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Usa 2020: – 319; dibattito 6, impeachment ok, Buttigieg bersagliato

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ il 20/12/2019

(ANSA) – Sono tutti compatti sull’impeachment di Donald Trump (e tutti meno uno mettono sotto Pete Buttigieg). I sette aspiranti alla Casa Bianca democratici, ammessi sul palco della Loyola Marymount University di Los Angeles per il loro sesto e ultimo dibattito del 2019, sono certi che la messa in stato d’accusa del presidente, appena votata dalla Camera, fosse un atto dovuto, un dovere costituzionale.

Archiviato l’impeachment alla prima domanda, i candidati rompono le fila e abbandonano quella correttezza politica che aveva finora contraddistinto i loro confronti.

Dopo una prima parte di dibattito lenta, i rivali gettano il guanto e passano all’attacco. Nel mirino c’è soprattutto Pete Buttigieg, il sindaco di South Bend, che sta avanzando nei sondaggi nello Iowa, il primo Stato a votare il 3 febbraio. L’attacco lo sferra Elizabeth Warren, criticando Mayor Pete, così com’è conosciuto, per una sua recente raccolta fondi in una cantina di proprietà di miliardari, pasteggiando con vini da 900 dollari. Buttigieg però si difende bene: “Sono l’unico qui che non è milionario o miliardario, sono quello con il reddito più basso su questo palco”.

I toni salgono e il botta e risposta fra i due candidati sfugge di mano ai moderatori di Politico e Pbs. Mette fine allo scontro Amy Klobuchar: “Non sono venuta qui per ascoltare questo battibecco”, dice la senatrice del Minnesota. Ed è proprio la Klobuchar ad attaccare poi Buttigieg denunciandone l’inesperienza: “Serve qualcuno che vinca” le elezioni. “Ho vinto come gay nello Stato dell’Indiana di Mike Pence”, il vice di Trump, replica il sindaco di South Bend, cittadina dell’Indiana, Stato tradizionalmente repubblicano.

Senza particolari gaffe o tentennamenti anche Joe Biden, che, come Buttigieg, supera l’esame dibattito: l’ex vice di Barack Obama si comporta da battistrada, come lo designano i sondaggi. Parla di collaborazione con i repubblicani, nonostante quello che Trump ha fatto alla sua famiglia.

Bernie Sanders invece è sotto tono. Il senatore del Vermont non è in forma come altre volte e, al di là di uno scontro con Biden, non riesce a imporsi all’attenzione. La Warren si mostra più aggressiva rispetto ai precedenti confronti, dando il segno di volere cambiare passo dopo il calo nei sondaggi. Risponde con un secco “è sbagliato” a chi le chiede un commento sulla critica che le viene mossa più di frequente, un forte aumento delle tasse per finanziare tutti i suoi progetti. E a chi le fa notare che sarebbe il presidente eletto più anziano se vincesse, la Warren ribatte: “Sarei anche la donna più giovane a essere eletta”.

L’età dei candidati è stato oggetto di una domanda, prendendo spunto da dichiarazioni di Obama. Biden e Sanders, rispettivamente 77 e 78 anni, si smarcano con il sorriso. Obama “non parlava di me”, dice ridendo Biden. “L’età non conta, non conta essere uomo o donna, conta che l’America sta diventando una oligarchia”, risponde Sanders.

La Klobuchar conquista più spazio e più attenzione del solito con risposte ficcanti e l’ironia. Andrew Yang incassa molti applausi: si dice “onorato e deluso di essere l’unico candidato di colore sul palco. Mi mancano Kamala Harris e Cory Booker”. Poi chiude con una battuta: “America, lo so che cosa stai pensando: ‘Com’è possibile che io sia ancora su questo palco con loro?'”. A completare lo schieramento c’è pure Tom Steyer.

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