HomeUsaUsa: Trump, i dossier sottratti e la 'post verità' perduta

Usa: Trump, i dossier sottratti e la ‘post verità’ perduta

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 20/08/2022

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Donald Trump ha perso il tocco magico della ‘post verità’: ci eravamo rassegnati a che le sue bugie, ossessivamente ripetute, diventassero vere, almeno per una larga fetta dell’opinione pubblica Usa; invece, sui documenti illegalmente sottratti dalla Casa Bianca, le sue bugie sembrano banalmente avere le gambe corte.

Il magnate aveva inizialmente sostenuto di avere restituito tutti i documenti (ma l’Fbi gliene ha sequestrati una dozzina di scatoloni nella sua tenuta di Mar-a-lago); e aveva poi affermato di averli desecretati, prima di portarseli via.

Ma un suo ex capo dello staff, il generale John Kelly, personaggio rigoroso, che non resistette molto al servizio del magnate, e altri 17 funzionari anonimi intervistati dalla Cnn lo smentiscono: la tesi sostenuta dall’ex presidente di un ordine permanente per declassificare le carte in suo possesso è “falsa” e “ridicola”; l’ordine di desecretazione a firma di Trump non si trova perché un ordine del genere non può esistere.

Sul materiale sottratto da Trump alla Casa Bianca l’ora della verità si avvicina: un giudice federale ha chiesto all’Fbi di rendere pubblica entro il 25 agosto una sintesi del mandato della perquisizione effettuata la scorsa settimana, ma continuano a circolare indicazioni sul contenuto dei documenti, che riguarderebbe la sicurezza nazionale e anche questioni nucleari. L’Fbi sospetta anche che Trump abbia “nascosto o sottratto documenti pubblici” e “ostruito un’indagine federale”. Sulla base di questi elementi, esperti citati da media Usa ritengono plausibile che l’ex presidente diventi oggetto di un’indagine penale. Trump replica rilanciando sui social un post che dà del “fascista” all’Fbi.

C’è l’impressione che i tempi delle inchieste su Trump si facciano più serrati a dieci settimane dalle elezioni di midterm dell’8 novembre. La commissione della Camera sull’insurrezione del 6 gennaio 2021 sobillata dall’allora presidente per indurre il Congresso a rovesciare l’esito delle elezioni, sta per riprendere i lavori e vorrebbe concluderli prima del voto. La Georgia accelera le indagini sulle pressioni esercitate da Trump sulle autorità statali per alterare i risultati elettorali. Infine, la procura di New York ha ottenuto un’ammissione di colpevolezza per reati finanziari da parte di Allen Weisselberg, ‘super-ragioniere’ della Trump Organization, la holding di famiglia. Reo confesso di Weisselberg non intende, però, collaborare con la giustizia nell’accertamento di eventuali responsabilità dell’ex presidente per abusi finanziari ed evasione fiscale.

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gphttps://www.giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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