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Usa 2020: – 238, voto e impeachment slalom paralleli

Scritto per https://www.giampierogramaglia.eu/gpnewsusa2020/ lo 01/12/2019

Il percorso d’avvicinamento a Usa 2020 prosegue parallelo all’avanzare dell’inchiesta sull’impeachment a Donald Trump. I democratici, che sono in maggioranza alla Camera, vogliono stringere i tempi della decisione sul rinvio a giudizio del magnate presidente: subito dopo la pausa della Festa del Ringraziamento, la Commissione Intelligence comincerà a rivedere il rapporto sull’indagine stilato dal suo presidente Adam Schiff, con l’obiettivo di votarlo già martedì e trasmetterlo alla Commissione Giustizia.

Qui, da mercoledì, si inizierà a lavorare sulla formulazione della messa in stato di accusa di Trump. Il voto finale alla Camera, dopo una serie di nuove audizioni e testimonianze, che potrebbero avere protagonisti, fra gli altri, l’ex consigliere per la Sicurezza nazionale John Bolton e l’ex avvocato della Casa Bianca Donald McGahn, è previsto entro Natale.

Se il rinvio a giudizio sarà deciso – e’ sufficiente la maggioranza semplice -, a gennaio incomincerà il processo in Senato, dove, per la condanna, ci vuole una maggioranza dei due terzi: i repubblicani dispongono di 53 seggi su 100.

Con una lettera firmata dal suo presidente Jerrold Nadler, la Commissione Giustizia ha concesso fino al 6 dicembre al magnate presidente per decidere se i suoi legali interverranno o meno all’inchiesta, presentando loro prove ed eventualmente richiedendo la presenza di testimoni.

La Commissione deve stabilire se Trump abbia abusato del suo potere per fare pressione sull’Ucraina affinché indagasse su un suo rivale politico, il candidato alla nomination democratica Joe Biden, e se abbia ostacolato la giustizia rifiutando di fornire documenti per l’inchiesta e impedendo le audizioni di testimoni.

Trump ha finora bollato l’inchiesta come “una caccia alle streghe”, esattamente quel che aveva fatto con il Russiagate. E, in settimana, lascerà Washington con un buon motivo: sarà a Londra al Vertice della Nato. Alla vigilia della Festa del Ringraziamento, dalla Casa Bianca d’Inverno di Mar-a-Lago, in Florida, il magnate e showman aveva diffuso via Twitter un fotomontaggio, la sua testa sul corpo di Rocky Balboa: un photoshop realizzato su un poster promozionale del film ‘Rocky III’ del 1982, che ha immediatamente scatenato dibattiti e ironie sui social.

Impossibile dire con certezza a chi mostri i muscoli Trump, visto che l’immagine non ha didascalia. Ma il messaggio pare chiaro: il presidente è pronto a combattere su tutti i fronti, impeachment, Cina, i narcos i cui cartelli vuole inserire fra le organizzazioni terroristiche, ovviamente Usa 2020. Oppure, pensano altri, ‘Trumpy Balboa’ è solo un modo per ribadire che l’America è tornata grande sotto la sua leadership, ‘America First’, dalla politica estera all’economia.

Al momento, i sondaggi dicono che, dopo le audizioni pubbliche, gli Stati Uniti restano spaccati: una metà della popolazione per l’impeachment, una metà contraria. Democratici e repubblicani hanno in comune un desiderio: finirla in fretta e dedicarsi a Usa 2020. Che è un match politico, non giudiziario.

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