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Ucraina: Erdogan spinge per Mosca-Kiev-Onu, Putin e Zelensky glissano

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 31/05/2022

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Dopo due mesi in posizione defilata, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan torna a essere protagonista dei tentativi di trovare una via d’uscita al conflitto in Ucraina: Erdogan, che a marzo aveva già messo intorno a un tavolo i ministri degli Esteri russo e ucraino, chiama il presidente russo Vladimir Putin e lavora per organizzare un incontro tra Russia, Ucraina e Onu a Istanbul.

Secondo quanto scrive la Tass, la Turchia è pronta a partecipare a un meccanismo di osservazione in Ucraina se Mosca e Kiev raggiungeranno un accordo su un ‘cessate il fuoco’ da tenere sotto controllo.

Mosca dà atto a Erdogan dello sforzo; Kiev non chiude la porta: il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky “valuterà la proposta di tenere colloqui telefonici a tre con i leader di Russia e Turchia, se il presidente della Federazione russa è pronto a partecipare”, riferisce un po’ cerimoniosamente un portavoce.

L’attivismo di Erdogan non è l’unica nota distensiva della 96.a giornata dall’invasione dell’Ucraina. Il presidente Usa Joe Biden fa sapere che gli Usa non forniranno agli ucraini sistemi missilistici che possano raggiungere il territorio russo. Nei giorni scorsi la Cnn aveva riferito che la Casa Bianca stava preparando un nuovo pacchetto di aiuti militari che avrebbe incluso anche sistemi missilistici a medio/lungo raggio, capaci di lanciare da veicoli mobili raffiche di razzi sino a 300 chilometri contro bersagli terrestri. Ben oltre gli obici Howitzers forniti finora, che hanno una gittata massima di 25 chilometri, e i missili anti-tank Javelin e anti-aereo Stinger.

Il vice-presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitri Medvedev, un ex presidente ed ex premier, giudica “ragionevole” la decisione di Biden. In caso di attacchi alle sue città, la Russia, nota Medvedev, colpirebbe i centri “decisionali criminali” ucraini, alcuni “ben lontani da Kiev”.

Sul terreno, le truppe russe sono entrate a Severodonetsk, anche se le informazioni su chi controlla cosa in città sono contrastanti. Fonti ucraine ammettono che le forze russe avanzano verso il centro: “I combattimenti continuano, la situazione è molto difficile”. Secondo una testimonianza, i cadaveri dei soldati russi uccisi non verrebbero rimossi: “L’odore di decomposizione riempie la zona”.

Durante un’operazione di evacuazione a Severodonetsk, è rimasto ucciso un giornalista francese, Frédéric Leclerc Imhoff. Il ministro degli Esteri francese Catherine Colonna, ieri in visita a Kiev, sollecita un’inchiesta sull’episodio. Sempre a Severodonetsk , si segnala la scomparsa di tre medici.  A Kherson un raid russo fa vittime, fra cui una bimba di nove anni. Nella provincia di Mykolaiv, si succedono attacchi aerei. A Melitopol, in mano ai russi, esplode un’autobomba, che viene attribuita al “terrorismo ucraino”: diversi i feriti.

La Russia, che per l’intelligence britannica, ha subito “perdite devastanti” fra i suoi ufficiali, starebbe concentrando truppe e armi a Kursk, al confine con l’Ucraina. L’Ucraina ha invece ricostituito a Kharkiv nuove unità del battaglione Azov decimato e catturato a Mariupol.

Al telefono con Erdogan, Putin sottolinea “la disponibilità russa a facilitare il transito marittimo senza ostacoli di merci in coordinamento coi partner turchi” – vale pure per il grano ucraino –, come ad accelerare l’export agro-alimentare, se le sanzioni saranno levate.. C’è, poi, da rendere sicura la navigazione nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, eliminando le mine.

IL governo di Kiev accusa, però, Mosca di rubare il grano all’Ucraina, esportandolo poi illegalmente per conto proprio: quasi mezzo milione di tonnellate. E il premier britannico Boris Johnson sostiene che Putin aggrava crisi alimentare.

Fonti russe indicano che oltre un milione e messo di rifugiati, tra cui più di 250 mila bambini, sono arrivati nella Federazione dalle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk e dall’Ucraina. Gli ucraini, invece, denunciano deportazioni in Russia dai territori occupati. Gli ucraini fuggiti all’estero, ma non in Russia, sono oltre cinque milioni; altri sette milioni circa gli sfollati in patria.

A Kiev, Dmytro Iv, un artista ucraino, espone in una piazza una grande scultura in ferro arrugginito che rappresenta un volto di Putin stilizzato, con una pistola puntata in bocca: titolo ‘Shoot Yourself’ (Sparati!), ‘Zastrelis’ in ucraino. Ed è iniziato il primo processo per ‘stupro di guerra’: l’imputato è un militare russo che avrebbe violentato, con altri, una donna ucraina, dopo averle ucciso il marito.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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