HomeUsaUsa 2024: - 267; Haley, Biden non sarà candidato; Trump, incoraggerò Putin

Usa 2024: – 267; Haley, Biden non sarà candidato; Trump, incoraggerò Putin

Scritto l'11/02/2024 per la sezione Usa 2024 del mio sito e ripreso da The Watcher Post https://www.thewatcherpost.it/usa/usa-2024-268-haley-biden-non-sara-candidato-trump-incoraggero-putin/

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Usa 2024 267 – “Joe Biden non sarà il candidato” dei democratici alla Casa Bianca. La previsione di Nikki Haley, unica rivale di Donald Trump per la nomination repubblicana, è una conseguenza della scossa data alla campagna elettorale di Usa 2024 dalle rinnovate incertezze sulle condizioni fisiche e mentali del presidente democratico, 81 anni, dopo la diffusione delle osservazioni del procuratore speciale Robert Hur.

L’ex candidato alla nomination repubblicana Vivek Ramaswamy, che ora sostiene Trump, va oltre: la candidata democratica – dice alla Fox – sarà Michelle Obama. L’ex first lady – spiega Ramaswamy – consentirebbe ai democratici di superare il maggiore ostacolo a rimpiazzare Biden, cioè la vice-presidente Kamala Harris, che non è ritenuta una valida alternativa.

Se, come dice Haley, che non fa illazioni su chi al posto di Biden, i democratici hanno tutti i motivi per essere “in una situazione di panico ora”, anche i repubblicani, soprattutto i moderati, sono perplessi davanti a Trump, che, oltre ad avere 77 anni, va dicendo – riferisce il New York Times – di avere detto e di potere ripetere ai leader della Nato di essere pronto a “incoraggiare” il presidente russo Vladimir Putin “a fare quel che diavolo vuole” con i Paesi che non pagano il dovuto alla Nato.

Usa 2024: Biden o chi altri? Dubbi e frizioni fra i democratici
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Michelle Obama e Joe Biden, durante una cerimonia, quando lei era first lady e lui vice-presidente (Fonte: NYP)

Michelle Obama è il nome ricorrente, accanto a quello, largamente in subordine, del governatore della California Gavin Newsom, tutte le volte che si evoca la necessità di un’alternativa a Biden. Altro nome citato è quello della governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, la cui visibilità nazionale è però limitata (come, del resto, quella di Newsom).

Ma David Axelrod, ex stratega delle campagne di Barack Obama, dice alla Cnn: “Michelle ama questo Paese, è una persona brillante e una brillante comunicatrice. Ma la politica non le piace e penso che sia sulla stessa lunghezza d’onda di Barbara Bush quando disse che di sicuro c’è qualcuno fuori dalle famiglie Bush e Clinton che può correre per la presidenza. Insomma, ci sono più chances che io balli il prossimo anno al Bolshoi che Michelle si candidi”.

E fonti democratiche dicono al Washington Post che non c’è “un piano B, un piano C, o un piano D. Combatteremo fino alla fine” con Biden, mentre salgono le polemiche per la mancata intervista alla Cbs in occasione del Super Bowl, che si disputa questa notte (la Casa Bianca ha declinato l’offerta per il secondo anno consecutivo). Da una parte, c’è chi sollecita il presidente a essere più attivo; dall’altra, c’è il rischio di una gaffe ogni volta che parla.

La Casa Bianca cerca di girare la frittata: le critiche dei repubblicani a Biden per la sua memoria dimostrano che “hanno paura”, perché il presidente “ha guidato i democratici alle migliori elezioni di metà mandato e a una serie di vittorie nel 2023”. Una tesi francamente tirata per i capelli: oggi, hanno più paura di Biden i democratici dei repubblicani.

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Merrick Garland, foto ufficiale

Ci sono pure frizioni interne all’Amministrazione Biden, con la frustrazione della Casa Bianca verso il segretario alla Giustizia Merrick Garland, che non avrebbe esercitato un adeguato controllo sul rapporto del procuratore speciale Robert Hurt che indagava sui documenti segreti trovati a casa del presidente. Pur senza muovere accuse penali, il rapporto lo descrive come un uomo anziano e con scarsa memoria.

Il presidente e i suoi più stretti alleati – riporta Politico – ritengono che Hurt si sia spinto troppo oltre e rimproverano a Garland di non avere chiesto modifiche al testo prima della sua pubblicazione. Tuttavia il posto del segretario alla Giustizia non appare in pericolo nell’immediato, almeno per tutto Usa 2024.

Usa 2024: schermaglie repubblicane, Haley contro Trump, Trump contro Biden

La campagna repubblicana è tutta fatta di schermaglie fra Trump e Haley, che ripropone il tema della competenza mentale del magnate ex presidente. Che lancia una frecciata sul marito di Haley, un militare attualmente in missione all’estero: “Dov’è il marito di Nikki? Nessuno l’ha mai visto”. Del resto, nessuno ha mai visto neppure Melania, la moglie di Donald, fare campagna per Usa 2024.

Trump, poi, sostiene che, se Biden non è stato incriminato per i documenti segreti, “allora non devo esserlo neanche io” – è in attesa di processo in Florida -. Al solito, il magnate altera i fatti: lui ha deliberatamente sottratto agli Archivi Nazionali centinaia di documenti riservati, ha negato di averli, s’è rifiutato di restituirli, ha chiesto a suoi dipendenti di distruggere le prove della loro esistenza ed ha intralciato la giustizia; Biden li ha volontariamente consegnati ed ha acconsentito alla ricerca d’eventuali altri, collaborando con la giustizia.

Trump fa campagna in South Carolina, in vista delle primarie nello Stato: saluta la mancata intesa in Congresso sull’immigrazione e promette un maxi-piano di espulsioni di migranti illegali. “Abbiamo ottenuto un’importante vittoria facendo saltare il disastroso piano di Biden per il confine” con il Messico; “Il primo giorno che sarò alla Casa Bianca porrò fine alla politica dei confini aperti dell’Amministrazione Biden e lancerò la maggiore operazione di espulsioni della storia americana. Non abbiamo scelta”.

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gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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