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Usa 2024: – 352, sondaggi, qualsiasi candidato repubblicano oggi batte Biden

Scritto il 18/11/2023 per la sezione Usa 2024 del mio sito e ripreso da The Watcher Post https://www.thewatcherpost.it/esteri/usa-2024-352-sondaggi-qualsiasi-candidato-repubblicano-oggi-batterebbe-biden/

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Usa 2024 – 352 – I sondaggi continuano a portare cattive notizie per Joe Biden, che oggi uscirebbe battuto praticamente da qualsiasi candidato alla nomination repubblicana. La Marquette Law School ha condotto un rilevamento da cui risulta che il presidente perderebbe con i tre maggiori candidati repubblicani: Nikki Haley ha su di lui 10 punti di vantaggio, 55% contro il 45%; Donald Trump, invece, è al 52% delle preferenze contro il 48%; Ron DeSantis è avanti di misura, 51% a 49%.

Con tutte le riserve del caso, la lontananza dalle elezioni, le circostanze che possono variare da qui ad allora – le guerre e i dati dell’economia, in particolare -, i segnali sono preoccupanti per Biden e anche per il partito democratico. Il sondaggio dell’Università del Wisconsin conferma, inoltre, che Haley è la candidata repubblicana meglio ‘attrezzata’ per vincere le presidenziali, perché, contrariamente a Trump, non spaventa gli elettori moderati e non innesca un ‘voto contro’, che è, invece, il maggiore handicap del magnate ex presidente.

Ma Trump resta il netto favorito per la nomination repubblicana. Un sondaggio nel New Hampshire dove le primarie si faranno il 23 febbraio, condotto da Washington Post e Monmouth University, dà all’ex presidente un vantaggio di 28 punti su Haley, con gli altri suoi contendenti più staccati. Risulta che larga parte degli elettori repubblicani sono entusiasti della candidatura di Trump e condividono le sue false affermazioni sulle elezioni 2020 ‘rubate’ da Biden.

Biden nei guai nei sondaggi, Trump la spunta (per ora) nei tribunali
231107 Trump - processo
Donald Trump at a campaign event held at Trendsetter Engineering, Nov. 2, 2023, in Houston. (AP Photo)

In attesa che si concluda il processo in corso a New York per frode in affari e che inizino quelli già previsti per accuse diverse a Washington e in Florida, ancora a New York e in Georgia, Trump sta intanto ricevendo notizie positive dalle aule giudiziarie: i giudici stanno infatti respingendo istanze per rimuovere il suo nome dalle liste delle primarie in base al 14o emendamento della Costituzione, che vieta di ricoprire cariche pubbliche ai funzionari coinvolti in insurrezione o ribellione. L’ultimo a pronunciarsi in tal senso è stato un giudice del Colorado, dopo quelli di Minnesota e Michigan.

Il giudice distrettuale del Colorado Sarah B. Wallace nota che Trump ha partecipato all’insurrezione del 6 gennaio 2021, per la quale sarà processato a Washington da una corte federale, ma dice che non può essere rimosso dalle liste in base al 14o emendamento perché non c’è esplicito riferimento alla presidenza. L’emendamento risale agli anni immediatamente successivi alla Guerra Civile: fu proposto nel 1866 e ratificato nel 1868.

Altre cause del genere sono state intentate in altri Stati. E’ probabile che, di appello in appello, l’iniziativa di rimuovere Trump dalle liste delle primarie arrivi alla Corte Suprema.

Altra buona (e inattesa) notizia giudiziaria per il magnate ex presidente è la decisione del giudice che presiede il processo in corso a New York di ritirare l’ordine che ne limitava il diritto d’espressione dopo commenti oltraggiosi nei confronti di magistrati e testi.

  • Il governatore repubblicano del Texas Greg Abbott, da sempre vicino a Trump e già pronto a dargli il suo endorsement – avverrà domani -, promulga una legge che rende un crimine entrare illegalmente nello Stato. La misura dà alle forze di polizia del Texas il potere d’arrestare e deportare i migranti irregolari ed è parte dello scontro in atto sull’immigrazione tra le autorità statali e federali, tra Trump via Abbott e Biden. La legge crea allarme nella comunità ispanica, che rappresenta il 40% della popolazione dello Stato.
  • Si aggravano le condizioni dei Carter: dopo l’ex presidente Jimmy, 99 anni, anche la moglie Rosalynn, 96, è ora sottoposta a cure palliative nella loro casa in Georgia. L’annuncio è stato dato dal Carter Center, che precisa che Jimmy e Rosalynn continuano a passare del tempo “insieme e con la loro famiglia”. Jimmy Carter, presidente dal 1977 al 1981 e premio Nobel per la Pace nel 2002, è il più longevo presidente nella storia degli Stati Uniti.
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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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