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Il Settimanale 2021 Coris 3 – Migranti, la scelta non è ‘out of Africa’

Scritto per Il Settimanale 2021 Coris 3 dello 02/12/2021

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Il fenomeno migratorio africano viene immaginato e pensato come un flusso out of Africa, cioè di migranti che vogliono lasciare i loro Paesi di provenienza per approdare nella ricca Europa. In realtà quando parliamo di migrazione del continente ci riferiamo a un problema intra-africano. Infatti, la maggior parte dei migranti che decide di intraprendere un viaggio per fuggire dal proprio Paese, per diversi motivi, tra cui Covid-19, guerre, povertà e fenomeni climatici, resta all’interno del continente scegliendo di fuggire in paesi limitrofi.

È la storia di Fadimatou, una donna di 27 anni che con tre figli ha lasciato nel 2014 la Repubblica Centrafricana per migrare in Camerun. La donna, accolta nel campo profughi di Lolo (situato nel dipartimento Kadey nella regione orientale), inizialmente aveva trovato un posto sicuro dove stare e aveva diritto al sostentamento alimentare per sfamare lei e i suoi bambini. 

Tuttavia dopo pochi mesi gli aiuti alimentari vennero ridotti, a causa della mancanza di finanziamenti che hanno costretto il Programma Alimentare Mondiale (WFP), uno dei partner dell’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), a ridurre drasticamente il sostegno alimentare ai rifugiati nell’est del Camerun fino al 50 per cento.

Oggi Fadimaou racconta al Norwegian Refugee Council (NRC): “All’inizio, l’UNHCR ci distribuiva cibo. Un giorno, hanno pubblicato una lista di nomi di coloro che avrebbero continuato a ricevere assistenza alimentare. Siamo andati a cercare i nostri nomi, ma non c’erano. Quindi ora, se i nostri vicini ricevono qualcosa, la condividono con noi e noi abbiamo qualcosa da mangiare.”

Attualmente Fadimaou vive in una piccola casa con un tetto di paglia che non può proteggere lei e i suoi bambini dal maltempo: “Ora che è la stagione delle piogge, i tetti delle nostre case perdono acqua. Quando piove di notte, dobbiamo alzarci e spostare i bambini per proteggerli”.

La situazione sanitaria non è di certo migliore. Fadimaou riferisce che all’ospedale non ci sono medicine: le poche disponibili hanno un costo, senza soldi si può solamente guardare i propri figli star male e pregare che Dio li guarisca.

Sono molti i rifugiati in campi come Lolo, secondo l’Acapas (progetto non governativo che fornisce analisi umanitarie internazionali). Circa il 30% vive in villaggi accanto alle comunità camerunesi, che li hanno accolti generosamente.

Questa dimostrazione di generosità e ospitalità da parte della comunità ospitante camerunese è degna di nota, soprattutto in un’epoca in cui i rifugiati sono spesso il capro espiatorio e vengono diffamati come pigri, pericolosi e costosi.

Perché migrare in Camerun
Il Camerun è uno Stato ricco di diversità paesaggistiche e culturali, abitato da una grande varietà di gruppi etnici e luogo d’incontro di 250 lingue diverse. Nel corso dei secoli, vista la sua posizione (delimitato a nord-ovest dalla Nigeria, a nord-est dal Ciad, a est dalla Repubblica Centrafricana, a sud-est dalla Repubblica del Congo, e a sud dalla Guinea Equatoriale e dal Gabon) ha ospitato diverse migrazioni.

Considerate le sue caratteristiche di Paese di partenza, transito e accoglienza di flussi migratori, attualmente ospita 454,854 rifugiati e 67888 richiedenti asilo, la maggior parte di questi proviene dalla Repubblica Centrafricana. Il Camerun, inoltre, nella regione dell’estremo nord è stato coinvolto nella crisi del bacino del lago Ciad insieme a Nigeria, Ciad e Niger. La crisi è dovuta ai processi di cambiamento climatico (periodi di desertificazione e siccità si alternano a periodi di rovesci torrenziali); insicurezza alimentare e terrorismo.

Un fenomeno spesso trascurato
La situazione dei migranti dell’Africa sub-sahariana attualmente è dimenticata, nonostante gli enti internazionali di supporto segnalino diverse crisi umanitarie che vanno avanti ormai da anni. I media occidentali s’interessano solo delle migrazioni verso l’Europa, ma i dati dimostrano che i maggiori flussi migratori avvengono all’interno del. continente stesso. Infatti, secondo i dati dell’Africa Center For Strategic Studies circa l’80% dei migranti africani rimane in Africa. Il Camerun è solo un esempio fra i tanti di un fenomeno che merita più attenzione. 

Hélios Journal, Lubna Boulahia, Aurora Compagnone, Claudia Innocenti, Noemi Rapello

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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