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Ucraina: Russia, il Donbass non ci basta; Usa, altre armi a Kiev

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 21/07/2022

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La Russia allunga la gittata della sua aggressione e fa piovere sull’Ucraina nuove minacce, oltre alla dose quotidiana di bombe e missili. Kiev risponde a tono, mentre la first lady Olena Zelenska incassa a Washington assicurazioni di ulteriori armamenti. E’ proprio lì il nervo scoperto russo: se l’Occidente continuerà a inviare in Ucraina armi a raggio sempre più lungo, come i missili Himars, che “cambiano la geografia” del conflitto, la Russia sposterà “sempre più in là i suoi obiettivi strategici” rispetto alla linea d’avanzata attuale.

Il monito viene dal ministro degli Esteri Serguiei Lavrov intervistato da Russian Today. “Perché – ha spiegato – non possiamo permettere che la parte dell’Ucraina che sarà controllata da Zelensky o da chi lo sostituirà abbia armi che sono una minaccia diretta al nostro territorio e al territorio di quelle repubbliche (Lugansk e Donetsk, nel Donbass, ndr) che si sono dichiarate indipendenti”.

Per Lavrov, “gli obiettivi militari russi sono cambiati” e non si concentrano più “solo” sull’Est dell’Ucraina sul Donbass, ma riguardano “una serie di altri territori”. Pensare a trattative con Kiev, ora, “non ha senso”.

Le sortite del ministro degli Esteri trovano un’eco nelle parole del presidente Vladimir Putin, che, parlando a un forum per le iniziative strategiche, dice che l’Occidente ha acquisito la sua leadership “in gran parte saccheggiando le altre nazioni e non può proporsi come modello di sviluppo”. Putin pensa che il mondo unipolare “frena la crescita” e che “la teoria del miliardo d’oro” (cioè l’insieme delle popolazioni dei Paesi più ricchi) è “razzista e neo-coloniale”: il presidente in alternativa vede iniziare “una nuova era”, in cui “solo gli Stati veramente sovrani potranno avere tassi di crescita alti”.

Kiev reagisce alle minacce di Lavrov e ai pamphlet di Putin sollecitando gli alleati occidentali ad “aumentare le sanzioni alla Russia” e ad “accelerare le forniture di armi”. In un tweet, il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba scrive: “Confessando il sogno di impadronirsi di più territorio”, Lavrov “conferma che la Russia rigetta la diplomazia e si concentra sulla guerra e il terrore Vogliono sangue, non colloqui”. Il capo negoziatore ucraino Mikhailo Podolyak afferma: “Le forze armate ucraine e l’artiglieria a lungo raggio insegneranno la geografia al signor Lavrov”.

In visita alla Casa Bianca, e poi parlando al Congresso Usa, la first lady ucraina Olena Zelenska dice: “Ci servono sistemi di difesa aerea. Non per attaccare un altro Paese nel suo territorio, ma per difenderci dagli attacchi in modo che i bambini ucraini non siano uccisi nel loro passeggino … La Russia ci uccide, gli Usa ci salvano”.

E gli Stati Uniti fanno sapere che invieranno altri quattro sistemi missilistici ad alta mobilità, cioè gli Himars di cui parla Lavrov, e munizioni in Ucraina in un prossimo pacchetto di assistenza che sarà annunciato ufficialmente entro questa settimana. Il nuovo invio “sarà il sedicesimo” da parte degli Usa dall’agosto 2021, ha detto il segretario alla Difesa Lloyd Austin alla riunione del gruppo di contatto sull’Ucraina. Per Austin, “Putin ha fallito”; per l’intelligence britannica, l’avanzata russa è lenta.

Fronte grano, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan auspica che in settimana possa essere firmato l’accordo sui corridoi nel Mar Nero per l’esportazione di cereali dai porti dell’Ucraina.

A Bruxelles, va avanti il nuovo pacchetto, il settimo, di sanzioni contro la Russia, con l’oro russo ‘messo al bando’ e la Sberbank, la principale banca russa, inserita nella blacklist europea.

Fronte energia, Putin accusa il Canada di avere volontariamente ritardato la riconsegna alla Russia di una turbina per il funzionamento del gasdotto Nord Stream perché il Paese nord-americano è un produttore d’energia importante e, quindi, un concorrente di Mosca.

Sul terreno, fonti filo-russe affermano che gli ucraini hanno attaccato con droni la centrale nucleare di Zaporizhzhia. La centrale non sarebbe stata danneggiata e non si registrano valori di radioattività alterati nell’area. Nei giorni scorsi, fonti ucraine avevano accusato le forze di russe di aver installato nella centrale postazioni per il lancio di missili. Nel Donetsk, cinque civili sarebbero stati uccisi; a Kharkiv, tre fra cui un ragazzino di 13 anni.

gp
gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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