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NordStream: sabotaggio, nuvola metano su Italia, scambi accuse

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 01/10/2022

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Passa sull’Italia la coda della nuvola formata dal metano fuoriuscito dalle falle dei gasdotti NordStream. Portata dal vento, la nuvola, partita dal Baltico, ha sorvolato diverse regioni svedesi e norvegesi, s’è scissa, ha raggiunto il Regno Unito ed è scesa verso Sud. Scienziati norvegesi calcolano che 80.000 tonnellate di metano sono già scaturite dai tubi danneggiati, a una profondità di 80 metri sul fondo del Mar Baltico.

Esperti italiani assicurano che la nuvola non comporta rischi per la salute dei cittadini e neppure per l’ambiente, perché il metano, per di più molto diluito nell’aria, non inquina. Il gas è invece climalterante e incide, quindi, sul riscaldamento globale.

Il presidente russo Vladimir Putin accusa gli “anglosassoni” del sabotaggio. Lo fa mentre annuncia l’annessione alla Russia delle quattro regioni ucraine dove nei giorni scorsi c’è stato un referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale. “Abbiamo visto un attacco diretto ai NordStream, alle infrastrutture europee. Chi ne trae vantaggio?”, dice e si chiede Putin. Ma Berlino non crede alle affermazioni di Mosca: “I russi mentono sempre”. Il segretario di Stato Usa Anthony Blinken parla di fake news.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunitosi per votare una risoluzione di condanna dei referendum – testo che non può essere varato, a causa del diritto di veto di Mosca –, ha pure discusso nella notte, e su richiesta anche della Russia, l’incidente ai due gasdotti NordStream nel Mar Baltico.

In una lettera congiunta al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Danimarca e Svezia sostengono che le esplosioni che hanno causato le perdite di gas da Nord Stream 1 e 2 – entrambi sotto pressione, anche se, al momento dell’incidente, non in funzione – potrebbero essere attribuite alla detonazione di “diverse centinaia di chili di esplosivo”. I due Paesi sono preoccupati per le possibili conseguenze delle perdite di gas sull’ambiente marino e sul clima e indicano che l’operatore del gasdotto ritiene che le fuoriuscite di gas dalle condotte continueranno fino a domenica.

Dopo la fuga, il livello di metano su Svezia e Norvegia è a livelli record: i media nordici parlano d’una “grande nuvola”. Il 96% del gas nei NordStream 1 e 2 era metano. Stephen Matthew Platt, scienziato del clima dell’istituto norvegese di ricerca sull’aria Nilu, calcola che saranno rilasciate 400.000 tonnellate di metano: emissioni doppie delle emissioni annuali dell’industria petrolifera e del gas in Norvegia: “Livelli record, mai visto niente di simile prima in Norvegia e in Svezia”.

Sergey Naryshkin, capo dei servizi di intelligence di Mosca, citato dalla Tass, afferma che la Russia ha materiale che indica il coinvolgimento dell’Occidente nel sabotaggio dei gasdotti: “Abbiamo tracce che indicano la pista occidentale nell’organizzazione e nell’attuazione dell’attacco terroristico … Credo che l’Occidente stia facendo di tutto per nascondere i veri responsabili e organizzatori dell’azione terroristica”.

Due delle falle sono nella zona economica esclusiva svedese e le altre due in quella danese. Secondo la guardia costiera svedese, una delle due perdite registrate in area svedese è già diminuita di dimensioni, “ma è ancora in corso”; l’altra non mostra segni di indebolimento. La guardia costiera danese non fornisce informazioni sull’andamento delle falle, ma stima che i gasdotti saranno vuoti entro domenica e che ben oltre la metà del gas presente nei tubi sia già fuoriuscito.

Per il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, “Informazioni dettagliate sui danni ai gasdotti saranno rese disponibili dopo un controllo della situazione, che al momento non è possibile fare perché il gas continua a fuoriuscire dalle tubature”.

In un colloquio telefonico tra il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e il premier di Oslo Jonas Gahr Store, i due hanno convenuto “una maggiore vigilanza e una più stretta cooperazione per la protezione delle infrastrutture critiche”. La Norvegia, ormai il primo fornitore di gas naturale dell’Unione europea, teme attacchi alle proprie infrastrutture e accetta un aumento della presenza militare alleata nelle proprie acque, in particolare con unità britanniche, francesi e tedesche.

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gphttps://www.giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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