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Il Settimanale 2021 3 – Usa, Corte Suprema ridiscute dell’aborto

Scritto per il numero 3 del Settimanale 2021 del 24/05/2021

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Il 17 maggio la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha accettato di valutare la costituzionalità di una legge dello Stato del Mississippi del 2018 che pone restrizioni sul diritto all’aborto.

La legge del Mississippi al centro del dibattito nega l’aborto a partire dalla 15a settimana di gravidanza, anche in caso di stupro o incesto. Il caso verrà ascoltato dai giudici supremi nella loro prossima sessione, in autunno, con la previsione di arrivare a una decisione entro l’estate del prossimo anno.

Con le elezioni di metà mandato di Congresso, governatori e assemblee legislative statali e locali a novembre 2022, c’è il rischio che la decisione dei giudici diventi un elemento della campagna elettorale tra conservatori e ‘liberals’.

Negli Stati Uniti l’aborto è legale a livello federale, come stabilito dalla sentenza della Corte Suprema conosciuta come Roe v. Wade del 1973, ma non c’è una legge che ne regoli le modalità a livello federale. In quella occasione, la Corte tentò di bilanciare il diritto alla privacy di una donna incinta di scegliere se abortire o meno, con l’interesse di uno Stato di regolamentare l’aborto per proteggere la salute delle donne e la vita prenatale. Ogni Stato, dunque, ha le proprie leggi che stabiliscono quali sono i criteri e i limiti entro i quali poter interrompere una gravidanza.

Contro la legge del Mississippi aveva fatto causa l’unica clinica che pratica interruzioni di gravidanza nello Stato. La legge era stata giudicata incostituzionale dal tribunale distrettuale in quanto contrastava con la sentenza Roe v. Wade che proibisce agli Stati di vietare gli aborti prima della vitalità fetale, cioè prima del momento in cui i feti possono sostenere la vita al di fuori del grembo materno, generalmente considerata dai medici tra le 24 e le 28 settimane.

Il giudice distrettuale che aveva emesso la prima sentenza aveva usato parole durissime contro la legge, denunciando le manovre politiche dietro all’approvazione del provvedimento ultra-restrittivo.

La questione è molto controversa. L’eventuale sentenza della Corte, attualmente a netta maggioranza conservatrice, potrebbe consentire agli Stati di limitare consistentemente il diritto di aborto, ribaltando decenni di precedenti legali e di lotte per i diritti delle donne. Tra i giudici conservatori della Corte non mancano, però, divisioni sulla direzione da prendere per pronunciarsi sulla costituzionalità della legge e, quindi, non è affatto certo che vengano approvati nuovi vincoli.

Dopo la decisione della Corte di esprimersi sul caso, sono state numerose le reazioni. Fra chi è a favore al diritto all’aborto, Nancy Northup, la presidente del Centro per i diritti riproduttivi, ha dichiarato: “La Corte Suprema ha appena accettato di discutere un divieto di aborto che viola senza dubbio quasi 50 anni di precedenti della Corte Suprema … E’ un ‘test case’ per rovesciare Roe v. Wade”.

I sostenitori della legge del Mississippi sono apertamente per la protezione della vita del feto: “La legislatura del Mississippi ha emanato questa legge coerente con la volontà dei suoi elettori di promuovere la salute delle donne e preservare la dignità e la santità della vita”, ha dichiarato Lynn Fitch, procuratrice generale repubblicana dello Stato.

La legge del Mississippi non è un caso isolato. Sono diversi gli Stati che negli anni hanno adottato leggi che limitano drasticamente l’aborto o che hanno introdotto provvedimenti per ridurre l’accesso ai servizi di aborto. La linea dell’ex presidente Donald Trump era molto chiara su questo tema: infatti, a settembre 2020, dopo la scomparsa della giudice Ruth Bader Ginsburg, forte sostenitrice dei diritti delle donne e dell’uguaglianza di genere, Trump nominò al suo posto Amy Coney Barrett, conservatrice e ultra cattolica, che in passato s’è sempre espressa a favore delle restrizioni sul diritto all’aborto.

Presenti, Francesca Capoccia, Silvia Gaska, Irene Moro, Martina Portello, Carla Succa

Fonti:

https://www.nytimes.com/2021/05/17/us/politics/supreme-court-abortion.html?action=click&module=Top%20Stories&pgtype=Homepage

https://www.reuters.com/world/us/us-supreme-court-takes-up-case-that-could-limit-abortion-rights-2021-05-17/

https://www.reuters.com/world/us/us-supreme-court-takes-up-case-that-could-limit-abortion-rights-2021-05-17/

https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/17/news/stati_uniti_alta_corte_vagliera_caso_su_limiti_a_restrizioni_aborto-301479546/

https://www.amnesty.it/le-leggi-sullaborto-negli-stati-uniti-damerica-dieci-cose-da-sapere/

https://www.britannica.com/event/Roe-v-Wade

https://apnews.com/article/supreme-court-abortion-15-week-ban-5d066a9dc0030a4f8297711f341c9f5a

 

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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