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Ucraina: Zelensky rinuncia alla Nato, Putin lo liquida come bluff

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 16/03/2022

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Vladimir Zelensky riconosce che l’Ucraina non è nella Nato e non vi entrerà. Ma Vladimir Putin non s’accontenta: “L’Ucraina non è seria nella ricerca dui una soluzione mutualmente accettabile”, dice al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, stando al resoconto della Bloomberg.

La presa d’atto ucraina coincide con la ripresa dei negoziati in videoconferenza tra le delegazioni ucraina e russa. Secondo fonti ucraine, senza eco da Mosca, c’è l’ipotesi che la pace scoppi intorno a Pasqua – fra un mese – e ci sarebbe una ‘timeline’ per il ritiro dei russi.

Il discorso del presidente ucraino, citato dall’agenzia di stampa di Kiev, è amaro: “Abbiamo sentito per anni parlare di porte aperte – dell’Ue e della Nato, ndr -, ma abbiamo pure sentito dire che non possiamo entrarci e dobbiamo ammetterlo. Se le porte fossero davvero aperte, non avremmo dovuto cercare di convincere per 20 giorni l’Alleanza che i cieli sopra l’Ucraina devono essere chiusi … Ognuno degli oltre 800 missili russi che hanno colpito il nostro Paese è la risposta alla domanda d’adesione alla Nato … Le armi che ci date in una settimana durano venti ore: aiutandoci aiutereste voi stessi”.

L’apertura di Zelensky e la chiusura di Putin caratterizza una giornata di sanzioni e di diplomazia, seguita a una notte di guerra. Fra le vittime del conflitto, due altri giornalisti: un cameramen Usa della Fox, Pierre Zakrzewski, e una giornalista ucraina, Alexandra Kuvshinova, sono stati uccisi vicino a Kiev, mentre l’inviato della Fox con cui lavoravano, Benjamin Hall, è rimasto gravemente ferito – gli è stata amputata parte d’una gamba -.

La prossima settimana, il presidente Usa Joe Biden sarà in Europa per i Vertici Ue – già previsto – e Nato. Il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg ha appena indetto un Vertice atlantico per mercoledì prossimo, 24 marzo: “Affronteremo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ribadiremo il forte sostegno all’Ucraina e un ulteriore rafforzamento della deterrenza e della difesa della Nato. In questo momento critico, il Nord America e l’Europa devono continuare a stare insieme”.

Zelensky parlerà oggi al Congresso Usa in sessione plenaria. E i capi di governo di tre Paesi Ue, Polonia, Rep. Ceca e Slovenia, si sono recati a Kiev per incontrarlo, come parte degli sforzi dell’Ue per isolare Putin. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu avrà oggi colloqui a Mosca e sarà domani in Ucraina, nel quadro del tentativo di mediazione di Ankara.

La Russia ha deciso ritorsioni contro gli Stati Uniti e il Canada per le sanzioni da poco introdotte: Mosca ha colpito il presidente Biden e il segretario di Stato Antony Blinken, bloccandone l’ingresso nel Paese e congelandone i beni – è improbabile che Biden e Blinken ne abbiano in Russia -; colpiti anche il capo del Pentagono Lloyd Austin, il consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivan, l’ex segretario di Stato Hillary Clinton, la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, e Hunter Biden, figlio del presidente Usa, che ha rapporti d’affari in Ucraina; e il premier canadese Justin Trudeau. Il ministero degli Esteri russo precisa che le sanzioni non impediscono contatti ad alto livello, se necessari.

Ieri, Sullivan era ancora a Roma, dove ha incontrato il presidente del Consiglio Mario Draghi, riferendogli dei colloqui di lunedì con il responsabile Esteri del Pcc Yang Jiechi. Non è ancora chiaro se Pechino intenda davvero aiutare Mosca militarmente.

La mossa di Mosca non ha distolto l’Ue dall’inasprire, a sua volta, le sanzioni anti-.russe, colpendo, con un quarto pacchetto di misure mirate, Roman Abramovich e altri oligarchi vicini a Putin e propagandisti, come Konstantin Ernst (ceo di Channel One Russia), che diffondono la narrazione del Cremlino sull’invasione dell’Ucraina. Le sanzioni europee investono 877 persone e 62 entità. Tagliato pure l’export di beni di lusso, fra cui cavalli, vino, tartufi, barche, per un valore di 3,5 milioni di euro. Anche Londra ha inasprito le sue sanzioni.

La scorsa notte, ci sono stati bombardamenti e combattimenti in tutta l’Ucraina, compresa Kiev, dove un missile russo è caduto su un edificio residenziale e una stazione della metropolitana, uccidendo almeno due persone. Nella capoitale è in vigore un coprifuoco di 36 ore.

Evacuazioni di civili vengono segnalate da Mariopol – 2000 auto lungo un corridoio umanitario – e da Sumy, dove oltre 100 autobus con donne, bambini e anziani hanno lasciato la città assediata.

La situazione di molte città ucraine, dove i generi di prima necessità scarseggiano, ricorda quella d’Aleppo in Siria nella guerra civile. Mercenari al soldo dei russi e volontari nelle fila ucraine sono pronti a entrare in azione sui due fronti.

La giornalista della tv di Stato russa Marina Ovsyannikova, fermata per avere mostrato, in diretta, un cartello contro la guerra in Ucraina, è stata tenuta in isolamento e interrogata per 14 ore. Lo ha riferito lei stessa all’uscita dal tribunale, che l’ha condannata a pagare una multa di 30 mila rubli (circa 255 euro) e l’ha rilasciata. Secondo fonti Usa, sono 15mila persone sono detenute in Russia perché si oppongono alla guerra.

 

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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