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Ucraina: Usa danno altre armi, Macron preme perché si negozi

Scritto per IL Fatto Quotidiano del 16/06/2022

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Armi Usa all’Ucraina per un altro miliardo di dollari: Joe Biden lo annuncia a Volodymyr Zelensky con una telefonata, assicurandogli, fra l’altro, artiglierie, munizioni e sistemi missilistici avanzati, tutti mezzi di cui le forze armate ucraine ritengono di avere bisogno per cercare di fermare i russi nel Donbass.

Nella riunione di ieri a Bruxelles dei ministri della Difesa dei Paesi della ‘Lega per l’Ucraina’, quelli della Nato e loro alleati, 45 in tutto, molti governi hanno annunciato nuovi aiuti militari all’Ucraina, secondo quanto ha riferito il segretario alla Difesa Usa Lloyd J. Austin III, che ha espressamente citato Germania – tre sistemi di lanciarazzi multipli -, Slovacchia – elicotteri – e Olanda, Polonia, Canada – tutti e tre pezzi di artiglieria -.

“Tutto ciò che i vertici militari ucraini ci hanno chiesto, lo hanno ottenuto abbastanza rapidamente”, ha affermato il generale Mark Milley, capo di Stato Maggiore Usa. Austin ha aggiunto: “Lavoriamo sodo per dare loro quello di cui hanno bisogno: quando sei in guerra vuoi sempre di più, li capisco”. Secondo Milley, la comunità internazionale ha complessivamente fornito all’Ucraina 97 mila sistemi anti-carro, più di quanti carri vi siano al Mondo.

Sull’Ucraina si avverte una cacofonia diplomatica occidentale, prima di una sequenza di Vertici cruciale, Ue, G7, Nato. Mentre i russi annunciano di avere colpito siti di raccolta delle armi inviate in Ucraina dall’Occidente. La riunione dell’Alleanza ‘allargata’ conferma l’assioma ‘guerra lunga’ = ‘Russia più debole’ nel medio termine.

Me il presidente francese Emmanuel Macron, parlando in una base della Nato in Romania, dice: “Faremo di tutto per fermare i russi e aiutare gli ucraini”, ma “il presidente Zelensky dovrà negoziare con la Russia”. Parigi, inoltre, prospetta a Kiev una velata alternativa all’adesione all’Ue: in un documento, si legge che “la politica di allargamento, per il requisito delle riforme necessarie per l’adesione all’Ue e la durata che ne deriva, non offre il quadro politico necessario per rispondere all’urgenza della necessità storiche e geopolitiche derivanti dalla guerra contro l’Ucraina. Per questo si propone di creare subito una Comunità politica europea tra tutti gli Stati europei che desiderano contribuire alla sicurezza, stabilità e prosperità del nostro continente”.

Anche in Russia non tutti i falchi sono uguali: l’ex presidente russo Medvedev dice di dubitare che l’Ucraina esisterà ancora “tra un paio di anni”, mentre il presidente Vladimir Putin ha una telefonata con il presidente cinese XI Jinpoing, la prima dal 25 febbraio. Le versioni fornite da Pechino e Mosca non collimano perfettamente.

Nella versione cinese, “tutte le parti dovrebbero in modo responsabile spingere per una soluzione della crisi adeguata” e Pechino “è disposta a continuare a svolgere il proprio ruolo in tal senso”. Cina e Russia “continuano a sostenersi a vicenda su problemi riguardanti gli interessi fondamentali e le principali preoccupazioni come sovranità e sicurezza, a intensificare il coordinamento strategico e a rafforzare la comunicazione e il coordinamento nelle principali organizzazioni internazionali e regionali”.

Per il Cremlino, invece, Xi ha affermato che “le azioni della Russia per la difesa dei suoi interessi nazionali di fronte alle sfide esterne sono legittime”. E i due presidenti hanno condiviso che le relazioni tra Russia e Cina “hanno raggiunto un livello senza precedenti e migliorano costantemente”, concordando di “rafforzare la cooperazione nei settori energetico, finanziario e industriale alla luce delle illegali sanzioni occidentali”.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha invitato al Vertice della Nato di Madrid Zelensky, di persona o in videoconferenza. La riunione, però, rischia di essere ‘sconquassata’ dal no della Turchia all’ingresso nell’Alleanza di Finlandia e Svezia. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ribadisce l’opposizione di Ankara all’entrata di Helsinki e Stoccolma nella Nato, morivato dal presunto sostegno dei Paesi nordici a gruppi curdi ritenuti dalla Turchia terroristi. Erdogan ha pure respinto un incontro a tre ‘moderato’ dall’Alleanza.

A Severodonetsk, le forze filo-russe hanno intimato la resa ai militari ucraini, senza esito. E, vicino a Kharkiv, due volontari Usa che combattevano con gli ucraini sono stati catturati da russi.

 

gp
gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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