HomeIl SettimanaleIl Settimanale 2021 2 - Sport, calciatrici italiane finalmente professioniste 

Il Settimanale 2021 2 – Sport, calciatrici italiane finalmente professioniste 

Scritto per il numero 2 del Settimanale 2021 del 17/05/2021

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Il calcio femminile italiano nella stagione 2022/2023, a seguito di una decisione della FIGC, passerà da disciplina dilettantistica a disciplina professionistica. Fino ad ora la decisione di non riconoscere lo status di professionismo alle calciatrici si basava principalmente sulle valutazione delle risorse economiche e finanziarie, in quanto diventare professionisti significa avere carichi e oneri maggiori. Con l’avvento del professionismo si avrà un cambiamento nell’assetto dell’attuale campionato: infatti, diverse squadre rischiano di non potervi prendere parte perché sprovviste delle risorse economiche richieste.

Dall’altra parte, con il riconoscimento dello status di professioniste le calciatrici si vedranno legittimare una serie di diritti. Essendo dilettanti, non possono firmare veri e propri contratti, ma solamente delle scritture private, degli accordi economici con le società sportive che non possono superare i 30.658 euro lordi all’anno e che non garantiscono diritti e tutele, come previdenza sociale, tutela infortunistica, contributi pensionistici, maternità e tutele contro le molestie, tredicesima e quattordicesima.

I Mondiali disputati in Francia nel 2019 sono stati fondamentali per aumentare la visibilità e l’importanza del calcio femminile in Italia. La notevole prestazione di tutta la squadra, arrivata ai quarti di finale, nonché personalità come Barbara Bonansea e Cristiana Girelli, attaccanti capaci di segnare gol in qualsiasi circostanza, hanno fatto appassionare milioni di italiani. Tutti i tifosi ricordano ancora il goal all’ultimo respiro contro l’Australia di Bonansea, stella del mondiale, che regala una gioia indescrivibile alla Nazionale della c.t. Milena Bertolini.

Il calcio femminile inizia così a farsi conoscere a una platea sempre più ampia. Uno dei punti di riferimento del movimento, da qualche anno è la capitana della Nazionale e della Juventus Sara Gama. Con la sua grande capacità di comunicazione e il suo spirito, Gama è riuscita a portare attenzione mediatica e istituzionale al movimento e dare una svolta per ottenere i cambiamenti necessari a migliorare le condizioni delle calciatrici. Inoltre, la calciatrice triestina è diventata un modello da seguire anche per tutte le bambine: nel 2018 è stata scelta come personaggio di ispirazione dall’azienda Mattel per creare una Barbie che le assomigliasse; e Cartoon Network l’ha scelta per diventare un personaggio dei cartoni per promuovere la campagna #iosonodiverso.

Per il movimento del calcio femminile, dopo tanti anni di battaglie, tutto questo è sicuramente importante. Nonostante la crescente visibilità e il riconoscimento dello status di professionismo, la strada per raggiungere un’effettiva parità di condizioni tra calcio femminile e maschile è tuttavia ancora lunga, non solamente a livello mondiale.

Negli Stati Uniti d’America, ad esempio, nonostante la National Women’s Soccer League sia considerata una competizione professionistica, rimane ancora forte la problematica della disparità salariale. Figura emblematica per il movimento è Megan Rapinoe, centrocampista della nazionale americana che ha contribuito alla conquista del titolo mondiale e che ha portato grande visibilità alla squadra. Sfruttando la sua notorietà, insieme a quelle delle sue compagne come Alex Morgan e Christen Press, ha iniziato a parlare senza sosta di retribuzione e condizioni contrattuali.

Come racconta nell’autobiografia One Life, la svolta è arrivata nel 2015, quando dopo aver conquistato il titolo mondiale, le calciatrici statunitensi si sono trovate ancora una volta nell’assurda posizione di essere le migliori al mondo e di venire comunque trattate come atlete non professioniste, e hanno deciso di prendere in mano la situazione. La squadra ha presentato una causa per discriminazione di genere nei confronti della loro federazione per il diverso trattamento ricevuto nel corso degli anni, rispetto ai loro colleghi della nazionale maschile, denunciando compensi e premi esageratamente inferiori, scarsità di strutture e risorse per allenamenti e cure mediche. A maggio 2020, tuttavia, la loro richiesta è stata respinta da un giudice federale.

Presenti, Francesca Capoccia, Silvia Gasko, Irene Moro, Martina Portello, Carla Succa

Fonti:

https://figc.it/it/federazione/news/futuro-del-calcio-femminile-nuove-norme-e-via-al-professionismo-nel-2022/

https://sport.sky.it/calcio/femminile/2021/04/20/sara-gama-campagna-io-sono-diverso

https://www.corriere.it/sette/attualita/7-web-rep-meagn-rapinoe/index.shtml

https://www.agi.it/sport/calcio/news/2020-05-02/usa-giudice-nega-parita-stipendi-nazionale-femminile-8495779/#:~:text=Sconfitta%20in%20tribunale%20per%20la,California%20centrale%20a%20Los%20Angeles

 

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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