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Il Settimanale 2021 3 – Strage Capaci: ricordare per non morire di mafia

Scritto come supplemento al numero 3 del Settimanale 2021 del 24/05/2021

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Sono passati 29 anni da quel venerdì 23 maggio 1992 quando sull’autostrada A29 Palermo – Mazzara del Vallo, all’altezza di Capaci, persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, sua moglie e collega, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Alle 17:58 ci fu un boato e poi l’inferno: con l’esplosione di una bomba composta da 500 chili di tritolo Cosa Nostra colpì dritto al cuore lo Stato, in uno dei momenti più bui della storia del Paese.

Il giudice Falcone affermava: “L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è sapere convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza.” Queste parole testimoniano la fermezza e il profondo spirito di abnegazione che hanno contraddistinto quanti hanno perso la vita per mano della mafia. Ecco perché – alla stregua di un dovere morale – la loro eredità umana e professionale diviene una memoria collettiva da mantenuta sempre viva.

Anche se l’emergenza pandemica ha nuovamente imposto una riorganizzazione dell’intera manifestazione commemorativa, quest’ultima ha come sempre avuto inizio dalla banchina del porto di Palermo dove, sin dal 2002, attracca la Nave della Legalità, ed è avvenuta alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e di altre autorità dello Stato.

Quest’anno, per la prima volta – sempre su promozione della Fondazione Falcone e del Ministero dell’Istruzione – sarà inaugurato Spazi Capaci/Comunità Capaci, un progetto di design sociale curato da Alessandro de Lisi. L’evento consiste nella ‘ripresa’ della città attraverso l’arte a partire dalla riconquista degli spazi urbani emblematici della lotta contro la mafia.

Il programma verrà avviato con l’inaugurazione di quattro differenti opere – ognuna rispettivamente realizzata dagli artisti A.Buglisi, P. Demetz, V. Vitali, I. Scalisi Palminteri – che verranno tutte poste all’aperto in ottemperanza alle norme anti Covid-19. L’esposizione di contributi quali ritratti su facciate di palazzi, statue, installazioni e polittici – ai quali nel corso del tempo se ne aggiungeranno altri – mira ad un significativo obiettivo: compiere un viaggio di memoria 4.0 lungo tutta la penisola. Il traguardo finale del progetto è fissato per il 2023, anno in cui ricorrerà il 30ennale delle stragi di Firenze, Roma e Milano e dell’omicidio di Don Pino Puglisi per mano dell’onorata società.

La Giornata della Legalità di domenica 23 maggio – evento che non può prescindere soprattutto dal coinvolgimento dei più giovani – ha potuto essere seguita sui canali social ufficiali della Fondazione Falcone (@fondazionefalcone) ed è stata sostenuta da una programmazione Rai realizzata ad hoc: su Rai Storia – a partire dalle 14.00 e fino alle 24.00 – la professoressa Maria Falcone ha ricordato l’impegno del fratello Giovanni e di quanti hanno combattuto contro l’illegalità.

Sushma Cavur

Fonti:

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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