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Qatar 2022 – Tunisia, i Mondiali come evasione dalle difficoltà economiche

Scritto per Qatar 2022, uno speciale de Il Settimanale della classe di Giornalismo internazionale del Coris della Sapienza

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Qatar 2022 – Per seguire in diretta le partite della Tunisia ai Mondiali, diverse migliaia di persone si sono riversate nei bar, nei ristoranti e nei locali di Tunisi e delle altre città tunisine, creando disagi alla viabilità: molte delle attività commerciali e pubbliche della capitale hanno chiuso in coincidenza con i match.

La nazionale tunisina ha fatto dimenticare per qualche ora i molti problemi economici e sociali che interessano da anni il Paese: secondo i dati rilasciati dalla Banca Mondiale, il debito pubblico è pari a 107,6 miliardi di dinari (34,1 miliardi di dollari), in aumento rispetto allo scorso anno. La Tunisia ha fortemente risentito del conflitto in Ucraina, che ha portato ad un tasso di inflazione del 9,2%, il più alto dall’agosto 1987 secondo FX Empire.

Nella capitale mancano soprattutto beni di prima necessità: medicinali, zucchero, latte, burro, caffè, riso, bibite e pezzi di ricambio. Questa situazione peggiora nelle zone rurali:  nella cittadina di Nebeur, ad esempio, l’indice di povertà arriva fino al 45%.

I cambiamenti climatici e la siccità hanno contribuito ad acuire la crisi economica in Tunisia: se prima il territorio era considerato estremamente fertile, oggi si sta trasformando lentamente in un deserto. Secondo il rapporto 2015-2020 dell’Istituto Nazionale di Statistica (Ins), i prezzi di frutta e verdura sono aumentati nell’ultimo periodo del 135%, diventando così ampiamente inaccessibili a gran parte della popolazione; tant’è che le famiglie tunisine spendono di più per fare la spesa che per affitto e bollette.

Le difficoltà generali del Paese hanno portato, negli ultimi anni, ad un aumento del fenomeno migratorio soprattutto verso l’Europa. Per esempio, in Italia dall’inizio dell’anno sono arrivati oltre 16 mila tunisini.

L’Unione europea non sta a guardare: secondo quando riportato da Le Temps news, l’Ue ha donato 330 milioni di dinari, pari a 100 milioni di euro per sostenere l’economia del Paese.

Ecco perché il calcio diventa un’occasione per dimenticare le difficoltà di tutti i giorni e avere qualche ora di svago. Vedere la propria nazionale giocare – e fermare sul pareggio, nella partita d’esordio, la forte nazionale danese – ha sicuramente galvanizzato la popolazione tunisina.

La bella prestazione iniziale delle Aquile di Cartagine, com’è chiamata la nazionale tunisina, faveva creato ottimismo in vista dei successivi match con l’Australia – perso – e con la Francia – vinto -. Contro les Bleues, è stata più che una semplice partita di calcio: le due squadre si erano in precedenza  affrontate, nella loro storia, appena quattro volte, sempre in amichevole. Il loro primo incrocio ai Mondiali a Qatar 2022 era particolarmente sentito.

di Emanuele Di Vito e Marta Sofia Tiboni

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gphttps://www.giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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