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Ucraina: Bakhmut stretta su tre lati, Zelinsky corteggia Metsola

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 05/03/2023

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UcrainaBakhmut, ultime ore di un’atroce agonia. I sobborghi settentrionali della città assediata sono esposti agli attacchi russi “su tre lati”, riconosce l’intelligence britannica, anche se la zona resta “controllata dalle forze ucraine”. I difensori della città nel Donbass sono sottoposti a pressioni sempre più forti: intensi combattimenti si svolgono nel centro e tutto intorno.

Le forze russe regolari e i mercenari del Gruppo Wagner guadagnano terreno nella periferia nord, stando a un rapporto stilato slla base di informazioni ucraine. Nonostante Kiev stia inviando nell’area unità d’élite, nelle ultime 48 ore sono stati distrutti due ponti chiave, compreso uno vitale che consente l’accesso alla città dall’ultima via di rifornimento aperta con la città di Chasiv Yar.

Fonti militari riferiscono che “ogni ora a Bakhmut è come l’inferno”. Gli ucraini dicono che la linea del fronte in città è stata stabilizzata, nonostante gli intensi e continui attacchi russi, e prospettano una controffensiva a partire dal villaggio di Ivaniske, a sud-ovest della città, che sarebbe da loro controllato.

Ieri o venerdì – non è chiaro -, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha ispezionato un “posto di comando” sulla linea del fronte nel sud del Donetsk. E’ probabile che Shoigu non voglia lasciare tutta la scena al capo dei Wagner Evgeny Prigozhin, che in tenuta mimetica ha ieri postato un video con bare di militari ucraini: “Stiamo spedendo in Ucraina un carico di militari che hanno combattuto con coraggio e sono morti. Ecco perché li rimandiamo a casa”.

Se Bakhmut resta l’epicentro dei combattimenti, gli attacchi russi fanno vittime e danni un po’ ovunque in Ucraina: almeno quattro persone sono state uccise e altre 12 sono rimaste ferite in bombardamenti in otto regioni del Paese – i dati sono di fonte ucraina -. L’area di Kherson è stata colpita 69 volte; anche Nikopol è stata bersagliata; e due esplosioni sono state udite a Zaporizhzhia.

Lato russo, la Tass parla dell’eliminazione di circa 70 militari ucraini e della distruzione di un obice di fabbricazione statunitense vicino a Kherson. Esplosioni sono state udite vicino a una base russa in Crimea, dove un drone ucraino è stato abbattuto. La Nato calcola che i soldati russi caduti o feriti dall’inizio dell’invasione siano oltre 200.000: in dettaglio, oltre 1.800 ufficiali russi sono stati uccisi o feriti e Mosca ha perso più di 2.000 carri armati; l’esercito russo spara più di 23.000 proiettili d’artiglieria al giorno. Per le fonti ucraine, i caduti russi sono 152.190, di cui 820 solo venerdì.

A Leopoli, ieri era in visita la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, alla sua seconda missione ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’ha ringraziata del sostegno suo e dell’Assemblea Ue: “Puntiamo ad attuare le raccomandazioni della Commissione europea e avviare i negoziati per l’adesione all’Ue quest’anno … L’ingresso nell’Unione garantirà la convivenza con la Russia“. Da giugno, l’Ucraina ha lo statuto di candidato all’adesione all’Ue.

La replica di Metsola è stata incoraggiante: “Spero che i negoziati di adesione possano iniziare già quest’anno: il futuro dell’Ucraina è nell’Unione … Il ritmo con cui Parlamento e Governo stanno facendo progressi verso l’Ue è impressionante”.

Metsola ha ricordato che il Parlamento europeo è favorevole ad le sanzioni alla Russia e ad evitare ogni scappatoia: “Non ci può essere pace senza libertà, giustizia e dignità: l’acquiescenza non ha mai funzionato … Continuerò a chiedere agli Stati membri di dare tutti gli equipaggiamenti militari, le munizioni e i sistemi di difesa necessari all’Ucraina per vincere … I 27 dovrebbero seriamente valutare l’invio di aerei da combattimento all’Ucraina”.

Per il Financial Times, Kiev sollecita all’Ue la fornitura di 250.000 proiettili d’artiglieria al mese, per alleviare una carenza di munizioni che starebbe limitando l’azione degli ucraini sul campo di battaglia. Le forze ucraine starebbero utilizzando solo un quinto della capacità di fuoco disponibile, per carenza di proiettili.

La notizia, data da Der Spiegel, che l’azienda tedesca Rheinmetall intende impiantare in Ucraina una fabbrica di tank Panther ha suscitato una pronta reazione da parte russa. “La distruggeremo”, scrive il vice-presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, nel suo solito linguaggio colorito: “Se i Fritz decidono di costruire davvero (anche se sembrano essere persone pragmatiche), non vediamo l’ora che l’evento sia debitamente contrassegnato da una salva di Kalibr e di altri dispositivi pirotecnici”.

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gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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