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Il Settimanale 2021 Covid 1 – Europa, salute mentale nuova pandemia

Scritto per il Settimanale 2021 Coris 1 del 15/11/2021

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Ci sono molte persone che hanno attualmente gravi problemi di salute mentale,
incrementati a causa della pandemia. Il fatto di dovere restare chiusi in casa durante la quarantena ha atto sì che abbiamo avuto più tempo per pensare, oltre che per stare continuamente davanti allo schermo del computer giocando oppure parlando sui social network. Per questo, molti esperti spiegano che la maggior parte della popolazione ha sofferto l’aumento di sintomi come l’irritabilità, l’insonnia, il consumo di sostanze o la paura dopo essere tornati in strada e avere ripreso la propria vita “apparentemente normale”. Ma stiamo dando abbastanza importanza a questo problema sempre più presente, silenziosamente, nella nostra società?

Uno studio internazionale pubblicato lo scorso ottobre dalla rivista scientifica The Lancet
stima che la pandemia avrà causato più di 53 milioni di disturbi depressivi e 76 milioni di
casi di ansia, colpendo soprattutto donne e giovani. Va sottolineato come il suicidio, ad
esempio, sia diventato la prima causa di morte tra i giovani spagnoli. In questo stesso quadro, i dati del servizio di assistenza psicologica agli studenti dell’Università Complutense di Madrid (Psicall) indicano che le chiamate sono aumentate del 7% dal 2019 al 2021 e che si sono dovuti attivare 44 piani anti-suicidio nel corso dell’anno.

Secondo il Cis, dall’inizio della pandemia il 6,4% della popolazione è andato da un professionista della salute mentale, ma queste cifre – secondo il rapporto Mental Headway 2023 – non hanno innescato un aumento del numero di psicologi nella sanità pubblica (la Spagna uno dei Paesi che meno investe in questo problema sociale).

Lo studio pubblicato da The Lancet ha fatto sì che anche i giornali italiani se ne interessassero. Da un lato, La Stampa sottolinea che i disturbi neuropsichiatrici colpiscono
quasi due milioni di bambini e adolescenti in Italia, secondo la Società Italiana di
Neuropsichiatria Infantile e Adolescente, mentre la Repubblica stima che ci sono tre milioni di persone che soffrono di depressione in Italia, con il 6,5% della popolazione che fa uso di farmaci antidepressivi. Ma i farmaci antidepressivi sono la vera soluzione?

Secondo un’analisi dei dati internazionali pubblicati nella rivista Injury Prevention, in
Europa, per ogni suicidio ‘riuscito’, 20 persone tentano di uccidersi. Suona allarmante ed è per questo che 38 Paesi hanno una strategia nazionale di prevenzione del suicidio. Ma questo è ancora troppo poco e l’Oms chiede a tutti gli altri Paesi di agire per raggiungere una riduzione di un terzo del tasso globale di suicidi entro il 2030.

Cifre, dati e misure che servono a sensibilizzare la popolazione su ciò che realmente
rappresenta questo dramma che si soffre in silenzio perché non conosciamo o non ci
preoccupiamo sufficientemente della salute mentale di chi ci sta accanto.

La Trasparenza, Sofia De la Iglesias, Clara Marin Lainez, Alonso Paz Gonzàlez, Marina Pérez Vazquez, Eneko Retegui, Silvio Rived Sanchez, Mario Rodrìguez Sena 

gp
gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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