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Ucraina: gli invasori avanzano, i mediatori si affollano

Scritto per Il fatto Quotidiano dello 07/03/2022

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Le trame di una trattativa di pace si ordiscono lontano dai campi di battaglia dell’invasione dell’Ucraina e anche dal tavolo dei negoziati sui corridoi umanitari, che devono riprendere oggi al confine tra Polonia e Bielorussia. Anche ieri, la speranza di evacuare civili, donne, bambini, anziani, da Mariupol sotto assedio e dalla vicina Volnovakha s’è rivelata flebile: la tregua è stata violata e l’esodo è stato interrotto, per la seconda volta in 48 ore. La Croce Rossa descrive da Mariupol “scene di sofferenza devastanti” in una città “non più adatta a viverci”.

I russi avanzano, Donetsk non regge, la linea del fronte si attesta a Irpin. Nella mattinata di ieri ci sono stati pesanti bombardamenti a ovest e a nord-ovest della capitale Kiev. Colpi di mortaio hanno pure raggiunto un checkpoint all’ingresso della città.

Ucraini e russi s’accusano a vicenda per le violazioni della tregua. Dal fronte, vengono notizie che non è possibile verificare e che suonano propaganda. Il ministero della Difesa russo sostiene che “praticamente tutte le forze aeree ucraine pronte alla battaglia sono state distrutte”. Il portavoce dell’Aeronautica di Kiev dice che i missili sull’aeroporto di Vinnytsia, 250 km a sud-ovest di Kiev, venivano dall’autoproclamata Repubblica russofila della Transnistria in Moldavia.

Il ministero della Difesa russo sostiene di avere distrutto bio-laboratori con agenti patogeni di peste, colera, antrace. Una deputata di Kiev dice la Russia ha danneggiato il gasdotto Donetsk-Mariupol, lasciando oltre 750.000 persone al gelo: “Ci serve la #NoFlyZone ora”, twitta Inna Sovsun. La Nato ha già respinto la richiesta e la Polonia ha ieri ribadito che non fornirà aerei all’Ucraina né le farà utilizzare i propri aeroporti.

“I russi stanno per bombardare il porto di Odessa”, dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che dà per distrutto l’aeroporto di Vinnytsia ed esalta lo spirito di reazione del suo Paese “superpotenza dello spirito”.

Il presidente russo Vladimir Putin denuncia, invece, il mancato rispetto da parte ucraina delle intese sui corridoi umanitari. Al telefono per un’ora e 45’ con il presidente francese Emmanuel Macron, Putin si mostra “determinato” ad andare avanti fin quando non avrà raggiunto i suoi obiettivi. Putin dice a Macron, che gli pone la questione della sicurezza delle centrali nucleari, che “non intende procedere ad attacchi contro le centrali” ucraine, ma che “le operazioni militari speciali”, come le chiama lui, continueranno finché Kiev non si arrenderà.

Potenziali mediatori affollano nelle ultime ore la scena. Il premier israeliano Naftali Bennet, reduce da un blitz diplomatico tra Mosca e Berlino, con telefonata a Zelensky sabato, riferisce al governo che, “anche se le probabilità non sono grandi, se c’è una piccola fessura, il nostro obbligo morale è di fare ogni tentativo”. Il presidente turco Racep Tayyip Erdogan s’è fatto avanti, come spesso fa: parlando con Putin al telefono, gli chiede di garantire il cessate-il-fuoco, aprire corridoi umanitari e giungere a un’intesa di pace.

Si attende di vedere se la Cina voglia muoversi (Pechino è di solito riluttante a essere protagonista). “Ci aspettiamo che la Cina si faccia sentire, come membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, per il rispetto della sovranità territoriale, un tema su cui insiste sempre molto”, dice il segretario di Stato Usa Antony Blinken, dopo un collloquio con il collega cinese Wang Yi.

La diplomazia vaticana si esprime con le parole di Papa Francesco all’Angelus: “La Santa Sede è disposta a fare di tutto, a mettersi al servizio della pace … La guerra è una pazzia, fermatevi …, guardate quanta crudeltà! In Ucraina scorrono fiumi di lacrime e sangue”. E monsignor Vincenzo Paglia evoca di nuovo un intervento dell’ex cancelliere tedesco Angela Merkel.

Francia e Germania sono i Paesi pivot dell’iniziativa europea. L’Italia è ai margini: Zelensky, ieri, ha telefonato al presidente del Consiglio Mario Draghi, per discutere quanto avviene in Ucraina, “come contrastare l’aggressione, i crimini della Russia contro i civili, il terrorismo nucleare”. E gli ha posto la questione del sostegno alla domanda di adesione all’Ue dell’Ucraina.

Da più parti si levano voci per mettere sotto accusa Putin per crimini di guerra. Anche Blinken fa riferimento a “notizie molto credibili su crimini di guerra commessi dalla Russia in Ucraina, stiamo raccogliendo dati e informazioni e sosteniamo le indagini che faranno le istituzioni competenti”.

I profughi fuggisti dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione superano il milione e mezzo, secondo l’UnHcr. E, ieri, secondo fonti della dissidenza, almeno 4.300 persone che manifestavano in Russia contro l’invasione dell’Ucraina sono state arrestate in una cinquantina di città. Le stesse fonti stimano a oltre 11 mila gli arresti negli ultimi 12 giorni.

 

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gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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