HomeMondo'America is back': G7 e altri Vertici, Biden in Europa riesuma diplomazia

‘America is back’: G7 e altri Vertici, Biden in Europa riesuma diplomazia

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 09/06/2021 e, in altre versioni, per il blog di AffarInternazionali.it https://www.affarinternazionali.it/blogpost/usa-biden-europa-alleanze/ e per il Corriere di Saluzzo del 10/06/2021

-

Il baedeker che Joe Biden porta con sé in viaggio per l’Europa è un rapporto redatto dal Consiglio per la sicurezza nazionale: una guida che, nel segno di “America is back”, gli serve a non perdere la bussola dell’interesse nazionale degli Stati Uniti nelle diverse riunioni dei prossimi giorni, il Vertice del G7, da venerdì a domenica, in Cornovaglia; poi gli incontri a Bruxelles con Nato e Ue; e, infine, l’appuntamento di Ginevra, mercoledì 16, con Vladimir Putin.

Sulla carta, il compito di Biden è semplice: marcare la differenza con Donald Trump, rimettere insieme i cocci del multilateralismo lasciati dal suo predecessore e mantenere il punto con Putin, senza, però, “arrivare a rotture”, osserva Stefano Silvestri, che ipotizza un riavvicinamento Usa – Russia in funzione anti – Cina.

Nella dichiarazione che fa da preambolo al testo del Consiglio di sicurezza nazionale, intitolato ‘Renewing America’s advantages’, Biden assicura: “L’America è tornata. La diplomazia è tornata. Le alleanze sono tornate. Ma non stiamo a guardare indietro. Guardiamo con decisione al futuro ed a ciò che possiamo fare, insieme, per gli americani”.

Per negare le tentazioni di un neo-isolazionismo americano, il documento si apre con l’affermazione che, “oggi più che mai, il destino dell’Unione è inestricabilmente connesso con eventi al di là dei nostri confini”, la pandemia, la crisi economica, l’emergenza climatica, le ingiustizie razziali.

In 23 pagine, il testo ripercorre i temi della sicurezza globale e le priorità della sicurezza nazionale. In Medio Oriente, c’è l’impegno per la sicurezza di Israele, ma senza “assegni in bianco” ai partner – il riferimento è all’Arabia saudita -: “l’obiettivo è ridurre le tensioni regionali e creare condizioni perché i popoli mediorientali possano realizzare le loro ambizioni”. La prospettiva di un ripristino dell’intesa sul nucleare con l’Iran non è messa in risalto, forse perché divisiva sul fronte interno.

“Siamo a un punto di svolta – recitano le conclusioni del documento, sul sito della Casa Bianca -. Siamo nella nebbia di un dibattito fondamentale sul futuro del nostro Mondo. Per spuntarla, dobbiamo dimostrare che le democrazie possono ancora rispondere alle necessità dei nostri popoli”, mentre, in tempi recenti, le tentazioni delle ‘democrature’ si sono fatte sentire, negli Usa di Trump, ma anche in Europa; e gli ‘uomini forti’ alla al Sisi, alla Erdogan o persino alla Putin, hanno saputo fare da magnete in contesti internazionali confusi, come la recente crisi medio-orientale.

Per riuscirci, bisogna “ricostruire meglio le fondamenta delle nostre economia – Biden ci sta provando con il suo programma di rilancio basato sugli investimenti pubblici, ndr – e riappropriarci del nostro posto nelle Istituzioni internazionali – nessuno glielo insidiava, ma loro con Trump si sono tirati indietro a più riprese -. Mettere in risalto i nostri valori in patria e parlare per difenderli nel Mondo. Ammodernare il nostro arsenale militare, ponendoci però alla guida della diplomazia. Rivitalizzare l’intreccio delle alleanze dell’America e delle partnership che hanno fatto del Mondo un posto più sicuro per i nostri popoli”.

Al fondo, c’è la certezza che “nessun Paese è meglio piazzato dell’America per navigare il futuro”, che va affrontato “da una posizione di fiducia e di forza. Lavorando con i nostri partner democratici, affronteremo ogni sfida e avremo la meglio su ogni contendente. Insieme, possiamo fare e faremo meglio”.

Un inno all’ottimismo. In Europa, Biden trova leader meglio disposti verso gli Stati Uniti delle loro opinioni pubbliche, almeno a scorrere l’inchiesta in 11 Paesi Nato condotta da German Marshall Fund e Bertelsmann Foundation. Nonostante la politica di Biden dell’ ‘America is back’, l’influenza degli Stati Uniti appare in declino nel Vecchio Continente: tra un terzo e la metà degli europei non crede che gli Usa siano la più influente potenza globale, soprattutto a causa dell’immagine di sé data nella pandemia.

Tra i Paesi dell’inchiesta, l’Italia è quello in cui la percezione dell’America come principale leader globale è più bassa: lo pensa il 51% degli italiani, contro il 55% dei tedeschi e il 56% dei francesi, numeri tutti bassi, in linea con il 2020 e in calo di dieci punti sul 2019. Va meglio in Gran Bretagna,  58%, Svezia, 63%, Polonia, 62%, e un po’ a sorpresa Spagna, 85%.

Dietro gli Stati Uniti, sale il peso della Cina, al 20% complessivamente (ma al 32% in Italia), mentre resta modesto quello dell’Ue, al 14% (il 12% in Italia). La Russia non va oltre il 4%. Tranne che in Italia, Polonia e Turchia, la percezione della Cina è, però, più negativa che positiva: Biden, insomma, ha margini per costruire un’alleanza che contenga l’ ‘impero del male’ del XXI Secolo e ne ridimensioni l’espansionismo commerciale, economico e militare, lungo i percorsi della ‘Via della Seta’.

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

ULTIMI ARTICOLI

#EU60: #pulseofeurope primo atto d’una settimana europea

0
Un flash mob #pulseofeurope ha aperto, domenica, in piazza del Popolo - foto Livia Liberatore -, la serie di manifestazioni, a Roma e altrove,...

usa 2020

coronavirus - elezioni - democrazia - ostaggio

Coronavirus: elezioni rinviate, democrazia in ostaggio

0
Elezioni rinviate, elezioni in forse, presidenti, premier, parlamenti prorogati: la pandemia tiene in ostaggio le nostre democrazie e, in qualche caso, le espone alla...