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Usa 2020: – 334; impeachment, sfilano i testi, tempesta Barron

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ lo 05/12/2019

Sfilano i testi, a cominciare dai costituzionalisti, davanti alla Commissione Giustizia della Camera, che deve redigere l’atto di messa in stato d’accusa di Donald Trump, dopo che la Commissione Intelligence ha approvato martedì sera il rapporto sull’impeachment del presidente (democratici, che sono maggioranza, tutti favorevoli; repubblicani tutti contrari) e ha trasmesso il documento – 300 pagine – alla Commissione Giustizia. Vi si afferma che il comportamento di Trump è peggiore di quello di Nixon nel Watergate.

Al Vertice della Nato a Londra, Trump, mentre la Commissione Giustizia apriva i suoi lavori, definiva l’inchiesta contro di lui “una barzelletta senza fondamento” e “una bufala anti-patriottica”.

“La pessima condotta del presidente, comprensiva di corruzione, avendo sollecitato favori personali da un leader straniero in cambio dell’esercizio d’un suo potere e avendo ostruito giustizia e Congresso, è peggio di quella di qualsiasi presidente precedente”, ha affermato Michael Gerhardt, docente di legge alla University of North Carolina, il primo costituzionalista ascoltato.

Fra i diversi testi sentiti, Jonathan Turley, professore di giurisprudenza alla George Washington University, l’unico chiamato dai repubblicani, ha invece sostenuto che mettere Trump in stato d’accusa solo per l’Ukrainagate sarà un errore storico, con il minor numero di prove e le basi giuridiche più strette mai usate per un impeachment.

Una frase di Pamela Karlan, che ha citato il figlio di Donald e Melania Trump, Barron, ha invece indotto la first lady a uscire per la prima volta dal suo riserbo sull’impeachmen: “”Dovrebbe vergognarsi”, ha twittato, accusando la docente di “usare un minore” per dare forza a una sua tesi “molto rabbiosa e ovviamente di parte”.

La Karlan, una giurista dell’Università di Stanford, ha fatto il nome di Barron criticando la condotta del padre: “Trump non è un re che può fare quello che vuole. La Costituzione dice che non ci può essere alcun titolo di nobiltà. Quindi il presidente può chiamare suo figlio Barron ma non può farlo barone”. Anche la Casa Bianca ha stigmatizzato la sortita della Karlan, che, in aula, aveva suscitato ilarità.

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