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G7: Cina fa discutere, Biden non nega un bilaterale a nessuno

Mio contributo a un pezzo a quattro mani con la collega Wanda Marra per il Fatto Quotidiano del 13/06/2021, i corsivi sono passaggi considerati tagliabili

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Joe Biden è a Carbis Bay, in Cornovaglia, al Vertice del G7, dove ha già ottenuto il risultato voluto: mostrare al Mondo che “gli Stati Uniti sono tornati”, alleati e affidabili. Ma i media Usa puntano tutta l’attenzione sull’incontro, mercoledì, a Ginevra, tra Biden e il presidente russo Vladimir Putin, oltre che sulle conclusioni del G7 sulla Cina – unico punto di disallineamento tra Usa e alleati europei -.

L’obiettivo, centrato a priori, era dimostrare che gli Stati Uniti hanno voltato la pagina Trump e che questi Vertici non sono più vetrina dell’imprevedibilità e dell’egocentrismo del magnate presidente, ma palcoscenico di diplomazia e multilateralismo.

Ragion per cui tutti i partner sono trattati con cortesia e attenzione: il padrone di casa Boris Johnson – nonostante molti intorno a Biden lo considerino un clone di Trump – ha avuto l’ovvio privilegio d’una visita bilaterale prima del Vertice; e ieri il presidente francese Emmanuel Macron, al mattino, la cancelliera tedesca Angela Merkel, a metà giornata, ed il presidente del Consiglio Mario Draghi, in serata, hanno avuto colloqui separati con Biden, a margine dei lavori del Vertice.

Conversazioni, di solito, poco più che di cortesia: occasioni per conoscersi nei nuovi ruoli, per rinsaldare rapporti e, magari, per prendere appuntamenti più strutturati. Quella con Draghi s’è svolta in una sorta di gazebo lungo la spiaggia al tramonto, resa più ampia e suggestiva dalla bassa marea.

La Merkel, che è al passo dell’addio – con 16 presenze, è la decana di questi appuntamenti -, sarà ospite alla Casa Bianca il 15 luglio.

Che gli Stati Uniti siano “tornati”, come piace dire a Biden, lo conferma Macron, dopo l’incontro: “E’ bello avere un presidente americano parte del club e disposto a cooperare: la leadership è partnership”. Biden restituisce la cortesia: “L’Ue è un’entità incredibilmente forte, vibrante” ed è una “colonna della Nato”. Lunedì e martedì, a Bruxelles, avrà Vertici con le due organizzazioni.

210613 G7 - Cornovaglia
CARBIS BAY (BRITAIN), June 11, 2021 From L to R, Front) Canadian Prime Minister Justin Trudeau, U.S. President Joe Biden, British Prime Minister Boris Johnson, French President Emmanuel Macron, German Chancellor Angela Merkel, (From L to R, Rear) European Council President Charles Michel, Japanese Prime Minister Yoshihide Suga, Italian Prime Minister Mario Draghi, and European Commission President Ursula von der Leyen, stand for a family photo during the Group of Seven (G7) Summit in Carbis Bay, Cornwall, Britain, on June 11, 2021. The first in-person G7 summit kicked off on Friday in Britain’s southwestern resort of Carbis Bay in almost two years. (Andrew Parsons/No 10 Downing Street/Handout via Xinhua) (Credit Image: © Andrew Parsons/No 10 Downing Street/Xinhua via ZUMA Press)

La seconda giornata del G7, tutto all’insegna della ‘ricostruzione post Covid‘, si articolata in tre sessioni dedicate alla flessibilità, alla politica estera, alla sanità e ai vaccini. A fine lavori, prima d’una cena conviviale, i Grandi hanno lanciato un piano globale di contrasto alle pandemie, che prevede, fra l’altro, la riduzione da 300 a 100 giorni dei tempi di ricerca e sviluppo d’un vaccino, oltre alla donazione di un miliardo di vaccini. Johnson ha dato enfasi storica a questo programma, che coinvolge Onu, Oms, Australia, Corea del Sud, India e Sud Africa: “Le maggiori democrazie del Mondo vogliono impegnarsi per impedire che una pandemia mondiale si verifichi di nuovo e perché non si ripetano mai più le devastazioni causate dal Covid-19”.

Il tema che divide è la Cina. Biden, cui il Congresso sta dando un bazooka di misure anti – Pechino, fa squadra con Johnson e il premier canadese Justin Trudeau, per arginare l’espansionismo cinese, commerciale ed economico, ma anche militare e politico. L’Ue è più cauta e valorizza potenziali aree di cooperazione: le fonti Usa riconoscono “differenze di opinione” e giudicano “interessante” la discussione, senza sbilanciarsi sulla formulazione delle conclusioni che saranno pubblicate oggi. Gli europei, del resto, non sono fra loro coesi: “Abbiamo una linea articolata”, dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Il nodo, si aggiunge, non riguarda tanto la minaccia cinese, percepita da tutti, con toni diversi, ma come farvi fronte. Fra le ipotesi di conclusioni del G7 sulla Cina, c’è la creazione di una task force che la Merkel vorrebbe centrata sulle questioni commerciali e sulla cooperazione nella lotta al cambiamento climatico. Temi, cioè, concreti e poco ideologici, dove vi sono spazi d’intesa.

Intervenendo nella sessione dedicata alla politica estera, Biden ha rilanciato la sfida di un “fronte delle democrazie” a Russia e Cina.

Oggi, il ‘G7 sulla Cina’ si chiuderà a metà giornata dopo due ultime sessioni: una sulla ‘società aperta’ e una sull’ambiente, il clima e la ‘green economy’.

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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