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Ucraina: Leopard consegnati, Putin, Nato parte in causa

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 28/03/2023

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Gli aerei arrivano con il contagocce (e solo vecchi modelli di matrice sovietica). I carri armati, invece, vanno veloce: nel giro di due mesi, la Germania ha deciso di dare all’Ucraina 18 suoi Leopard 2, ha addestrato a usarli dei militari ucraini e li ha consegnati. Ne dà notizia Der Spiegel, senza subire smentite. Kiev intende schierare i Leopard 2 “in diverse sezioni del fronte”.

Con i carri armati, la cui consegna sarebbe stata ultimata nel fine settimana, sono arrivati circa 40 veicoli da combattimento per la fanteria Marder. E dalla Gran Bretagna sono rientrati in Ucraina militari addestratasi sui carri Challenger 2.

Berlino aveva inizialmente promesso a Kiev 14 carri armati Leopard 2, poi era salita a 18, che vanno ad affiancarsi a quelli, meno moderni, forniti da Polonia e altri Paesi Nato est-europei. Secondo fonti d’intelligence, i panzer consegnati all’Ucraina cono largamente dotati di munizioni e pezzi di ricambio.

La Bundeswehr ha riservato ai carristi ucraini sessioni di addestramento speciali. E tecnici ucraini sono stati messi in grado di riparare i corazzati. A Munster, in Bassa Sassonia, dove c’è un’area d’esercitazione, i militari ucraini hanno potuto esercitarsi a sparare dal vivo con i Leopard.

L’arrivo dei panzer potrebbe avvicinare l’ora in cui Kiev farà scattare l’annunciata controffensiva, mentre l’attacco russo nel Donbass è in stallo. Il fronte a Bakhmut è fermo e Kiev resta decisa a difendere la cittadina. Circa 90 km a nord–est, i russi – dicono fonti ucraine – stanno trasformando Avdiivka in “un luogo da film post-apocalittico”. E’ iniziata l’evacuazione dei lavoratori pubblici rimasti in città – i civili sono circa duemila, da 30 mila che erano prima della guerra -; la ricezione dei cellulari è stata interrotta, “perché ci sono informatori dei russi”; l’accesso alla località è vietato a volontari e giornalisti.

Il presidente ucraino Voldymyr Zelensky ha ieri visitato il fronte a Zaporizhzhia, dove, invece, non arriverà a breve, per motivi di sicurezza, il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, l’Aiea, Rafael Grossi. IU bombardamenti russi sul Donetsk hanno fatto almeno una vittima civile. E a Mariupol occupata, la resistenza ucraina ha fatto esplodere l’auto del capo della polizia filo-russo. I servizi di sicurezza ucraini riferiscono di avere smantellato una rete di spie russe.

Il presidente russo Vladimir Putin ripete che i Paesi Nato sono parte del conflitto, con le armi date aòll’Ucraina. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov conferma, nonostante le critiche dell’Occidente, i piani per spostare armi nucleari tattiche in Bielorussia. Washington, per una volta, getta acqua sul fuoco: “Non abbiamo visto segni di movimenti di armi nucleari tattiche russe”, ma “continuiamo a seguire da vicino quanto succede in Russia.

Dove c’è il giallo della telefonata fra due oligarchi critici di Putin, la cui autenticità è però controversa. Nell’audio diffuso, il produttore musicale Iosif Prigozhin, che non è parente del capo dei Wagner, e il miliardario ed ex senatore Farhad Akhmedov criticano il presidente per l’aattacco all’Ucraina. Prigozhin ha smentito: una telefonata costruita con l’intelligenza artificiale,

Sul nucleare, Pechino pare critica verso Mosca: Nelle circostanze attuali, “tutte le parti dovrebbero concentrarsi sugli sforzi diplomatici per risolvere pacificamente la crisi ucraina e promuovere l’allentamento delle tensioni”.

gp
gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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