza su chi sarà il candidato democratico e si prevede a novembre un testa a testa: nella media dei sondaggi, ad esempio, il presidente è oggi sotto Sanders di quattro punti nel voto popolare, ma è sempre in vantaggio come Grandi Elettori, che sono quelli che contano.

+Trump ne ha più della fatidica soglia di 270 (su 538) anche perdendo il Michigan e la Pennsylvania che vinse nel 2016. In questo quadro, lo Stato chiave diventerebbe il Wisconsin, che Trump vinse nel 2016 e dov’è tuttora avanti, o in alternativa l’Arizona – possibile che i democratici vi vincano – o la Florida – difficile -.

Nello Stato di New York, il 62% degli elettori ritiene che Trump otterrà un secondo mandato: il dato emerge da un sondaggio del Siena College Research Institute. L’81% dei repubblicani è ottimista sulla rielezione del presidente, possibile pure per 48% dei democratici e 73% degli indipendenti.

Nello Stato, tradizionalmente democratico e dove le primarie si svolgeranno il 3 marzo, Bloomberg e Sanders – entrambi newyorchesi, il primo d’adozione, il secondo di nascita – battono Biden nelle intenzioni di voto: Sanders ha il 25% dei consensi, Bloomberg il 21%, Biden il 13%. Un terzo degli interpellati ritiene che Bloomberg abbia più possibilità di battere Trump.

Sanders, intanto, ha ricevuto l’endorsement di Marianne Williamson, l’attivista e scrittrice ritiratasi a gennaio dalla corsa alla nomination. In un post su Twitter, la Williamson scrive: “Farò tutto ciò che posso per sostenerlo”; e sottolinea che quarant’anni di capitalismo senza coscienza hanno creato il contraccolpo di una rivoluzione politica che Sanders guida. I temi cari alla Williamson lo sono pure a Sanders: università libera per tutti, lotta alla povertà infantile, giustizia economica, assistenza sanitaria universale, riconoscimento dei diritti riproduttivi delle donne e uguaglianza Lgbtq.

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