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Ucraina: dialoghi fra militari russi, “interroga i prigionieri, poi uccidili”

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 08/04/2022

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Dialoghi crudi fra militari russi in Ucraina: “Se fai prigioniero un militare ucraino, prima lo interroghi, poi gli spari”; e riferimenti ai cadaveri dei civili di Bucha, “Abbiamo sparato a un uomo in bicicletta”, che evoca l’immagine iconica di quella strage, un corpo senza vita accanto alla sua bici. Sono dialoghi via radio intercettati dai servizi segreti tedeschi e diffusi dallo Spiegel.

Per gli analisti, sono la dimostrazione che l’uccisione di civili è prassi comune, metodo consolidato per l’esercito russo: non si tratta di gesti casuali di singoli soldati. E provano il coinvolgimento, nelle atrocità di Bucha, dei famigerati mercenari del battaglione Wagner. Omicidi ed efferatezze sarebbero componenti di una strategia volta a diffondere paura e terrore fra la popolazione civile ed a soffocare, quindi, la resistenza.

Le intercettazioni tedesche avvelenano ulteriormente il clima di un negoziato sempre più difficile tra Mosca e Kiev. Riuniti a Bruxelles, i Paesi della Nato e i loro partner s’impegnano a rafforzare gli aiuti all’Ucraina. Il segretario di Stato Usa Antony Blinken, dice: “Non lesineremo gli aiuti e stiamo cercando di capire, con Kiev, se ci sono sistemi d’arma che possono fare la differenza e che non abbiamo finora fornito”. Blinken aggiunge: “Dobbiamo pensare che uccisioni, stupri e torture avvenute nei territori controllati dalla Russia stiano ora accadendo nelle zone in mano a Mosca”.

La Nato avverte: “Dobbiamo essere pronti a un lungo confronto con la Russia; per questo dobbiamo mantenere le sanzioni e rafforzare la difesa”. I ministri degli Esteri del G7, in un comunicato diffuso a margine del Consiglio atlantico, scrivono: “Qualsiasi uso da parte della Russia di armi nucleari o chimiche sarebbe inaccettabile e comporterebbe gravi conseguenze”. Il Ministero degli Esteri russo definisce l’ipotesi “assolutamente priva di qualsiasi base razionale”.

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba paragona “la guerra per il Donbass alla Seconda Guerra Mondiale … O ci aiutate ora, a giorni, o sarà tardi … Molti altri civili moriranno …”. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky preme per un’azione più incisiva da parte dell’Occidente e critica le sanzioni, a suo avviso troppo deboli: senza sanzioni “davvero dolorose” e senza le armi “che abbiamo chiesto più volte”, mosca attaccherà di nuovo.

Oggi, saranno a Kiev la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il ‘ministro degli Ester’ Ue Josep Borrell: portano in dote a Zelensky un quinto pacchetto di sanzioni europee d’imminente approvazione. Ieri, il Parlamento europeo s’è espresso a favore di maggiori sanzioni anti-Russia, compreso l’import di energia.

Sempre ieri, il Senato Usa ha votato all’unanimità due provvedimenti amti-Russia: la sospensione delle normali relazioni commerciali con Mosca e il blocco dell’import di petrolio, gnl e carbone. E ci sono pure ulteriori restrizioni per tre compagnie aeree russe, Aeroflot, Azur Air e UTair.

Fronte Onu, l’Assemblea Generale ha approvato con 93 sì, 24 no e 58 astenuti, la richiesta degli Usa e di altri Paesi, fra cui l’Italia, di sospendere la Russia dal Consiglio dei diritti umani di Ginevra.

La diplomazia vaticana pare impotente davanti agli orrori dell’Ucraina. Il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, definisce le immagini di Bucha “un punto di svolta di questa guerra”: “Spero che facciano riflettere tutti sulla necessità di porvi fine”. In attesa d’una visita di Papa Francesco a Kiev, si lavora, ora, a un incontro tra il pontefice e il patriarca russo Kirill, forse a Beirut, a giugno.

Il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Martin Griffiths, promette “un’indagine” sui fatti di Bucha. Nel villaggio di Borodyanka, mancherebbero circa 200 residenti. Ma il Cremlino assicura che il presidente russo Vladimir Putin non è preoccupato dalla prospettiva d’essere giudicato per crimini di guerra e ribadisce la falsità di molte delle accuse mosse ai russi; ammette però che le forze russe abbiano subito “pesanti perdite”..

Due ufficiali del battaglione nazionalista ucraino Azov, integrato nell’esercito di Kiev, sono stati incriminati dalla giustizia russa con l’accusa di torture e violenze su almeno otto prigionieri russi, nella regione di Kharkiv. L’Ucraina assicura che indagherà sugli episodi.

E suscita polemiche il video di un presunto soldato russo prigioniero degli ucraini ucciso a colpi d’arma da fuoco. Filmato in una strada a ovest di Kiev che collega Dmytrivka a Irpin e Bucha e diffuso sul web, il documento è stato analizzato dalla Bbc, che ne giudica autenticità dubbia.

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gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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