2.3 C
Washington
giovedì, Gennaio 20, 2022
HomeUSA 2020Usa 2020: - 330, tutti vogliono la Harris, nessuno la prende

Usa 2020: – 330, tutti vogliono la Harris, nessuno la prende

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ lo 09/12/2019

Tutti vogliono, a parole, Kamala Harris come vice, ma alla fine nessuno se la prenderà. Certamente non la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren, tra i battistrada fra i democratici nella corsa alla nomination per Usa 2020. Se doveste scommettere su una futura Amministrazione democratica degli Stati Uniti, puntate sulla Harris, piuttosto, come segretario di Stato.

Eppure, in una intervista all’Ap, la Warren descrive gli americani pronti per un ticket presidenziale con due donne e dice che lei valuterà come vice la collega senatrice (della California), che si è appena ritirata dalla campagna per la nomination.

La Warren ha però aggiunto di non escludere di chiedere, sempre se otterrà la nomination, all’ex vice di Barack Obama Joe Biden di riprendere il suo vecchio incarico. Una prospettiva decisamente improbabile.

La campagna della Warren ha intanto diffuso documenti da cui risulta che la senatrice guadagnò 1,9 milioni di dollari lavorando come avvocato o consulente per aziende e società finanziarie a partire dal 1995, ossia quando era docente alla Harvard University e in altre facoltà di giurisprudenza e fino a quando divenne senatrice, nel 2008.

La Warren è impegnata in una sfida sempre più accesa per la trasparenza con uno dei suoi rivali, forse il più pericoloso nello Iowa, Pete Buttigieg, che l’aveva sollecitata a rivelare i dettagli economici e finanziari del lavoro di consulenza legale svolto per le corporation.

La Warren, dal canto suo, aveva sfidato il sindaco di South Bend a rendere noti dettagli della sua passata esperienza alla società di consulenza di McKinsey – cosa che Buttigieg ha nel fine settimana fatto – e la provenienza dei fondi della sua campagna.

La senatrice rifiuta i contributi dal mondo degli affari e si propone di combattere l’influenza sul voto della grande finanza. Le sue prestazioni legali per alcune aziende sembrano però stridere con la sua crociata contro gli interessi delle corporations.

ULTIMI ARTICOLI