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Ucraina: Russia cambia tono, Mosca martella Kiev

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 13/03/2022

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C’è un cambio di tono della Russia nei negoziati con l’Ucraina, “un approccio fondamentalmente diverso”: “Prima Mosca non faceva che porre ultimatum, adesso si parla”. Lo testimonia, un po’ a sorpresa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: incontra i giornalisti, è “contento” dei segnali che vengono dal Cremlino, dove si riconoscono “progressi” nei negoziati. Pure ieri, ucraini e russi si sono parlati, in video-conferenza, come riferito dal portavoce del presidente Vladimir Putin Dmitry Peskov.

Se è cambiato il tono negoziale, non è cambiata la musica bellica. La Russia martella l’Ucraina: raid intorno a Kiev e pesanti bombardamenti sui sobborghi della capitale, una base aerea a una trentina di chilometri distrutta dai missili. Le immagini satellitari mostrano colonne di carri armati a 25 km dal centro città. Zelensky sfida i raid e smentisce le voci – ricorrenti – che lo vogliono in fuga: “Sono a Kiev, in via Bankova – dove ci sono i suoi uffici, ndr -, fino alla fine, fino alla vittoria”. Poi interviene a una manifestazione a Firenze.

Le informazioni sul conflitto che arrivano dai due schieramenti restano contraddittorie e quasi sempre impossibili da verificare. Zelensky riferisce che “tra i 500 e i 600″ soldati russi sono stati finora fatti prigionieri. Gli ucraini diffondono il video di un soldato russo di 22 anni che racconta d’essersi arreso (“Se arretriamo, ci fucilano”). Zelensky si rivolge alle madri russe: “Non mandate in guerra in un paese straniero i vostri figli, non credete che sono solo delle esercitazioni”.

Bombe anche su Nikolaev nel Sud, su Dnipro – dove i sistemi di difesa aerea, riferisce il sindaco, hanno respinto un attacco di prima mattina – e su Kropyvnytskyi. A Kharkiv, dove sarebbero stati colpiti ospedali e 40 scuole, sarebbero stati recuperati i corpi di cinque persone, fra cui due bimbi, tra le macerie di un edifici. Gli ucraini accusano Mosca di aver danneggiato un ospedale oncologico ed edifici residenziali a Mykolaiv. A Kherson, città portuale, si starebbe preparando un referendum per creare una repubblica separatista, sul tipo di quelle di Donetsk e Lugansk.

Mosca segnala rischi per la sicurezza della stazione spaziale internazionale, Kiev li nega. L’Onu stima a oltre 2,5 milioni gli esuli che hanno già varcato le frontiere, “Una crisi umanitaria tra le più gravi dal ’45 … Vi sono oltre 12 milioni di persone bisognose di aiuto”. Il ‘ministro degli Esteri’ dell’Ue Josep Borrell twitta: “Servono urgentemente corridoi umanitari: la gente in Ucraina non ha cibo, acqua, riscaldamento; e le temperature sono gelide”. Anche Washington si mostra in ansia per i civili: i russi prendono di mira le infrastrutture critiche, per l’acqua e l’elettricità, rendendo più difficile la sopravvivenza.

Mosca minaccia di colpire i convogli che portino armi all’Ucraina – sono un “legittimo bersaglio”, dice – e prospetta ritorsioni in caso di adesione alla Nato di Finlandia e Svezia, citando “conseguenze militari e politiche”.

Sempre disperata – riferisce la Croce Rossa – la situazione di Mariupol: i russi sono nella periferia Est e gli ucraini li accusano di avere colpito una moschea dove si riparavano dalle bombe 80 civili. Ma il presidente dell’Associazione che gestisce la moschea, Ismail Hacioglu, dice che l’area è sotto tiro, ma nega che l’edificio sia stata colpito: “Una bomba è caduta a 700 metri dalla moschea”, scrive su Instagram. Trenta civili turchi sono all’interno dell’edificio, “compresi dei bambini”. Quattro tentativi di evacuare i turchi sono falliti, perché “i russi non ci hanno fatto passare”: “Ci proveremo ancora”.

Le forze russe che occupano Melitopol, nel sud dell’Ucraina, hanno fermato l’organizzatrice d’una manifestazione di protesta con un migliaio di partecipanti per chiedere la liberazione del sindaco, Ivan Fedorov, sequestrato venerdì.

Gli occupanti russi hanno informato lo staff della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, che l’impianto non appartiene più all’Ucraina e d’ora in poi opererà sotto controllo russo. Mosca avrebbe già inviato sul sito 11 suoi ingegneri. Gli Usa sono “preoccupati dalle sconsiderate azioni russe e dalle violazioni dei principi di sicurezza nucleare”.

Intanto l’Alleanza atlantica riunisce 30 mila militari, 200 aerei e 50 unità navali in Norvegia, in vista delle esercitazioni Cold Response 2022 che inizieranno domani, lunedì’ 14 marzo. Le manovre sono in programma da tempo, ma, nota la Bbc, dopo l’invasione assumono maggiore importanza anche perché si svolgono non lontano dal confine con la Russia.

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gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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