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Il Settimanale 2021 3 – Teatro, gli italiani riconquistano Fiume sulle scene

Scritto per il numero 3 del Settimanale 2021 del 24/05/2021

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“La situazione Covid in Crozia è gestita con più morbidezza. Per questo ho intrapreso un periodo di lavoro lì”. Così Davide Calabrese, attore, cantante e regista, racconta la sua esperienza di ‘rinascita’ durante il lockdown. Calabrese ha lavorato per la compagnia “Dramma Italiano di Fiume”, a uno spettacolo chiamato “Lock-clown”.

Perchè Fiume? Lì i teatri sono sempre stati aperti e l’amministrazione ha gestito l’emergenza diversamente. Così, alla chiamata di Giulio Settimo, il direttore del ‘Dramma Italiano di Fiume’, Calabrese si è messo a disposizione del gruppo scrivendo uno spettacolo su Angelo Cecchelin, autore comico degli Anni 30.

Lo spettacolo verte attorno alle figure di tre clown che rimangono chiusi in una prigione, richiamando ciò che si è vissuto lo scorso marzo nelle case degli italiani. La situazione pandemica degli ultimi 15 mesi ha messo a dura prova tutto il Paese e così, ognuno a suo modo, si è dovuto reinventare anche nel lavoro.

I teatri italiani sono stati chiusi per forse troppo tempo; le continue posticipazioni delle riaperture hanno costretto all’espatrio alcune compagnie, pronte già lo scorso ottobre a ricalcare il palcoscenico. Le disposizioni ogni volta diverse dei vari Dpcm e delle sovvenzioni economiche da parte dello Stato hanno reso più difficile la messa in pratica di un mestiere sempre più sul filo del rasoio. Il teatro italiano è stato marginalizzato e reso fragile dalla noncuranza delle istituzioni.

In un contesto ben diverso da quanto avvenne oltre un secolo fa, gli italiani tornano a Fiume e portano il loro lavoro in Croazia, dove la pandemia è stata gestita diversamente.

L’autore e attore, dopo gli studi teatrali, ha collaborato con attori come Michelle Hunziker, Luca Ward, Gianfranco Jannuzzo e tanti altri. È fondatore, interprete e mimo del quintetto vocale Oblivion, in cui si occupa anche dei testi e con cui ha ideato spettacoli su base musicale rivisitata come ‘I promessi sposi in 10 minuti, per un divertimento assicurato’.

La compagnia è diventata celebre anche su YouTube dove ha ottenuto milioni di visualizzazioni. L’evoluzione pandemica ha però stravolto le sorti del gruppo e questo ha portato Calabrese ad intraprendere queste esperienza all’estero. A Fiume, infatti, gli attori “vengono pagati mensilmente e fanno parte di una compagnia; sono abituati a crescere ad ogni progetto, lavorando insieme e con registi diversi che portano loro ad una esponenziale crescita artistica. A differenza dell’Italia, in cui si va avanti per audizioni e dopo due mesi non si quando si lavorerà di nuovo, in Croazia il lavoro è garantito tutto l’anno’, spiega l’attore, che ede inoltre i croati come un popolo tenace anche nella vita lavorativa: “Si lavorava sei ore al giorno, senza pause. Recitazione, canto e danza erano live. Mi sono trovato di fronte a grandi artisti e ‘soldati'”.

 Sul futuro – In  questo momento di grande ottimismo per le riaperture delle attività, si rimane in ‘punta di forchetta’ per l’inverno. “L’anno scorso era tutto pronto – ricorda Calabrese con rammarico –, ma quello che è successo ad ottobre ha lasciato interdetti, nonostante fossero state prese tutte le misure preventive per poter esercitare. Il vero ottimismo si vedrà solo dopo l’estate quando capiremo se potremo tornare alla normalità”. Davide rimane dubbioso sul futuro: la speranza è che ad ottobre si possano avere idee più chiare sul da farsi.

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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