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Il Settimanale 2022 1 – Ucraina, Sapienza, studenti in rivolta “Basta Leonardo”

Scritto per il Settimanale 2022 1 della classe di Agenzie e Nuovi Media del cdl in Editoria e Scrittura della Facoltà di Lettere della Sapienza, edizione del 23/05/2022

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Il Settimanale 2022 1 – Nella sede Sapienza di Villa Mirafiori è da settimane in corso un dibattito fra studenti sul conflitto in Ucraina, che ha portato a un tentativo di occupazione da parte del movimento ‘Riabitiamo Villa Mirafiori’, nato lo scorso anno per “portare avanti delle lotte che crediamo siano doverose in università e per creare una socialità e un confronto tra noi studenti che vada al di là delle lezioni”, spiega Elettra, studentessa di scienze dell’educazione e della formazione.

Alcuni degli studenti si sono mobilitati per prendere posizione contro la guerra in Ucraina e l’invio di armi da parte dell’Italia, visti i rapporti che Sapienza intrattiene con Leonardo S.p.A. “Crediamo che in quanto giovani sia necessario esprimerci, soprattutto poiché l’Italia si sta schierando così apertamente per l’invio di armi e per i rapporti che Sapienza stessa ha con la Leonardo, e crediamo che sia doveroso arrivare ad una sintesi comune attraverso il confronto”.

Il 24 giugno 2021, infatti, il Consiglio di Amministrazione dell’Università La Sapienza ha avallato gli accordi con Leonardo S.p.A., gruppo italiano che opera nei settori della difesa, dall’aerospazio e della sicurezza: l’Accordo Quadro ha una durata di quattro anni a decorrere dalla data di sottoscrizione. Nel suo rapporto con La Sapienza, Leonardo S.p.A. s’è offerto di finanziare alcuni corsi. La Facoltà di Scienze Politiche ha siglato un accordo di collaborazione per un Master di II livello in geopolitica e sicurezza globale.

Il 3 marzo scorso, studenti e studentesse si sono riuniti nel cuore della Città universitaria, sotto la statua della Minerva, simbolo dell’Ateneo, e hanno manifestato a favore di “Sapienza per la Pace”, chiedendo l’interruzione immediata dei rapporti con Leonardo S.p.A. e lo stop all’invio di armi e mezzi da parte dell’Italia e dell’Unione europea all’Ucraina.

“Non possiamo dimenticare le colpe dell’espansionismo della Nato e dell’Ue che dopo anni di conflitto anche oggi continuano a contribuire inviando armi … Come studenti universitari
non possiamo guardare in silenzio la complicità del governo Draghi e della nostra Università”: così si esprime il movimento studentesco, che chiede di “cambiare rotta di fronte agli accordi con l’azienda.

L’idea dell’occupazione di Villa Mirafiori è nata a seguito di quella che c’è stata nell’edificio di Lettere e Filosofia il 30 marzo, che ha portato a due giorni di dibattiti. “Ci siamo resi conto dell’importanza e Filosofia il 30 marzo, che ha portato a due giorni di dibattiti.

“Ci siamo resi conto dell’importanza che questa ha avuto, in quanto ha rotto uno stato di cose per cui Sapienza non veniva occupata da anni ed ha riportato al centro dell’attenzione il fatto che gli studenti possono effettivamente fare qualcosa e possono prendere una posizione politica, soprattutto all’interno della loro università”.

L’occupazione di Villa Mirafiori non c’è stata, “ma abbiamo deciso comunque di portare avanti i nostri discorsi organizzando dibattiti ed iniziative, molti dei quali in giardino”, puntualizza Elettra. Molti altri studenti e studentesse del Dipartimento, infatti, nonostante concordassero con le idee che ne erano alla base, hanno bocciato l’occupazione, spingendo per una via alternativa al fine di rompere gli accordi in atto.

Le posizioni di studenti e studentesse trovano inoltre sostegno indiretto in alcune voci accademiche, come quella di Donatella di Cesare, professoressa ordinaria di Filosofia teoretica, contraria all’invio di armi in Ucraina. In un tweet del 27 marzo esprime e spiega la sua posizione: “Chi è favorevole all’invio di armi agli ucraini esprime una posizione che va rispettata, ma che non può spacciarsi per pacifista. O armi o pace. Un pacifismo belligerante è un pericoloso ossimoro. I #pacifisti respingono questa mistificazione”

di Silvia Frezza, Beatrice Laurenzi, Ludovica Maria Locchi, Alice Migliavacca, Davide Quatrana
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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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