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Comunicazione sociale: Papa Francesco costruisce ponti con parole

Intervista raccolta da Milena Cansigli de In Terris e pubblicata il 24/05/2021 https://www.interris.it/copertina/gramaglia-papa-comunicatore/

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Qual è la specificità della comunicazione sociale e come è cambiata nei decenni?

La formula comunicazione sociale è, di per sé, molto vasta e molto generica ed era sovrapponibile, fino a un recente passato, al concetto di comunicazione. Ma se la domanda riguarda, in particolare, l’accezione più specifica delle campagne di pubblica utilità, finalizzate a promuovere scelte o comportamenti ‘virtuosi’, e messe in atto da pubbliche amministrazione o da organizzazioni non profit e/o imprese private, non c’è dubbio che essa ha acquistato, negli ultimi vent’anni, straordinaria efficacia, sommando e fondendo i linguaggi di media ormai tradizionali, come la radio e la televisione, ben più della stampa scritta, con quelli dei new media e dei social network, dove, tra l’altro, la comunicazione sociale riesce a svolgere una funzione calmieratrice, stemperandone l’insita rissosità e innescando confronti costruttivi.

Qual è stato il contributo della comunicazione sociale nella società?

Per le sue caratteristiche e le sue modalità, tendenzialmente pacate e misurate, volte a persuadere con l’esempio e il ragionamento, la comunicazione sociale ha svolto e svolge un ruolo molto positivo nella società, anche se sembra avere bisogno, per risultare veramente efficace, di una sorta di predisposizione favorevole dell’opinione pubblica. Se in qualche caso ha avuto grande successo (pensiamo all’impatto sul fronte dei comportamenti ambientali), in altri ne ha avuto meno: pensiamo al fenomeno della migrazione, dove la comunicazione sociale, forse perché portata avanti con eccessiva timidezza, temendo l’impopolarità del messaggio, non ha sconfitto pregiudizi e ostilità.

Oggi si celebrano i 160 anni de L’Osservatore Romano e i 90 di Radio Vaticana. Quanto è l’importanza della presenza di una comunicazione religiosa (e dunque non solo laica) in un contesto democratico?

In una società democratica e, quindi, pluralista, non è solo importante che la liberà sussista in tutte le sue declinazioni, di pensiero, d’espressione, politica, economica, religiosa, ma che venga pure attivamente esercitata nella crescente diversità delle nostre società. Dunque, i media portatori d’istanze religiose, come in primis per il loro prestigio l’Osservatore Romano e la Radio Vaticana, ma anche l’Avvenire e tutta la miriade di organi d’informazione che fanno riferimento alla Chiesa e alla fede cattoliche, sono una voce essenziale del pluralismo democratico, accettando di coesistere accanto a media espressioni di altri credo, senza avocare a sé o pretendere privilegi e/o esclusive.

Quale ricchezza apporta l’informazione religiosa?

L’informazione religiosa, ma più ancora l’informazione ispirata da una visione religiosa, contribuisce a mettere i problemi nella prospettiva di una finalità ultima e aiuta a depurare discussioni e confronti da elementi contingenti. Le finalità possono differire, ma guardare oltre l’interesse di parte e del momento aiuta a trovare soluzioni condivise e a lungo termine.

Papa Francesco: è un comunicatore efficace? Qual è l’importanza di aver istituito un Dicastero per la comunicazione?

Papa Francesco è un comunicatore eccezionale: dice tutto in modo semplice e comprensibile, suscita empatia e, per prendere a prestito un concetto che gli è caro, costruisce con le parole ponti fra le persone, anche quando mette paletti e segna confini tra il giusto e l’iniquo, il bene e il male, l’Amore e l’odio. L’avere istituito un Dicastero per la comunicazione, di cui non ho conoscenza diretta e personale, è una decisione importante, un segnale di attenzione. Ma un ministero di per sé non basta ad affrontare e a risolvere i problemi; anzi spesso l’istituzione di un ministero segnala l’esistenza di un problema e la percezione della difficoltà di risolverlo, più che la capacità di farlo. Ma fin quando la Chiesa disporrà di un comunicatore come Francesco non avrà, in fondo, bisogno d’un Dicastero per fare un lavoro che il Papa fa già benissimo.

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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