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Il Settimanale 2021 4 – Cultura, riscatto editoriale nell’era digitale

Scritto per il numero 4 del Settimanale 2021 del 31/05/2021

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La parabola discendente del settore editoriale italiano che ha caratterizzato l’ultimo decennio sembra essersi finalmente arrestata. Dopo la stagione del 2018 in cui il fatturato del mercato del libro è sceso dello 0,4% rispetto ai tre anni precedenti, nel 2019 c’è stato un incredibile + 3,4% di copie vendute: è la prima volta che accade dal lontano 2010 che aveva segnato l’inizio di una crisi per il settore editoriale.[1]

Certo, la ripresa non ha mostrato subito i suoi risultati: nei primi mesi del 2020 molte librerie anche di catena hanno chiuso i battenti, come la Feltrinelli International a Roma, oltre alle piccole imprese indipendenti che si sono ritrovate a dover abbassare definitivamente le serrande.[2]

L’incremento delle vendite è avvenuto gradualmente, anche grazie ad alcune iniziative statali sperimentate negli anni precedenti e riprese dal ministro della cultura Dario Franceschini, come il Bonus Cultura rivolto ai diciottenni: “Un modello vincente, tanto è vero che è stato copiato da molti Paesi europei”, ha dichiarato il presidente dell’Aie (Associazione Italiana Editori), Ricardo Franco Levi.[3]

Queste iniziative hanno contribuito alla risalita commerciale dell’editoria nel 2020: l’Aie riporta una crescita del 26,7% delle copie vendute nel primo trimestre del 2020, oltre ad un aumento dei lettori, il 61% tra i 15 e i 74 anni.

Ma poi è arrivato il lockdown: da marzo 2020 i negozi chiudono e inizia la quarantena. In un’intervista per il Corriere della Sera, Marina Berlusconi, presidentessa del gruppo Mondadori, ha detto che “I libri — non dobbiamo dimenticarcene soprattutto oggi — tengono compagnia in giorni così drammatici, nei quali le ore e i silenzi si dilatano”.[4] Come fare, allora, per immergersi nelle storie dei propri amati libri senza potersi recare in libreria?

La risposta può essere una sola: gli acquisti online.

In un’era ormai sempre più digitalizzata, i cambiamenti più significativi riguardano i nuovi canali di vendita. I canali fisici passano dal 73% del 2019 al 55% del marzo 2021, con le librerie indipendenti che passano dal 22% di fine 2019 al 16% di fine marzo 2021, mentre le librerie online aumentano fino al 45% rispetto al 27% del 2019.[5]

Sempre secondo i dati dell’Aie, il 2020 ha registrato un aumento delle vendite dei libri dello 0,3% rispetto al 2019, ma se a questi si sommano ebook e audiolibri l’incremento è del 2,4%. Crescono le vendite ma cambiano i formati. Ebook e audiolibri non sono certo una novità sul mercato, ma a trainare la vendita complessiva di titoli nel 2020 sono stati proprio loro.

Il digitale quindi cambia il modo di fare economia e fa uscire il settore editoriale miracolosamente indenne dalla crisi della pandemia.

Tuttavia a questo incremento delle vendite si contrappone l’esponenziale chiusura delle librerie. Il lockdown ha quindi solo accentuato un trend a favore dell’e-commerce già iniziato da tempo che fa aumentare i numeri delle copie vendute ma a totale discapito delle librerie.

Inoltre a minacciare i canali di vendita fisici c’è l’ingombrante figura di Amazon, un colosso internazionale con cui è sempre più difficile competere.

A rendere Amazon imbattibile e vicino al monopolio è la vastità del suo catalogo, le spedizioni in 24h e soprattutto la possibilità economica di applicare sconti consistenti su ogni libro disponibile non lasciando scampo ai piccoli venditori.

Inoltre Amazon lancia una sfida anche alle case editrici istituendo la forma del self-publishing. Saltando completamente la trafila editoriale, moltissimi aspiranti autori passano direttamente dal manoscritto alla pubblicazione in formato ebook.[6]

Per sopperire al monopolio di Amazon, molti piccoli e medi librai hanno dovuto ideare delle strategie di vendita alternative. Un esempio è l’iniziativa di Bookdealer, un sito e-commerce che riunisce centinaia di piccoli librai indipendenti. Una vera e propria vetrina online che mostra le innumerevoli identità librarie presenti sul territorio, le quali hanno potuto raggiungere i loro affezionati clienti anche durante la quarantena. Quando possibile hanno preferito addirittura la consegna in bicicletta rispetto al consueto furgoncino dei corrieri. E l’ambiente ringrazia per questa scelta ecologica.[7]

Tra vendite in negozio e online, tra iniziative statali e private, il mercato editoriale sta gradualmente ripartendo. È un settore che si sta evolvendo pian piano tenendosi al passo coi tempi in un mondo che tende sempre più verso la modernità.

The Minerva Post, Eleonora Carchia, Lucia Giura, Giulia Piai, Flavia Salvati Manuela Suppa

[1] http://www.the-newsroom.it/le-piccole-librerie-chiudono-la-colpa/

[2] https://www.sololibri.net/Perche-in-Italia-chiudono-le-librerie.html

[3] https://www.editoria.tv/il-ministro-franceschini-ora-lancia-il-bonus-cultura-su-scala-europea/

[4] https://www.corriere.it/opinioni/20_marzo_18/i-libri-tengono-compagniae-aiutano-trovare-risposte-320223c0-693d-11ea-913c-55c2df06d574.shtml

[5] https://www.aie.it/Cosafacciamo/AIEtiinforma/News/Leggilanotizia.aspx?IDUNI=wr31v35rw5l5bqrrnftprflx2520&MDId=10597&RAE=10635;1;102-71-2007.3.16;102-3157-2021.4.19;-1;102;&Skeda=MODIF102-3157-2021.4.19

[6] https://kdp.amazon.com/it_IT/?language=it_IT

[7] https://www.lifegate.it/librerie-indipendenti-e-commerce-bookdealer

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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