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Ucraina: esplosione sul ponte di Kerch, Kiev rivendica, poi incolpa Mosca

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 09/10/2022

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Questa volta, l’Ucraina non si nasconde, come fece ad agosto per l’attentato di cui rimase vittima Darya Dugina: i servizi segreti di Kiev rivendano l’esplosione sul ponte sullo stretto di Kerch, che collega la penisola di Crimea alla Russia continentale. “E’ stata una nostra operazione”, dicono, dopo che Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva già twittato: “Crimea, il ponte, l’inizio. Tutto ciò che è illegale deve essere distrutto, tutto ciò che è stato rubato deve essere restituito, tutto ciò che appartiene all’occupazione russa deve essere espulso”.

Sul sito del Ministero della Difesa ucraino si legge: “L’incrociatore ‘Moskva’ e il ponte di Kerch, due simboli del potere russo in Crimea, sono andati. Quale sarà il prossimo?“. L’esplosione viene accostata all’affondamento in aprile della nave ammiraglia della flotta russa del Mar Nero. Salvo poi suggerire in serata una improbabile “pista russa”.

All’alba di ieri, la deflagrazione d’un tir sul ponte lungo 18 km ha bloccato il traffico stradale e danneggiato la sottostante linea ferroviaria, causando l’incendio di sette vagoni cisterna d’un treno in transito e compromettendo un canale di approvvigionamento primario per le truppe russe impegnate nell’invasione dell’Ucraina. Una parte dell’infrastruttura, un suggello dell’annessione della Crimea alla Russia avvenuta nel 2014, è finita in acqua.

Tre le persone rimaste uccise nell’esplosione: si ignora al momento se fra esse vi sia anche l’autista del camion. Il proprietario è stato identificato: un uomo di 33 anni, ch vive nell’area di Krasnodar, nel Sud della Russia; ma lui lo avrebbe ceduto a un giovane di 25 anni, il cui padre sarebbe sotto interrogatorio; si fanno accertamenti anche sul percorso del veicolo. La commissione d’inchiesta russa all’opera ipotizza che le vittime siano “persone a bordo di un’auto vicina al camion esploso”. Stando a quanto reso noto, “sono stati recuperati i corpi di un uomo e una donna”.

Prima del calar del sole, il traffico stradale era già stato parzialmente ripristinato, per i mezzi leggeri e gli autobus. Quello ferroviario è ripreso in serata. I veicoli in transito sono ispezionati ai posti di controllo: anche quello esploso lo sarebbe stato, come mostrano le telecamere di sorveglianza, senza però che la presenza di esplosivi a bordo fosse rilevata: Il mezzo, che trasportava pellet, non sarebbe stato controllato con scanner ai raggi X.

Mosca e le autorità della Crimea intendono ripristinare l’infrastruttura il più presto possibile: i lavori sarebbero già iniziati nella giornata di ieri -. E’ un segno della gravità dei problemi logistici causati dal suo danneggiamento: la Crimea è ora tagliata fuori dalla Russia e il fronte di Kherson è scoperto. Il ponte di Kerch, costato 4 miliardi di dollari, fu inaugurato nel 2018: una colonna di Tir, alla cui testa ce n’era uno guidato dal presidente Vladimir Putin, lo attraversò con inni e bandiere

Mosca smentisce problemi: “I rifornimenti delle truppe russe coinvolte nell’operazione militare speciale” in Ucraina nelle aree di Mykolaiv-Kryvyi Rih e Zaporizhzhia “sono ininterrottamente effettuati lungo il corridoio via terra e in parte tramite trasporto marittimo”. E il leader della Crimea Sergei Aksyonov rassicura chi vive nella penisola: “Abbiamo carburante per un mese, scorte di cibo per più di due mesi”. Ma la gente avrebbe già cominciato a fare incetta, secondo una fonte dei tatari ostile ai russi. Secondo fonti della dissidenza a Mosca, tutte le informazioni tranquillizzanti sono veline del Cremlino per minimizzare la portata dell’attentato.

Il Cremlino per ora tace sulla risposta da dare a Kiev per il sabotaggio del ponte di Kerch. Andrey Gurulev, della Commissione Difesa della Duma, dice che è “giunto il momento” di “una risposta forte”. Per la Russia, quanto avvenuto denota “la natura terroristica” del regime ucraino.

Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, si conferma un nuovo avvicendamento ai vertici militari russi: il ministero della Difesa russo ha nominato il generale Sergey Surovikin comandante delle operazioni in Ucraina. Da fine giugno, Surovikin, 55 anni, un falco già accusato di corruzione e brutalità, comandava le forze nel sud dell’Ucraina.

Fonti ucraine riferiscono che un bombardamento russo ha lasciato senza energia la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Generatori diesel e riserve di gasolio ne garantiscono il funzionamento per almeno dieci giorni, mentre si lavora a ripristinare le linee. Il controllo russo sulla centrale di Zaporizhzhia, non riconosciuto dall’Aiea, non lo è neppure dall’Ue. Ieri ci sono stati missili russi su Kharkiv e razzi himars ucraini su Ilovaisk nel Donetsk.

Il ministro degli Esteri russo Serguiei Lavrov afferma che “l’Occidente usa bugie e manipolazioni per dipingere la Russia come fonte di minacce nucleari”: “La nostra politica di deterrenza nucleare è difensiva”. “La Russia s’è impegnata a rispettare la dichiarazione delle cinque potenze nucleari, secondo cui la guerra nucleare è inaccettabile”.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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