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Francia: l’incubo di blackout che lascino il Paese “al freddo e al gelo”

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 24/12/2021 e non pubblicato causa salto di pagina, ma poi recuperato lo 02/01/2022.

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Una congiuntura micidiale, ma non del tutto imprevedibile e inevitabile, tra maltempo – in fondo, è inverno – e chiusura d’un quarto dei reattori nucleari che procurano ai francesi luce e riscaldamento, potrebbe presto lasciare la Francia “al freddo e al gelo”. E’ la versione un po’ drammatizzata di ‘Tu scendi dalle stelle’ che la stampa francese ‘suonava’ ieri mattina, con l’ipotesi di blackout energetici a inizio 2022.

Non proprio il viatico migliore per il presidente Emmanuel Macron, alle prese coi sussulti del Covid e già nel pieno della campagna per le presidenziali di aprile – primo turno il 10, ballottaggio il 24, in mezzo la Pasqua -.

“La Francia minacciata dal taglio della corrente elettrica”: con un titolo in evidenza in prima pagina, il quotidiano Le Figaro tirava il campanello d’allarme e segnalava un rischio “di grande penuria” degli approvvigionamenti energetici a inizio 2022.  Per il giornale della destra, “la situazione è critica”. Titoli analoghi sul Les Echos, voce della finanza, e anche su Libération, voce della sinistra.

Un tassello di crisi in più sull’agenda del presidente e del suo governo. In queste ore, la Francia sta avanzando spedita verso la trasformazione dell’attuale “pass sanitario” in un “pass vaccinale”, sorta di ‘Super Green Pass’ in salsa francese. Dopo l’atteso avallo del Consiglio dei Ministri straordinario di lunedì prossimo, il progetto sarà discusso mercoledì in commissione, all’Assemblea Nazionale.

La trasformazione del “pass sanitario” in “pass vaccinale” era stata anticipata dal presidente Macron il 17 dicembre, davanti alla quinta ondata del contagio e all’arrivo della variante Omicron. L’entrata in vigore era inizialmente prevista entro fine gennaio, ma vista l’urgenza della situazione l’obiettivo è ora di adottarlo “entro i primi quindici giorni del mese di gennaio”. Imprenditori e parti sociali sono ostili, per cui il progetto non include per ora l’obbligo per i lavoratori dipendenti, diversamente da quanto avviene in Italia.

Dal 1° gennaio, Macron sarà chiamato a un maggiore dinamismo anche sul fronte europeo, perché la Francia assumerà fino al 30 giugno la presidenza di turno del Consiglio dei Ministri dell’Ue. Un assaggio in tal senso è l’articolo co-firmato sull’Economist con il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi per la riforma del Patto di Stabilità, cioè delle regole del vigore sospese in Europa causa pandemia, ma tuttora valide. L’iniziativa è pure un ‘follow-up’ del Trattato del Quirinale recentemente firmato.

Il tema dei blackout energetici è affrontato in modo cronistico da Europe 1, che spiega che lo stop di alcuni reattori è stato suggerito all’Edf, l’Enel francese, come “misura di precauzione”, causa alcuni non meglio precisati difetti tecnici emersi. Il rischio di Feste al buio e al freddo è minimo, perché tra Natale e Capodanno molte attività produttive hanno ritmi ridotti. L’incertezza è invece “reale” per il periodo successivo.

I reattori fermi sono 15 su 56, più di un quarto: “Tanti per l’inverno: il parco nucleare francese non è mai stato così poco disponibile”, osserva una fonte citata da Europe 1. Svangarla senza blackout, sarà funzione della meteo: “Se un’ondata di freddo si abbatte sulla Francia, la Rte, la società che gestisce la rete elettrica, la Terna francese, potrebbe in primo luogo sconnettere 16 siti industriali che hanno firmato contratti in tal senso”. Il passo successivo sarebbe quello di chiedere ai francesi di fare scelte econome in energia, abbassando i termostati e limitando i consumi.

Se anche questo non bastasse, potrebbero scattare interruzioni dell’erogazione dell’elettricità di due ore a rotazione su tutto il territorio francese. Tra Natale e Capodanno, quando le previsioni meteo saranno più affidabili, si deciderà quali leve attivare e quando. Con la speranza di non dovere imporre ai francesi, oltre che la mascherina, anche il cappotto sui luoghi di lavoro e in classe, oltre che a casa.

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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