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Usa 2020: – 336, Trump bandisce la Bloomberg dai suoi comizi

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ lo 03/12/2019

E’ anche mediatica la ‘guerra dei miliardari’, un capitolo della corsa alla Casa Bianca 2020 che vede in lizza Donald Trump, magnate del mattone presidente, per la rielezione e Mike Bloomberg, magnate dei media ex sindaco di New York a tre riprese, per la nomination democratica. Terreno di scontro, una cosa antica: i comizi.

La campagna per la rielezione del presidente Trump non concederà più gli accrediti per comizi e altri eventi analoghi ai giornalisti di Bloomberg News, ha annunciato il responsabile Brad Parscale, dopo che la settimana scorsa la Bloomberg News aveva informato i suoi dipendenti che non intende condurre inchieste approfondite su Michael Bloomberg o sui suoi rivali nelle primarie democratiche di Usa 2020.

“Poiché si sono schierati in modo aperto, la campagna di Trump non darà più loro accrediti a eventi della campagna, fino a quando Bloomberg News non annullerà pubblicamente la sua decisione – ha spiegato Parscale, citato dalla stampa Usa – Decideremo se interagire con singoli reporter o rispondere alle domande caso per caso”.

Dal canto loro, Google e YouTube hanno finora rimosso oltre 300 spot della campagna di Trump per violazione delle norme aziendali. Ne dà notizia Cbs News citando un rapporto sulla trasparenza di Google e YouTube, che però non spiega perché i video siano stati rimossi (cioè quali siano state le norme aziendali violate) e neppure dà dettagli sul contenuto degli annunci. “Abbiamo trovato pochissima trasparenza nel rapporto sulla trasparenza”, chiosa con ironia la rete tv. Gli spot sono stati rimossi soprattutto durante l’estate.

Intanto, Mike Bloomberg ha informato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres fin dall’11 novembre della decisione di dimettersi dal ruolo di inviato per il clima delle Nazioni Unite. E ha fatto sapere che intende pubblicare le sue dichiarazioni delle tasse, mettendosi così in polemica con Trump, che non ha mai voluto pubblicare le sue e che ha intrapreso una battaglia legale per non farlo, ma anche con la sua rivale Elizabeth Warren.

La senatrice, infatti, non intende pubblicare le dichiarazioni delle tasse di quando lavorava come docente e come commercialista, prima di entrare in politica nel 2008. La Warren ha reso note tutte le sue dichiarazioni degli ultimi 11 anni, da quando cioè è senatrice, superando così Barack Obama che pubblicò quelle di un periodo di otto anni. Degli altri aspiranti alla nomination democratica, Pete Buttigiegh ha pubblicate le sue dichiarazioni fino al 2007, Bernie Sanders quelle degli ultimi 10 anni, Joe Biden quelle degli ultimi 21 anni

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