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Il Settimanale 2021 Coris 2 – Birmania, libero giornalista Usa Danny Fenster

Scritto per Il Settimanale 2021 Coris 2 del 23/11/2021

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Lunedì 15 novembre il giornalista statunitense Danny Fenster, recentemente condannato in Myanmar, alias Birmania, a 11 anni di prigione per istigazione al dissenso contro il regime militare, violazione della legge sull’immigrazione e terrorismo, è stato rilasciato grazie all’intervento dell’ex rappresentante degli usas all’Onu Bill Richardson. Il giornalista statunitense era stato arrestato il 24 maggio all’aeroporto di Yangon mentre stava per tornare a casa in Michigan dai genitori, con l’iniziale accusa di violazione della legge sull’immigrazione e incoraggiamento al dissenso contro il regime e solo in seguito per “aver contattato organizzazioni terroristiche”.

Fenster è solo uno degli oltre cento giornalisti, in gran parte locali, che sono stati detenuti da quando i militari, vicini al Partito dell’Unione della Solidarietà e dello Sviluppo, hanno estromesso a febbraio il governo appena riconfermato con elezioni del premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, nel giorno in cui si sarebbe dovuto riunire il nuovo Parlamento. Dopo il colpo di stato, infatti, si sono susseguiti gli episodi di violenza ai danni di oppositori e giornalisti. I dati sono impressionanti: “Secondo un gruppo per i diritti umani, almeno 1.260 persone sono state uccise e più di 7.200 detenute” scrive il New York Times.

Come riportato dal Chicago Tribune, Fenster, caporedattore della rivista Frontier Myanmar, era detenuto nel Paese del sud-est asiatico ormai da sei mesi. Tuttavia, non era del tutto chiaro di che colpe si fosse effettivamente macchiato il giornalista: come riportato dal Los Angeles Times, l’avvocato di Fenster, Than Zaw Aung, ha dichiarato che a luglio il suo cliente era stato accusato dalla giunta per il suo lavoro al Myanmar Now – sito di notizie online –, anche se, dopo che i militari chiusero il sito, Fenster si dimise e si aggregò a Frontier Myanmar.

Il rilascio è stato frutto di trattative serrate tra Richardson e Min Aung Hlaing, comandante in capo dell’esercito del Myanmar, che detiene il potere nel Paese dopo il golpe. Attraverso la sua fondazione, il Richardson Center, il diplomatico statunitense ha recentemente incontrato, in una “visita umanitaria privata”, la leadership militare birmana per parlare della distribuzione di vaccini anti Covid-19 e ne ha approfittato per discutere del rilascio del giornalista direttamente con il generale.

L’editore di Frontier Myanmar Sonny Swe, ha confermato il suo rilascio in un tweet.

Fenster è rientrato negli Stati Uniti martedì 16 novembre passando per il Qatar dove, in un’intervista, ha dichiarato di non avere subito  nessuna violenza durante la sua permanenza in carcere, come riportato dal Globe and Mail. Richardson, come riportato dal National Post, s’è detto felice per la liberazione del giornalista, ma anche interessato al rilascio di altri 12 giornalisti ancora detenuti.

È anche per loro che la comunità internazionale non deve cedere di un passo rispetto a un regime che ha mostrato in più di un’occasione di non avere alcun rispetto dei diritti umani. Come riporta il World press Freedom index del 2021, infatti, la libertà di stampa è poco tutelata in Myanmar – il Paese occupa la 140 ͣ posizione su 180.

L’ha sottolineato recentemente Thomas H. Andrews, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Myanmar, esortando tutti i Paesi dell’Onu a negare al regime “il denaro, le armi e la legittimità di cui ha bisogno per rimanere al potere.”

The Sapienza Post, Federico Morra, Annachiara Mottola di Amato, Giulia Pallocci, Mariacristina Strazzullo

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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