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Usa: Trump, la giudice amica gli concede un ‘arbitro’ e un po’ di respiro

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 07/09/2022

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Donald Trump non sarà quasi certamente incriminato prima delle elezioni di midterm: il magnate segna un punto a suo favore, nell’inchiesta sui documenti riservati portati via dalla Casa Bianca e custoditi in modo improprio a Mar-a-lago in Florida, dove l’Fbi li ha sequestrati. L’ex presidente ottiene uno ‘special master’, una sorta di arbitro indipendente, tra sé e il rinvio a giudizio: di qui all’8 novembre, potrà fare campagna senza impacci giudiziari. Secondo fonti di stampa, avrebbe però deciso di attendere il voto per annunciare una sua candidatura a Usa 2024.

La decisione di affidare a un esperto ‘super partes’ l’esame dei documenti sequestrati è stata presa, su richiesta di Trump, da una giudice federale distrettuale Aileen M. Cannon, nominata da Trump. Lo ‘special master’ dovrà anche valutare se fra i documenti sequestrati ve ne siano che ricadono sotto i cosiddetti ‘privilegi dell’Esecutivo’ riconosciuti al presidente o sotto la relazione privilegiata tra cliente e avvocato –a tutela dei legali dell’ex presidente-.

La decisione di fatto blocca l’indagine, giunta a un momento cruciale: l’incriminazione del magnate appariva inevitabile e imminente. Esperti legali ritengono, però, improbabile che l’arbitro possa alterare l’esito dell’inchiesta

Il Dipartimento di Giustizia non potrà utilizzare il materiale sequestrato, almeno fin quando l’arbitro non abbia ultimato il proprio lavoro, ma potrà continuare ad accertare se la sicurezza nazionale è stata messa a repentaglio. Il Dipartimento si opponeva alla richiesta, anche perché i suoi funzionari hanno già individuato i documenti eventualmente coperti dai privilegi presidenziali, di cui Trump vuole la restituzione.

Nel materiale sequestrato vi sono anche 48 cartelle con la dicitura ‘classificato’ ma vuote. Il che alimenta il sospetto che non tutti i documenti siano stati recuperati.

La decisione della giudice si situa sullo sfondo di scambi d’accuse insistiti tra Trump e Joe Biden, con la campagna per il voto di midterm entrata nel vivo dopo il Labor Day. In Wisconsin, Biden dice: “I repubblicani estremisti scelgono la violenza, noi dobbiamo scegliere un sentiero diverso”.

Trump è sotto inchiesta a New York, per le pratiche finanziarie e fiscali della Trump Organization, la holding di famiglia, e in Georgia, per le pressioni esercitate sulle autorità statali per rovesciare l’esito del voto, in attesa che riprenda l’inchiesta della Camera sulla sommossa del 6 gennaio 2021. 

gp
gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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