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Epstein: colpevole Ghislaine Maxwell, partner e sodale finanziere pedofilo

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 31/12/2021

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Il capofila d’una cricca di ricchi e famosi pedofili e sessuomani, Jeffrey Epstein, suicida in carcere. La sua complice, dopo essere stata la sua compagna, Ghislaine Maxwell, riconosciuta colpevole, rischia una condanna fino a 65 anni. Per una giuria federale dello Stato di New York, rimasta riunita in camera di consiglio per oltre 40 ore, Maxwell cospirò per anni insieme a Epstein per reclutare e abusare sessualmente di giovani donne e ragazze minorenni.

Ma la giustizia, nella vicenda Epstein, non ha ancora finito il suo corso: nel cerchio infernale d’orge e di crimini del finanziere pedofilo, sul suo ‘Lolita Express’, nella sua villa alle Isole Vergini, c’erano, hanno viaggiato, hanno soggiornato personaggi illustri, alcuni dei quali sono sui taccuini degli inquirenti, come il principe Andrea. Anche gli ex presidenti Usa Bill Clinton e Donald Trump erano in contatto con Epstein.

Maxwell. 60 anni, è stata giudicata colpevole di cinque dei sei capi d’accusa mossile, incluso quello di crimini sessuali.  E’ stata invece assolta dall’accusa di aver indotto una minorenne a viaggiare e ad attraversare confini statali negli Usa per motivi sessuali. Ghislaine gestiva il giro di donne intorno ad Epstein, che ‘doveva’ fare sesso più volte al giorno: reclutava e addestrava giovani e minorenni per fare massaggi al finanziere che spesso conducevano a prestazioni e/o abusi sessuali.

I reati di cui si parla sono stati commessi fra il 1994 e il 2004. Nel processo apertosi il 29 novembre, decine di testimoni hanno fatto emergere il ruolo centrale della figlia dell’editore Robert Maxwell, proprietario del Daily Mirror, morto misteriosamente nel 1991.

Dopo il verdetto, Maxwell non ha tradito alcuna emozione, anche se questo epilogo giudiziario tronca ogni sua speranza di tornare allo stile di vita sfarzoso che aveva tenuto per molti anni. Ghislaine ha bevuto un sorso d’acqua, ha gettato uno sguardo ai fratelli presenti e ha lasciato l’aula, senza scambiare una parola con i suoi avvocati, che hanno immediatamente preannunciato appello.

“Crediamo fermamente alla sua innocenza. E siamo ovviamente delusi dal verdetto. Abbiamo già iniziato a lavorare sull’appello”, dice il suo legale Bobbi Sternheim. Che chiede pure alla giudice Alison Nathan che la reclusa possa essere presto ricevere la terza dose del vaccino anti-Covid. Nathan, cui spetta ora determinare la condanna – non si sa ancora entro quando -, gli ha assicurato che il carcere è attrezzato per somministrarla.

Damian Williams, pubblico ministero, è soddisfatto del verdetto. “La strada per ottenere giustizia è stata lunga. Ma oggi giustizia è stata fatta. Voglio ringraziare per il loro coraggio le ragazze ora donne adulte che hanno deciso di uscire dall’ombra e di venire in tribunale a deporre”.

Desiderio di giustizia e ricerca di indennizzi s’intrecciano nella vicenda. La principale accusatrice del duo Epstein – Maxwell, Virginia Giuffre, chiede che il verdetto di mercoledì sera sia il primo d’una serie: “Ero affamata di giustizia da anni e oggi la giuria me l’ha data. Ho vissuto gli orrori degli abusi di Maxwell e sono vicina alle molte altre ragazze che hanno sofferto … Maxwell non agì da sola. Altri devono essere ritenuti responsabili”. Altre testi d’accusa hanno rilasciato dichiarazioni analoghe.

Poche ore prima della sentenza, i legali del principe Andrea avevano fatto una mossa per bloccare l’azione legale civile avanzata da Giuffre contro il terzo figlio della Regina Elisabetta: la causa va bloccata – è la tesi – perché l’accusatrice è domiciliata in Australia, il che solleva un problema competenza giurisdizionale. “Nella sua denuncia Giuffre si dice cittadina dello Stato del Colorado. Le prove dimostrano, invece, che è domiciliata in Australia, dove vive da 19 anni”: un cavillo, che può però rallentare il corso della giustizia.

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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