HomeMedio OrienteMedio Oriente: Biden tra israeliani e palestinesi, Trump lo attacca

Medio Oriente: Biden tra israeliani e palestinesi, Trump lo attacca

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 13/05/2021

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Nell’ennesimo capitolo del conflitto tra israeliani e palestinesi, il primo da quando lui s’è insediato alla Casa Bianca, Joe Biden è frenato dalla consueta ambiguità delle Amministrazioni democratiche in Medio Oriente: critiche verso Israele, ma fedeli al principio che “Israele ha diritto di difendersi”. Risultato: né gli israeliani né i palestinesi sentono di potere davvero contare sugli Stati Uniti.

Certo, Biden non è l’interlocutore favorito di Benjamin Netanyahu, che rimpiange Donald Trump, ma non è neppure disposto a mettere in discussione l’alleanza con Israele, pur tornando a insistere sulla soluzione dei due Stati che il suo predecessore aveva messo in soffitta. Così, gli Stati Uniti non esercitano influenza né sugli israeliani né sui palestinesi.

Per guadagnare tempo, più che per ottenere risultati, il segretario di Stato Usa Antony Blinken, d’intesa Biden, spedisce in Israele l’inviato per il conflitto israelo-palestinese Hady Amr: deve incontrare le parti e tentare di innescare una de-escalation delle violenze, la cui intensità preoccupa Washington.

La presenza in Medio Oriente di Amr, vice-assistente del segretario di Stato per gli affari israelo-palestinesi, serve pure a sopperire al fatto che gli Usa sono diplomaticamente sguarniti nell’area: Biden, infatti, deve ancora scegliere l’ambasciatore a Gerusalemme. La Casa Bianca ha ieri assicurato che la nomina avverrà “nelle prossime settimane”.

Dell’imbarazzo di Biden ha subito profittato Trump. “Quando ero in carica, eravamo conosciuti – scrive sul suo blog – come la presidenza della pace, perché gli avversari di Israele sapevano che stavamo con Israele e che ci sarebbe stata una rapida punizione se Israele fosse stato attaccato …  Sotto Biden, il mondo sta divenendo più violento e più instabile: la sua debolezza e la mancanza d’appoggio a Israele causano nuove aggressioni contro i nostri alleati”, che sono “sotto attacco terroristico”.

Le parole di Blinken sono più articolate di più, ma meno efficaci: “C’è una differenza tra i terroristi di Hamas che lanciano razzi contro civili e la risposta di Israele, che si difende dai terroristi che tirano razzi … Ma quando ci sono vittime civili, specie bambini, credo che Israele abbia l’onere in più di fare tutto quello che può per evitare vittime civili, anche nel diritto a difendersi”.

Il tema mediorientale sarà probabilmente evocato nell’incontro fra Blinken e il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, che si svolgerà a Reykjavik il 20 maggio, forse in vista di un vertice Biden – Putin.

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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